Dopo la sberla elettorale di Venezia, qualche sberleffo interno e memorabili “incomprensioni” con Tremonti, Renato Brunetta finalmente torna a farsi sentire e parte all’attacco delle auto blu. Ma non con la furia iconoclasta riservata a quei fannulloni dei dipendenti della Pubblica amministrazione. Eroe popolare all’incontrario, forte con i deboli e debole con i forti, il nostro si affretta a spiegare di aver voluto censire le auto blu italiane non per tagliare sprechi e spese inutili ma solo per “fare chiarezza sulla questione delle auto della Pubblica Amministrazione, contrastando leggende metropolitane spesso propagandate senza statistica metodologica”.

Le auto blu non sono 600 mila, come si è detto sulla stampa, ma appena 90 mila. Anzi 10 mila blu blu per i politici, 20 mila blu per i dirigenti e le altre “grigie”, a guida libera per le missioni e i dipendenti, dice il signore dei tornelli. E’ un monitoraggio adffidato al Formez, che ci dice anche che il costo di queste auto nel 2009 avrebbe sfiorato 88 milioni di euro, e il personale impegnato è stato pari a circa 40 mila unità. Piccolo insignificante dettaglio: gran parte delle amministrazioni consultate non ha ancora risposto. I risultati presentati oggi rappresentano le stime sul parziale di 2.221 centri (il 26%) sulle 9.199 amministrazioni consultate.

Ma il ministro non intende fermarsi a questo già utilissimo sondaggio, del quale ci piacerebbe sapere se e quanto è costato all’erario. Brunetta promette infatti nuove regole contro l’abuso dei lampeggianti sulle auto blu. “Sto cercando di riscrivere una regolazione per questi bulbi luminosi che disturbano la popolazione. Vogliamo capire, ha aggiunto, chi ha diritto a usare i lampeggianti e chi no”.

Nel mentre combatte questa fondamentale battaglia, ci piacerebbe sapere se ha intenzione di spiegare i motivi per i quali non ha battuto ciglio quando la “sua” riforma della PA, quella che doveva premiare i bravi e bastonare i fannulloni, millantata come capace far risparmiare 20 miliardi di euro all’anno nei documenti di finanza pubblica del 2008, è stata praticamente abrogata in quattro e quattr’otto dal decreto legge sulla manovra finanziaria. Un altro avrebbe detto: va bene, ragazzi, torno a fare il professore. Ma lui no, è troppo impegnato a limitare l’uso dei lampeggianti della auto blu: questa sì che è una riforma urgentissima.

Pubblicato su Giornalettismo

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