Il 30% dei ricercatori della facoltà di Giurisprudenza non ha prodotto nulla nell’ambito della ricerca scientifica. E in generale all’Università La Sapienza il 10% dei ricercatori non ha prodotto nulla in 10 anni. Queste persone vanno cacciate dall’Università. Lo ha detto il rettore Luigi Frati. Se lo dice lui, sarà vero.

Però, assieme a queste sanguisughe che si prendono uno stipendio senza far nulla di utile e di produttivo, rubando il posto a chissà quanti giovani e talentuosi potenziali ricercatori costretti a lavorare nei call center o chissà dove, oppure ad emigrare all’estero, bisognerebbe cacciare anche altri.

Tutti quei cialtroni ai posti di comando che in questi anni, in politica, nelle banche, nei media, nell’editoria e nelle Università hanno riempito l’Italia di scansafatiche senza nessun talento se non quello di essere figlio, o amico o parente o amante di qualcuno. Il nepotismo cialtrone che ha riempito il Paese di mediocri non è piovuto dal cielo. Una classe dirigente all’analisi spietata accompagna l’ammissione di responsabilità. E si toglie dignitosamente dai piedi.

Il pesce puzza dalla testa. Sparare nel mucchio non serve a voltar pagina, ma solo a fare un po’ di chiasso per nascondere la polvere sotto il tappeto. In Italia c’è bisogno di aria fresca: non è con la demagogia da quattro soldi che ripuliremo i miasmi di questa società immobile.

Pubblicato su Giornalettismo

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