You are currently browsing the monthly archive for maggio 2011.

Crotone ha un nuovo sindaco di centrosinistra. La candidata del centro destra ha ammesso la sconfitta, aggiungendo che “Sarebbe scorretto e nello stesso tempo sbagliato fare ora considerazioni sul come e perché.” E’ Dorina Bianchi. Eletta senatrice nel 2008 con il Partito Democratico, dopo aver cambiato casacca nel 2004 (era del centrodestra). Esponente di spicco dei teodem, nota per le posizioni “ultrà” su procreazione assistita, testamento biologico, Pillola Ru486 . Nel 2009 abbandona il Pd per passare con Casini: altro cambio di casacca.

Candidata sindaco da Udc, Dc e Pdl, dopo il primo turno viene abbandonata dall’Udc. Motivi: il silenzio compiaciuto di Dorina, presente mentre Berlusconi ad un comizio attacca Casini e la sua scelta di apparentarsi con il candidato dell’ultradestra al ballottaggio. Passa in quota a Berlusconi, è il terzo cambio di casacca alla viglia del secondo turno.

Piace pensare che non sia scorretto e neppure sbagliato scorgere tra “il come e il perché” della sconfitta della nostra Dorina, oltre che l’onda lunga della fine del berlusconismo, un vento liberatorio. Contro i voltagabbana e gli integralisti di tutte le razze. Chissà se durerà.

Pubblicato su Giornalettismo

Annunci

Max Schneider, Gerhard Sommer, Max Milde. Nomi che certo dicono poco. Sono alcuni di una lista di 17 arzilli vecchietti (molti ottantenni, qualcuno centenario) che vivono tranquilli nelle loro comode case in Germania, con figli, nipoti e pronipoti. Ma non sono solo dei vecchietti. Sono 17 ufficiali e sottoufficiali tedeschi condannati per le stragi di Sant’Anna di Stazzema (560 vittime), Marzabotto (770 morti), Civitella Val di Chiana, Cornia e San Pancrazio (244 morti), Branzolino e San Tomé (10 morti), Certosa di Farneta (oltre 60 morti) e Falzano di Cortona (16 civili trucidati).

17 criminali di guerra nazisti, condannati con sentenze definitive all’ergastolo che – come racconta il capo della procura militare di Roma, Marco De Paolis – non hanno fatto neppure un giorno di prigione. Perché i mandati di arresto europeo sono stati respinti dai governi tedeschi, che si sono anche rifiutati di far scontare loro la pena nelle carceri della Germania.

Si sa, il mondo è pieno di ingiustizie senza fine. E poi questi sono solo dei vecchietti, fantasmi di un passato lontano e che vorremmo dimenticare. E poi i problemi del presente e del futuro sono tanti. Già. Ma cosa potremo mai raccontare, all’uomo che verrà, se la civile Europa tollera che la civile Germania lasci impuniti eccidi come questi? Come non ascoltare il lamento lontano dei bambini, l’urlo nero delle madri che vanno incontro ai figli crocifissi sui pali del telegrafo?

 

Davvero le dita si fermano, bloccate sulla tastiera. E le penne, appese alle fronde dei salici, oscillano lievi al triste vento.

Pubblicato su Giornalettismo

Nella capitale del Belgio, mentre s’aspetta la metro , s’ascoltano solo canzoni in inglese, italiano o spagnolo. L’azienda dei trasporti pubblici è stata costretta a sospendere quelle in lingua francese, per le proteste di molti fiamminghi, che pretendevano il bilinguismo nelle canzonette: una in francese, una in fiammingo. Anche se non esistono canzoni in fiammingo di successo.

E’ un fenomeno inarrestabile, un virus: nel cuore della capitale dell’Europa unita si litiga sull’accento imperfetto del personale della metro, sulla par condicio musicale, sull’ordine nel quale i nomi delle fermate della metro – rigorosamente bilingue – vanno annunciati in prossimità dell’arrivo. Da un anno, per le liti tra Fiamminghi e Valloni, il Belgio non ha un governo in carica.

Sono stati scritti fiumi d’inchiostro su questo rifugio nel campanile che ha assalito l’Europa all’esplodere della globalizzazione. Una marcia trionfale del localismo becero che in molti Paesi – Italia in primis – ha nutrito tesi strampalate e alimentato immeritate fortune elettorali. Il Belgio si sfalda in un silenzio ostile, e quel virus s’addensa in molti europei ed italiani. Mentre i colossi asiatici e l’amico americano si preparano alla sfida per gli assetti del terzo millennio.

Ci dev’essere uno strano godimento a sentirsi stupidi.

