Chi l’avrebbe mai detto. Eppure potrebbe succedere. Certo, non è possibile dimenticare che stiamo parlando di Voltremont, del commercialista di Sondrio: il sopravvalutato ministro dell’economia dei vari governi Berlusconi, lo scrittore ineffabile de “La paura e la speranza”, il responsabile delle fallimentari politiche economiche di un decennio di governi di centro destra. Ma adesso, potrebbe davvero capitare di doversi trovare a difenderlo. Soprattutto dai suoi.

E già. Perché in questo strano inverno italiano, mentre il berlusconismo è al crepuscolo con i suoi velenosi colpi di coda, all’orizzonte non s’intravede nulla di buono. Tra centrismo confuso, partito democratico evanescente, vendolismo acerbo e leghismo demagogico, l’Italia rischia davvero di affondare. Sotto i colpi di una crisi economica strutturale che nessuno – Tremonti in testa, a dire il vero – sembra capace di capire e di affrontare: bassa produttività, bassa occupazione, debito alto e futuro incerto. Con il rischio fondato di finire sotto attacco della speculazione e dei mercati. Vittime sacrificali: Grecia? Irlanda? Spagna? E perché non l’Italia?

E allora, l’idea che qualcuno voglia salvare il proprio precario destino politico o costruire futuri scenari più o meno politicamente sostenibili con qualche geniale trovata, tipo un po’ di deficit spending – quoziente familiare, federalismo all’amatriciana o altre amenità – che scardina definitivamente i conti dello Stato fa talmente paura che davvero sembra possibile l’impossibile: difendere Tremonti assediato. Da Berlusconi e non solo.

Non è il migliore possibile, anzi. Ma in quest’inverno italiano, in questo Paese che ha smarrito la bussola da troppo tempo, che ha bruciato o perso per strada tutti i suoi uomini migliori, guardandosi intorno, chi c’è? Tenendo conto che, a dispetto del suo fallimento politico, il centro destra a trazione leghista sembra avere ancora un consenso robusto in Italia, tra i presidenti del Consiglio realisticamente papabili, Tremonti sembra persino il meno peggio. Ci toccherà difenderlo? Chissà: non dà nessuna speranza, ma almeno allontana un po’ la paura. Nell’attesa, forse vana, che l’Italia in futuro sappia scegliere di meglio.

Pubblicato su Giornalettismo

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