I giorni tumultuosi che stanno vivendo i mercati, le borse e molti governi in seguito alla tempesta perfetta che scuote l’euro e l’Europa dalle parti di Atene potrebbero essere salutari se li si legge con lente distaccata dalle passioni. Partiamo da una considerazione che molti, stranamente, dimenticano. La Grecia ha sbagliato: perché nessuno può vivere a lungo al di sopra dei propri mezzi senza pagarne dazio. E’ giusto prendersela con le attuali incertezze europee e gli egoismi tedeschi, ma solo partendo da questa semplice constatazione.

Sulla via d’uscita, le posizioni sono contrastanti. Più d’uno pensa che la Grecia vada salvata ad ogni costo, ma non mancano coloro che dicono che sarebbe cosa buona e giusta per l’Europa e per la stessa Grecia lasciarla andare in default, e addirittura farla uscire dall’Euro. Non ricapitoliamo le ragioni dei pro e quelle dei contro, è stato fatto tante volte. Di certo c’è solo che la non scelta di questi mesi ha fatto male a Grecia, Europa, euro. Ed ha attizzato i cani della speculazione a sbranare l’osso dell’Europa.

Purtroppo, ormai i buoi sono scappati dal recinto. Il prestito tra i 100 e i 120 miliardi di euro, a fronte di duri sacrifici per rimettere in ordine i conti pubblici da parte del governo di Atene, forse non basterà. Ma è probabile che diventi di fatto un piano di aiuti triennale, un consolidamento del debito, un default mascherato, in cambio di una sorta di commissariamento di un Paese e delle sue istituzioni. E mostra ancora una volta quale fosse e ancora è l’unica scelta possibile da seguire per l’Europa della moneta unica, crisi o non crisi.

L’euro deve portare con sé una cessione di sovranità degli stati in materia di economia e di conti pubblici. Sia in tema di controllo dei conti pubblici, su cui spesso la Ue ha chiuso tutti e due gli occhi, e non solo per la Grecia, sia in tema di politiche economiche da seguire. Ma questo significa una forte spinta all’unione politica. L’alternativa è un club ristretto di paesi integrati e gli altri fuori o quasi, oppure il ritorno ad una specie di Europa pre-Maastricht. Impossibile? Forse no. La lezione greca è che quest’ibrido senza senso che è oggi l’Unione europea, che i cittadini europei non capiscono e non a caso bocciano, non funziona. O cambia, o forse è meglio lasciarlo morire. Senza lasciarlo agonizzare così.

Pubblicato su Giornalettismo

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