La scuola italiana è in subbuglio. Insegnanti e famiglie hanno boicottato i test Invalsi, sistema nazionale di valutazione dell’apprendimento degli studenti. Motivo di tanta opposizione, la privacy: ai test era affiancato un questionario utile a “fotografare” il contesto familiare (nazionalità, livello di istruzione, occupazione e reddito) dello studente. Obiezioni, in piccola parte, fondate.

Ma l’ostilità al test è soprattutto legata al fatto che esso, oltre che valutare il grado di apprendimento dei ragazzi, rappresenta di fatto una sorta di “giudizio” sugli insegnanti. In Italia tutti elogiano a parole la meritocrazia, ma nessuno la vuole davvero. Perché essere giudicati – come insegna autorevolmente il nostro presidente del Consiglio – non piace a nessuno.

Orazio esaltava l’“Aurea mediocritas”, intesa come valore della moderazione. E in Italia, si sa, siamo tutti moderati. Ma sotto sotto per molti questo slogan rappresenta un più banale e tranquillizzante inno alla mediocrità.

La radio trasmette “Nessuno mi può giudicare”, la famosa canzone di Caterina Caselli. Da sempre, un grande successo di pubblico e di critica.

Pubblicato su Giornalettismo

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