Charlie Whitaker ha 12 anni. Vive a Londra con papà Jayson, mamma Michelle e il fratellino Jamie di 8 anni. Passa le sue giornate tra scuola, casa, shopping e qualche gita fuori porta. Ride, scherza, gioca. Ma non è stato sempre così: Charlie è nato con una malattia genetica rara, l’anemia di Blackfan-Diamond, che provoca un’insufficiente produzione di globuli rossi e costringe a continue trasfusioni e ad una vita d’inferno.

Papà Jayson e mamma Michelle, quando Charlie aveva 4 anni, decisero di regalargli un “fratellino su misura”: volarono a Chicago – aggirando la legge che in Gran Bretagna vietava la pre-selezione dell’embrione in provetta – per concepire Jamie. Grazie al suo cordone ombelicale, le cui cellule sono state donate a Charlie quando Jamie è nato, speravano di far guarire Charlie. Furono sprecati mari d’inchiostro, si scatenarono guerre sante e infinite polemiche: eugenetica, bambini usati come pezzi di ricambio, qualcuno tirò in ballo l’anticristo.

Ora, dopo anni di guerra alla malattia, grazie al “dono” del suo fratellino, Charlie è guarito. Oggi, Charlie e Jamie ridono insieme, scherzano, giocano. Cresceranno, andranno al Pub a farsi una birra, faranno l’amore. Forse potranno diventare campioni di football o fisici nucleari. Forse saranno solo due anonimi signori in mezzo a milioni di altri anonimi signori inglesi.

 

Non si può prevedere il futuro, ma non è male aver l’occasione di poterlo vivere.
Pubblicato su Giornalettismo

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