Pare che lui ci sia rimasto molto male. Non s’aspettava da lei una reazione del genere. Lui è Silvio Berlusconi, il presidente del Consiglio. Lei è la scrutatrice del seggio della scuola Dante Alighieri, via Scrosati a Milano, dove il premier va a votare. Non si tratta dell’ennesima storia sexy: quando c’è di mezzo lui, non si sa mai.

E’ solo che lei non sorride, non gli sorride mai. Quando lui si reca al seggio per votare lei è sempre fredda: alle sue battute, alle sue strette di mano. Silvio, abituato a sorrisi, inchini (e a molto altro) dovunque vada, l’ultima volta al seggio l’ha rimproverata: “Ma lei non sorride mai?” Lei non ha fatto una piega, rispondendo semplicemente: “Sorrido, sorrido, non si preoccupi”. Infatti lunedì pomeriggio dopo il risultato delle elezioni la scrutatrice era in Piazza Duomo. E sorrideva, sorrideva molto.

Dev’essere dura, per chi è abituato ai sorrisi (e a molto altro) a comando o a pagamento, scoprire che, semplicemente, la gente può sorridere a chi gli pare, quando gli pare e per quello che gli pare. La chiamavano – e forse la chiamano ancora – libertà.

Pubblicato su Giornalettismo

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