Pubblicato su Giornalettismo

E tutti vissero felici e contenti, fino alla fine dei loro giorni senza fine. Gli amori, nelle favole finiscono così. La realtà però è un po’ diversa: le coppie si sfaldano, gli amori finiscono, a volte pure in malo modo. La felicità sembra davvero un’illusione. E ognuno cerca la sua ricetta, il partner ideale con cui vivere felice e contento fino alla fine dei suoi giorni senza fine. Ma qual’è il partner ideale?

Un antico detto dice che gli opposti si attraggono. Mica vero, sostiene uno studio dello psicologo britannico Glenn Wilson: l’amore è eterno quando i partner si assomigliano, certificato pure da un “quoziente di compatibilità”. Studi di Università di mezzo mondo sostengono che la similarità garantisce l’eterno amore: la ricetta della felicità è a portata di mano. L’amore è bello se non è litigarello. E se poi tutto il resto è noia, pazienza. E’ bello che ci sia chi perde tempo e investe denaro (pubblico) alla ricerca di una “regola matematica”.

Forse basta accontentarsi del fatto che l’amore sia un magnifico dono, il più bello della vita. Un dono che non è a buon mercato, ma neppure così raro. Sono molti che l’hanno incontrato, a volte per un lungo periodo, o solo per un breve battito di ciglia. A volte il dono resta, spesso si trasforma in qualcosa di diverso: migliore o peggiore? Chissà. A volte il dono svanisce, o ci si accorge che era solo un’illusione.

Ma forse, semplicemente, l’amore è un mistero da cui è bello lasciarsi incantare. Ed è sempre eterno. Finché dura.

Pubblicato su Giornalettismo

La scuola italiana è in subbuglio. Insegnanti e famiglie hanno boicottato i test Invalsi, sistema nazionale di valutazione dell’apprendimento degli studenti. Motivo di tanta opposizione, la privacy: ai test era affiancato un questionario utile a “fotografare” il contesto familiare (nazionalità, livello di istruzione, occupazione e reddito) dello studente. Obiezioni, in piccola parte, fondate.

Ma l’ostilità al test è soprattutto legata al fatto che esso, oltre che valutare il grado di apprendimento dei ragazzi, rappresenta di fatto una sorta di “giudizio” sugli insegnanti. In Italia tutti elogiano a parole la meritocrazia, ma nessuno la vuole davvero. Perché essere giudicati – come insegna autorevolmente il nostro presidente del Consiglio – non piace a nessuno.

Orazio esaltava l’“Aurea mediocritas”, intesa come valore della moderazione. E in Italia, si sa, siamo tutti moderati. Ma sotto sotto per molti questo slogan rappresenta un più banale e tranquillizzante inno alla mediocrità.

La radio trasmette “Nessuno mi può giudicare”, la famosa canzone di Caterina Caselli. Da sempre, un grande successo di pubblico e di critica.

Pubblicato su Giornalettismo

Da anni economisti e politici di tutto il mondo discutono sul grande dilemma: è meglio una crescita infelice o una decrescita felice? Meglio un Pil che cresce, magari convivendo con un maggiore inquinamento o un aumento delle spese sanitarie, o invece un’economia più “dolce”, un benessere fatto non solo di accumulazione e di consumi sfrenati? La soluzione al dilemma l’ha trovata il governo Berlusconi-Bossi-Tremonti, triade che ripete spesso e volentieri che – grazie a loro – l’Italia è messa meglio di tutti gli altri. Dati statistici, indagini e sondaggi descrivono un Paese dove il Pil pro capite ristagna, se non peggio, e la gente è sempre più incazzata. Insomma, ecco il vero miracolo italiano: la decrescita infelice!

Ora è arrivata la ciliegina sulla torta: una campagna elettorale nella quale – per scongiurare la possibile sconfitta – proprio loro, che hanno da tempo in mano il potere politico ed economico in Italia e a Milano, s’inventano di tutto e di più. Dalle minacce su un mite avvocato meneghino che porterebbe nella “capitale morale” zingari, Islam e Br ( e il ritorno della peste bubbonica no?) alle promesse di condoni, ministeri, ricchi premi e cotillions (Cetto LaQualunque si è offeso perché ancora nessuno ha promesso “Cchiù Pilu pe’ tutti!”).

Un nuovo dilemma: sopravviverà ancora a lungo l’Italia, il paese di bengodi, a questa meravigliosa, straordinaria, unica ed irripetibile decrescita infelice?

Pubblicato su Giornalettismo

Le 17 e 58 sull’autostrada Trapani-Palermo. Il cielo azzurro velato solo da qualche nuvola leggera. E’ un anticipo d’estate accompagnata dalle risate di speranza delle persone oneste. Una Croma marrone, una Croma bianca, una Croma azzurra filano veloci sull’autostrada. Vanno verso la città, sono ormai nei pressi delle cementerie, fra lo svincolo di Capaci e isola delle femmine.

