E dire che c’è chi è convinto che la Lega nord rappresenti il “nuovo che avanza”. La Lega nord, quella che ha vinto tutte le elezioni degli ultimi tempi. Perché comprende il “popolo”, lo ascolta. Co vive in mezzo. Non come gli altri partiti, quelli della “vecchia politica romana”. Un concetto tirato fuori ieri dal ministro Maroni, commentando i rumors di un tentativo di accordo Berlusconi – Casini.

La Lega non è così, la Lega è diversa. Sarà. Però, guarda caso, il sospetto è che Maroni si preoccupi perché se rientra Casini il potere d’interdizione della Lega si riduce. La Lega sarà diversa, ma non ha esitato a stringere accordi con partiti impresentabili come l’Udc, a raccattare in nome delle vittorie elettorali – ad esempio in Piemonte – di tutto e di più. Proprio come quella vecchia politica romana che tanto disprezza. E non è la lega che dice – a proposito del ddl intercettazioni – che al premier qualcosa bisogna concedere, in nome del federalismo? Già, il federalismo, la bandiera della Lega. Che però non muove un dito davanti alla manovra prefettizia di Tremonti. Anzi, i suoi governatori sono gli unici ad incrinare il fronte compatto delle Regioni. Mentre molti dei suoi amministratori locali – giustamente – sono arrabbiati neri. Misteri del “nuovo che avanza”.

A pensarci bene, però, è vero che la Lega nord è diversa dagli altri partiti della vecchia politica romana. A nessuno di essi, ad esempio, sarebbe mai venuto in mente di indicare, per la successione del leader indiscusso, il senatur Umberto Bossi, i suoi due figli Renzo e Roberto. Come nelle migliori monarchie assolute pre risorgimentali: chissà che ne direbbe Catteneo. E chissà che ne pensano le genti del nord a cui la Lega si rivolge. Forse c’è chi preferisce non essere cittadino, ma suddito. O forse si è scambiato il federalismo per familismo, vizio evidentemente anche padano.

A pensarci bene, questo nuovo, più che avanzare, è avanzato. Mi sa che se continua così, alle prossime elezioni, questi masanielli di Gallarate potrebbero avere qualche brutta sorpresa.

Pubblicato su Giornalettismo

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