Ci mancava pure questa. Ferruccio Fazio, ministro della Salute, punta il dito contro le cravatte, definite la maggiore fonte di infezione presente nel corpo di un uomo. Il pericolo numero uno per la salute non sono dunque inquinamento, cancro o infarto. Ma la cravatta. Pericolosità scientificamente dimostrata, dice il ministro in giacca e cravatta, tanto che in Inghilterra ne hanno proibito l’uso nelle corsie degli ospedali. Perché su di essa si accumulano virus e batteri, provocando infezioni pericolose e mortali.

Che negli ospedali spesso si muore d’infezione è vero. Solo in Italia si parla di circa 6-7 mila persone. Giusto che un ministro se ne preoccupi. Però per gli esperti la causa principale sono i medici che dimenticano di lavarsi le mani. E anche il telefonino che tutti si portano appresso. Per non parlare dell’igiene precaria nei bagni, nelle corsie, nelle cucine. Senza contare che ci sono reparti e reparti: un conto sono le normali corsie, un conto sale operatorie, rianimazioni, reparti oncologici, neonatologie. Tutto dimenticato dal solerte Fazio nella sua crociata estiva contro la cravatta. Crociata che si limita alle dichiarazioni, tra l’altro. Non ha intenzione di prendere provvedimenti: basta la denuncia.

E’ lo stesso Ferruccio Fazio che ha il grande merito di aver fatto buttare milioni e milioni di euro per un’inutile campagna di vaccinazione contro il virus “mediatico” dell’influenza A, spacciato per la nuova peste del secolo. Quello che nella questione sanità lascia parlare solo Tremonti, noto esperto della materia. Ferruccio Fazio, allineato e coperto con la vera cifra di questo governo: guardare la pagliuzza e non il pagliaro, occuparsi dei dettagli insignificanti a colpi di dichiarazioni ai confini della scemenza per nascondere le magagne e i veri problemi.

Ragionare di politica sanitaria, dello sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica in materia sanitaria, di garantire a tutti l’equità del sistema, la qualità, l’efficienza e la trasparenza, di stimolare l’innovazione e di tutte le questioni che sono di competenza del ministro non è il caso. Meglio abbaiare alla luna contro le cravatte.

Pubblicato su Giornalettismo

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