Qualcuno le segue con lo sguardo e poi succede in un attimo. L’attentatuni, 5 quintali di tritolo e l’autostrada diventa il cratere di un vulcano. Vito, Rocco, Antonio, Francesca e Giovanni muoiono. Intorno è silenzio. Niente più risate, niente più estate, niente speranza tra le persone inermi. Solo fumo soffocante tra le sirene impazzite.

Sono passati tanti anni e il cielo sopra Palermo è azzurro come allora, un po’velato da nuvole leggere accompagnate dalla brezza di un’estate troppo breve da dimenticare. C’è un gran silenzio sopra il mare. L’estate tarda ancora ad arrivare. Ma la speranza delle persone oneste è ancora viva.

“La mafia non è affatto invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni”

 

(Giovanni Falcone)

Pubblicato su Giornalettismo

Con voto unanime, l’Assemblea regionale siciliana ha approvato una Legge che inserisce il siciliano tra le materie da studiare nelle scuole elementari, medie e superiori, preservando così “l’ immenso patrimonio storico e letterario della Sicilia”. Non è ancora chiaro come questa norma si applicherà e quanto costerà. Non si sa per esempio se siano già disponibili docenti qualificati, come verranno organizzati i corsi all’interno dell’orario scolastico, ecc.

Valorizzare il ricco patrimonio culturale dei mille campanili italiani è bellissimo, ma forse la vita è fatta anche di altre priorità. Per uno studente, futuro cittadino del mondo, dell’Italia e della Sicilia è altrettanto importante – forse, osando un po’, persino più essenziale – la conoscenza della matematica e delle scienze, la capacità di leggere e di comprendere un testo. Cose che si misurano con test internazionali e nazionali, come i PISA e l’INVALSI.

Questi test dicono, tra l’altro, che gli studenti siciliani hanno uno dei peggiori rendimenti scolastici d’Italia. Ma pare che di questo l’assemblea regionale siciliana non si sia mai occupata.

Pubblicato su Giornalettismo

Michela Brambilla ministro del Turismo, una delle più azzeccate barzellette di Silvio Berlusconi, ha presentato il Piano integrato per la valorizzazione turistica del Garda. “È il più rilevante progetto di promozione integrata mai realizzato, farà del Garda un brand riconosciuto sul piano internazionale”, ha detto la Ministro, pronosticando per il turismo nell’area un grande rilancio.

Il turismo italiano è in crisi da tempo, e ha pagato più di altri la crisi economica. L’ultimo rapporto Wef indica la competitività dei prezzi come principale punto debole del nostro paese (siamo 129esimi su 139), oltre alla scarsa priorità del settore per il potere pubblico. Siamo messi bene invece per le infrastrutture turistiche, incluse ICT e per la presenza di siti di interesse.

Servono idee nuove e soldi freschi anche. Il piano prevede, in sintesi: piste ciclabili, aggiornamento del sito Visitgarda, marchio di qualità, valorizzazioni enogastronomiche. Il budget previsto: circa 4,8 milioni di euro.

Più che un rilancio, un bluff.

Pubblicato su Giornalettismo

Biagio Perrone è un professore di Lecce. Qualche giorno fa si è precipitato al comando della Polizia municipale: come molti italiani, contestava una multa per sosta vietata, appioppatagli da un solerte vigile urbano. 39 euro (più 15 per spese di notifica). Era arrabbiato, ma si sa: la legge è legge.

Il Professor Perrone è il presidente della Onlus “Handicap&Solidarietà”, che da anni svolge assistenza ai disabili della città. Era arrabbiato perché l’auto era un pulmino dell’Associazione, che riaccompagna a casa dei disabili, parcheggiato in un’area con strisce blu. Non importa: la legge è legge.

Biagio era arrabbiato perché il pulmino non aveva trovato posto nelle zone riservate ai veicoli a servizio degli invalidi, occupate da altre auto. Ed era arrabbiato perché il pulmino aveva anche un contrassegno di autorizzazione rilasciato dal Comune di Lecce. Ma la legge è legge: l’inflessibile comandante dei vigili urbani ha confermato la multa di 39 euro (più 15 di spese di notifica). L’autorizzazione non vale per le aree di sosta a pagamento. Anche se d’ora in poi sarà estesa.

 

La legge è legge, giusto. E la Onlus che fa il servizio di accompagnamento ai disabili al posto del Comune di Lecce pagherà i 39 euro (più 15 di spesa di notifica, ma di che?). La legge è legge, sacrosanto. Anche quando è incomprensibile, quando se la prende con i deboli e lascia impuniti i forti.
Pubblicato su Giornalettismo

Regala un sorriso

Associazione per la lotta al Neuroblastoma

Scarabocchiamo anche su…

Archivi

Abbiamo vinto il z-blog awards 2007

Un sorriso lungo un anno

In ricordo di Libero 83