Silvio Berlusconi che fa il bunga bunga assieme a qualche altro signore attempato e sporcaccione – sia esso un giornalista o un ministro – e ad un gruppo di donne giovani e belle – siano esse ministre, escort, giornaliste o subrettes – fa sinceramente pena, più che rabbia. Un uomo al tramonto, in preda a passatempi ridicoli, più che laidi.

La rabbia, in questa storia che sembra uno di quei film sexy pecorecci degli anni ’70, viene invece pensando alle gerarchie vaticane, sempre pronte ad intromettersi nelle vicende italiane, sempre sul pulpito in difesa della morale, dell’etica, della spiritualità. Sempre contro la deriva materialista, ma sempre al fianco di un premier che “ama la vita e le belle donne” e passa le sue serate “distensive” tra e orge e baccanali.

La rabbia viene anche pensando alla Lega nord e ai suoi uomini, allineati a coperti dietro l’uomo del bunga bunga. La mano destra impugna la clava della tolleranza zero verso extracomunitari, clandestini e ladri in nome della sicurezza degli italiani, mentre la sinistra applaude uno che ferma la Polizia che arresta un’extracomunitaria per furto, la fa rilasciare e prelevare dalla sua avvenente igienista dentale, promossa a Consigliere regionale.

Il corpaccione di un Paese svilito e disilluso sicuramente se ne frega delle orge; anzi, molti diranno “beato lui”. Pochi noteranno il volgare spregio fatto alle tante persone in difficoltà nel nostro Paese a cui nessuno fa regali costosi, né una telefonata “per dare una mano”. Il Papa e il Vaticano tuoneranno sulla sacralità del matrimonio e della famiglia, Bossi seguiterà a ringhiare contro gli immigrati, e Berlusconi sarà a braccetto con loro. E come nelle migliori repubbliche delle banane – dove il bunga bunga è di casa – nessuno ci farà caso più di tanto.

Pubblicato su Giornalettismo

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