Le bugie hanno le gambe corte. Il sisma che ha colpito l’Abruzzo rappresenta un caso emblematico di quest’Italia berlusconiana, fondata sulle mistificazioni mediatiche e sulle bugie istituzionali. Abbiamo capito da un pezzo che l’Abruzzo non è il paradiso che Berlusconi e Bertolaso ci hanno descritto per mesi, nella vergognosa accondiscendenza dei media e della stessa opposizione. Ma qui le cose sono davvero oltre l’immaginabile.

Già perché, secondo i dati aggiornati a ieri da parte della Struttura per la gestione dell’emergenza post sisma in Abruzzo, sono ancora 55.870 i terremotati assistiti in “emergenza”, di cui 48.278 per il Comune dell’Aquila. Gli Aquilani che beneficiano del cosiddetto “contributo di autonoma sistemazione” (in pratica ricevono un contributo dallo Stato in attesa che la loro casa gli venga ridata e si “arrangiano” come possono) sono 25.585. Quelli che stanno nelle C.A.S.E., MAP sono 18.997, mentre altri 3.127 stanno ancora in albergo e 595 nelle caserme. Per gli atri 50 comuni del cratere sismico, 3.594 beneficiano dell’autonoma sistemazione; 341 in affitti concordati con DPC; 3.566 nei MAP (moduli abitativi provvisori); 91 in altre strutture comunali.

Queste cifre testimoniano che siamo di fronte alla più lunga emergenza della storia dei terremoti d’Italia, roba da fare invidia anche al Belice e all’Irpinia. Altro che mirabolante miracolo! Un’emergenza che divora montagne di soldi, mentre di ricostruzione si continua a non parlare. Il caso ha avuto un po’ di eco per la denuncia di alcuni albergatori della costa abruzzese, che alloggiano i terremotati senza tetto e che dal 1 gennaio 2010, da quando cioè la competenza dei rimborsi è passata alla Regione, non ricevono più un euro o quasi. E cominciano ad essere indebitati fino al collo. Le aziende, invece, attendono i pagamenti di lavori, tra cui puntellamenti, effettuati da mesi. Alcuni piccoli imprenditori hanno denunciato mancati pagamenti per lavori, risalenti al giugno 2009, relativi al G8 dell’Aquila, commissionati dalla Protezione civile nazionale.

Purtroppo però, a dispetto dei rassicuranti reportage di giornali e telegiornali, non c’è una lira. Lo ha detto anche il Presidente dell’Abruzzo Gianni Chiodi, commissario per il terremoto e anche per l’emergenza: “Non ci sono fondi per coprire i debiti contratti durante il periodo dell’emergenza terremoto. Con una lettera molto chiara ho chiesto per venerdì al ministro Tremonti un incontro sui fondi per i debiti contratti nella fase di emergenza”.

Non si sa se, con un altro “miracolo”, si rattopperà anche questa falla. Possibile. Nel paese di Pinocchio, dove la mistificazione si è trasformata in metodo di governo, dove il governo si è trasformato in gestione arruffona dell’emergenza, tutto può succedere. Certo che di gente con le gambe corte o dal naso lungo se ne vede tanta in giro. Ma non si sa se siano peggio costoro, o i troppi ignavi che continuano a far finta di non vedere e a non denunciare questa autentica vergogna nazionale che è stato ed è il sisma de L’Aquila.

Pubblicato su Giornalettismo

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