La sparata del leader leghista e ministro per le riforme “SPQR sta per: sono porci questi romani” non è l’ennesima folkloristica sbroccata a cui il Senatur e i suoi scudieri ci hanno abituati. Piuttosto, è la risposta perfettamente studiata da un mago del marketing – in questo, addirittura più bravo del suo socio in affari Berlusconi – all’accusa di Montezemolo e della sua associazione ItaliaFutura sulla Lega parolaia e nullafacente, “corresponsabile di 16 anni di non scelte che hanno portato il Paese a impoverirsi”.

Ma Montezemolo ha mostrato semplicemente che il re è nudo. Perché, anche se molti se lo dimenticano, la Lega nord prospera dal 1994. E’ cresciuta elettoralmente ma soprattutto ha occupato tutto quello che era occupabile in termini di posti e poltrone. A casa sua, nella fantomatica Padania, dov’è una consolidata forza di maggioranza. E anche a Roma, dove ridendo e scherzando è in forze da 16 anni, di cui ben 10 al potere, in prevalenza con il centro destra ma non solo.

Già, perché il ribaltone tanto villipeso dalla Lega di oggi è un’invenzione di Umberto Bossi, che abbandonò Berlusconi per D’Alema (via Dini) nel 1995. E a proposito di porci, chiedere al ministro Calderoli, quello che ha inventato la Legge porcata, quella che in due legislature ha prodotto lo sfarinamento di due maggioranze in due anni. Quanto a Roma ladrona, non si scherza nella Torino diventata leghista, dove alla Regione Piemonte è di scena una parentopoli che avrebbe fatto impallidire persino i forchettoni democristiani. Ed Edouard Ballaman, l’ex Presidente del Consiglio regionale del Friuli che usava l’auto blu per portare la moglie al mare, di che partito è?

Nel frattempo, l’Italia ha perso terreno in tutte le classifiche della competitività: bassa crescita, bassa produttività, fisco esoso, Stato elefantiaco, riforme pochissime e malfatte. La coesione sociale che si sfarina, le classi medie che scivolano verso la povertà, il precariato per i giovani del Nord, mentre nel Sud l’irregolarità e il sommerso crescono come e più di prima. Federalismo zero, e quel poco è carta, destinata a sfaldarsi presto: l’autonomia finanziaria delle regioni e degli enti locali, cifre alla mano, è diminuita sensibilmente negli ultimi due anni.

Questi sono i fatti. Mentre a Milano, a Roma e a Napoli ci sono italiani che producono e lavorano sodo, in Parlamento, nelle amministrazioni comunali e regionali, nelle municipalizzate e nelle Fondazioni bancarie restano le parole (e gli insulti) di chi ha fallito. Forse sgrammaticate, in dialetto mantovano o padovano, ma sempre e solo parole. Il re è nudo, caro Bossi. E non basta una stella delle Alpi stampata su un banco, o un latrato che puzza di muffa e di stantio lungo 16 anni più che di razzismo a rimettergli i vestiti. A Roma – città con tanti difetti, tra cui quello di un’inguaribile tolleranza anche per chi le manca ingiustamente di rispetto – direbbero: “Aoh Umbè, sei er mejo fico der bigoncio!”

Pubblicato su Giornalettismo

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