Nella conferenza stampa sulla relazione presentata in Consiglio dei ministri sul federalismo Umberto e Giulio ne hanno dette una più grossa dell’altra. Ecco Tremonti: “Nel 1970 c’è la centralizzazione della spesa pubblica. Poi nel ‘97 c’è la legge Bassanini. Alcune competenze vengono decentrate ma solo dal punto di vista amministrativo. Ma nel 2008 arriva il federalismo fiscale”. Segue Bossi: “in Italia non c’è l’autonomia finanziaria locale, e il debito pubblico c’è perché lo Stato incassa tutte le tasse e paga a piè di lista i livelli istituzionali che spendono. Manca la responsabilità: chi spende, non deve procurarsi i soldi che spende, che in qualche caso butta via”.

Sciocchezze, smentite dalle aride cifre. Nel 1997 fu istituita l’Irap, imposta controversa e sempre osteggiata da Tremonti, ma federalista al 100%: il gettito lo incassano le Regioni, le aliquote e le basi imponibili possono essere manovrate dalle Regioni. Nel 2000 poi vengono introdotte anche l’addizionale regionale all’Irpef e la compartecipazione regionale all’Iva. E infatti, dati di contabilità pubblica alla mano, l’autonomia tributaria delle amministrazioni regionali e locali tra 1980 e 2008 è triplicata: la percentuale delle entrate tributarie proprie sul totale delle loro entrate di bilancio passa dal 15 al 44% o, detto in altro modo, la quota di entrate tributarie gestite dalle amministrazioni regionali e locali sul totale delle entrate incassate in Italia è passata dall’8 al 21%.

Che ci siano altre cose da fare, è vero. Le stiamo aspettando da anni. Intanto, Umberto e Giulio mentono sapendo di mentire. E fanno finta di dimenticare che dal 2008 questo governo ha preso molti provvedimenti contro il federalismo fiscale: dall’abolizione dell’Ici fino all’ultima manovra, che taglia l’intero ammontare di risorse del federalismo amministrativo citato da Tremonti, scatenando l’ira bipartisan di tutte le Regioni, Formigoni in testa. Purtroppo, in un paese di ignoranti dalla memoria selettiva come il nostro, si possono dire bugie grosse come una casa e non essere spernacchiati. Che tristezza.

Pubblicato su Giornalettismo

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