Ha la barca più bella dei Caraibi, la villa alle Bermuda, la villa ad Antigua. Potrebbe godersi la vita. Potrebbe riempirsi il tempo di vacanze, belle donne, canzoni con chitarra e mandolino. Potrebbe vivere come a noi comuni mortali non è concesso neppure nel più impossibile dei sogni. Stiamo parlando – lo avrete capito – di Silvio Berlusconi, e delle dichiarazioni riportate in un articolo accorato di Salvatore Dama su Libero. Libero 17 06 10 Perché Berlusconi resiste e non se ne vaE invece, che fa? Anziché godersi gli anni – speriamo tanti – che ancora gli restano, si è fatto impantanare nello stillicidio del governo: mediare con Formigoni che gli rompe le palle per la manovra finanziaria, Bossi che prima gli intima di fare un passo avanti e subito dopo fa lui due passi indietro. Tremonti che gli scrive la manovra senza neppure consultarlo e non perde occasione per tentare di fargli le scarpe. E questi sono gli amici.

Poi ci sono l’opposizione che – non si sa perché – si oppone, i giornali che pubblicano le notizie, Fini che gli tende una trappola al secondo anche se non prenderebbe neppure un voto, quel comunista del presidente della Repubblica che si ostina a mettersi di traverso, quei giudici impiccioni che vogliono ascoltare le conversazioni dei potenti birbaccioni. E lui, poveretto, non può né governare né campare tranquillo. Un onnipotente, unto dal signore, ma – dice lui – senza poteri. Un principe senza scettro. Per forza che poi, nonostante il grande amore che nutre per l’Italia e gli italiani, ogni tanto sbotta e si domanda, “ma chi me lo fa fare”, dicendo “torno a fare l’imprenditore o me ne vado in pensione”.

Già, perché Berlusconi non va in pensione? In fondo, i cimiteri sono pieni di gente indispensabile, e fare il nonno è sicuramente meglio che rompersi le scatole con questi omuncoli da quattro soldi. Qualche maligno dice che non lo fa perché è da presidente del Consiglio ostacolato che le sue aziende, in crisi, hanno ripreso vigore e adesso prosperano. Perché da primo ministro imbavagliato, come viene definito sempre su Libero dal direttore Maurizio Belpietro, ha varato qualche decina di leggi ad personam che gli hanno permesso di non essere condannato in diversi processi per corruzione. Malignità di qualche inguaribile comunista, s’intende. Noi siamo sicuri che non lo fa per un solo ed unico motivo: lo smisurato amore che ha per la gente. Gente che ha fiducia in lui e sa che troverà una soluzione ai loro guai. Gente che lavora e che produce. Gente come il presidente del Milan, il proprietario di Mediaset, il papà di Piersilvio e Marina.

Pubblicato su Giornalettismo   (anche se non se n’è accorto nessuno…)

Annunci