Ore, giorni settimane. Un posto pieno di uomini bianchi vestiti di bianco, dove il tempo scorre senza tempo. Stanze vuote, senza luce e senza finestre, piene di sporcizia e di dolore. Gente senza nome, senza ricordi, legate nei loro letti. Malate di qualcosa difficile da capire, difficile anche da dire. I matti.

Uomini e donne dimenticati. Al San Girolamo di Volterra, al Santa Margherita di Perugia, al Colorno di Parma, allo Sbertoli di Pistoia, a Gorizia, a Roma. Chiusi senza ragione, matti senza speranza. Gente per la quale non c’è dolcezza, né pietà. Anche mangiare in un piatto in quei posti è una conquista.

Ma c’è qualcuno, un uomo chiamato Franco, che ha capito che quelle teste volate nel vento non si fermano chiudendole dietro queste mura, tra sporcizia solitudine e dolore, in mezzo ad uomini bianchi vestiti di bianco. Un uomo che assieme ad altri uomini ha saputo guardare nel loro dolore, e slegare quelle anime.

Forse per guarire, certamente per vivere.

Il 13 maggio 1978 entra in vigore la legge 180, che abolisce i manicomi, fortemente voluta da un gruppo di medici coraggiosi guidati da Franco Basaglia. Un italiano di cui andare orgogliosi.

 

“Mantenetevi folli, e comportatevi come persone normali” (Paulo Coelho)
Pubblicato su Giornalettismo

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