E’ scoppiata la guerra tra Roma e Bolzano. Il Consiglio dei ministri, per volere del ministro per gli affari regionali Raffaele Fitto ha sfoderato le sciabole, intimando alla provincia autonoma di rimuovere 36 mila cartelli che – in spregio alle regole sul bilinguismo e sul fatto che il Sud Tirol sarebbe anche Alto Adige e sta in Italia – sono tutti rigorosamente solo in tedesco. Il governo di Roma minaccia, in spregio all’autonomia gelosamente custodita dalla gente di quelle parti, di sostituirsi a quello di Bolzano se non provvede alla svelta a mettere i cartelli in italiano.

La risposta del presidente della provincia autonoma di Bolzano non si è fatta attendere. Luis Durnwalder, dimostrandosi un vero italiano, ha reagito con un “Me ne frego del loro richiamo”. Seguito da un più istituzionale “Presenteremo ricorso alla Corte costituzionale”. I cartelli in effetti non li ha messi la Provincia, ma l’Alpenverein, il Club alpino sudtirolese di lingua tedesca e gli albergatori del luogo, tra l’altro sgridati dalla provincia stessa. Ma grazie ai muscoli mostrati dal governo di Roma, questa storia da farsa estiva potrebbe diventare una seria questione istituzionale. Una guerra.

Già. Il governo si è affannato a fare la faccia feroce su una faccenda che – diciamocela tutta – non sembra così grave, oltre che di non diretta responsabilità della provincia autonoma di Bolzano. Mentre neppure una parola è stata detta su un’altra faccenda, più banale: i soldi. Perché mentre il governo a trazione leghista sta con il fucile puntato sugli “sprechi” delle regioni, specie quelle del sud, sorvola beatamente su quanto costa al contribuente la provincia autonoma di Bolzano.

Attenzione: tutti sanno che l’autonomia dell’Alto Adige o Sud Tirol costa al contribuente italiano un pacco di soldi. Ci può pure stare, visto il particolare status di quell’area. Meno comprensibile accettare che la spesa per il personale delle 15 regioni a Statuto ordinario sia complessivamente di 2,8 miliardi di euro all’anno nel 2008, mentre per la sola provincia autonoma di Bolzano il costo è di 1 miliardo. La Lombardia costa 200 milioni di euro, la Campania 470 e il Lazio di Roma ladrona meno di 300. Nel Friuli Venezia Giulia, altra Regione a Statuto speciale, il personale costa 190 milioni di euro e in Sardegna meno di 250.

Dati banali, contenuti nella Relazione sull’attuazione del federalismo fiscale presentata dallo stesso governo di Roma un paio di settimane fa. Ma su questa curiosa “anomalia” il ministro Fitto, al pari dei suoi colleghi Tremonti, Bossi, Calderoli, tace. Se ne frega, come direbbe Durnwalder. Misteri del federalismo. Chissà se dipende dal fatto che i bilanci della provincia di Bolzano sono scritti solo in tedesco.

Pubblicato su Giornalettismo

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