Ho fatto un incubo terribile. Mi sono addormentato beato, con i miei governanti che mi coccolavano e tranquillizzavano, dicendo che la crisi era alle spalle, un fatto “psicologico”, pronti ad affrontare i veri problemi dell’Italia, intercettazioni in testa, quand’ecco che l’Istat se ne esce con dati che mostrano che la crisi si è abbattuta sui redditi delle famiglie, riducendo i loro risparmi al lumicino. Già: nel 2009 “il reddito disponibile è diminuito del 2,8% rispettoTremonti mago Tranquilli, la crisi c’è. La manovra correttiva, si  vedrà al 2008, la contrazione più ampia dagli anni ‘90, e la propensione al risparmio è scesa al 14%, il livello più basso sempre degli ultimi vent’anni”. E’ pure calato del 2,6% il potere di acquisto, e con meno soldi nel portafogli gli italiani hanno ridotto anche i consumi dell’1,9%. Le imprese hanno visto la quota di profitto scendere ai minimi da quando esistono le serie storiche dell’Istituto di statistica. L’incubo peggiora. Epifani dice: Non siamo usciti fuori da questa crisi. Non mi interessa dirlo perché penso che il Governo abbia fatto poco e invece poteva fare di più – ha spiegato – ma solo per dire che se da questa crisi usciamo in questo modo i problemi, per tutti, sono destinati a rimanere pesanti”.

L’incubo continua: Adusbef e Federconsumatori, che quando li leggo mi tocco sempre perché secondo me portano iella, affermano che questi dati sono “la gravissima dimostrazione del fatto che la situazione in cui versa il Paese è ben diversa da quella continuamente invocata dal partito degli ottimisti”, mentre per il Codacons i dati “confermano per la millesima volta che il Governo non ha saputo e voluto difendere il potere d’acquisto delle famiglie”. Secondo Confesercenti, serve “una terapia d’urgenza che comprenda meno tasse e, a copertura, un taglio coraggioso delle spese e degli sprechi”. Ma basta con tutti questi disfattisti, fatemi leggere una voce amica. Eccola qui: il segretario confederale dell’Ugl Paolo Varesiinterventi strutturali per alleggerire la pressione del fisco”, a cominciare dai nuclei più numerosi, con l’introduzione del quoziente familiare. Bene, bravo bis! chiede “

Ma l’euforia dura poco:  arriva Bersani con tutti i capelli in testa – un parrucchino? – che legge ridacchiando (disfattista!) un’altra agenzia e mi ributta di nuovo giù:  “secondo voci parlamentari, il governo dovrà recuperare almeno 4,5 miliardi di risorse necessarie alle spese correnti. I tecnici del ministero dell’Economia sarebbero al lavoro per preparare il decreto di mantenimento della manovra triennale del 2008”, quello che una volta – quando si facevano chiamare democristiani – si chiamava stangata d’estate. Altro che riforme, altro che riduzione delle tasse! L’incubo si è fatto insopportabile: già vedo Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti travestiti da Visco e Padoa Schioppa che, con gli occhi iniettati di sangue preparano un bel condono tombale o uno straordinario abracadabra contabile per rimandare a domani quello che non sono stati capaci di fare ieri.

Ma per fortuna mi sveglio. C’è il sole del mattino, l’Italia è sempre bella, anche se il reddito delle famiglie è calato.  Mi appare Littorio Feltri con Il Giornale fresco di stampa, quello che ha scritto proprio ieri che tutto va bene, che l’Italia a Pasqua era invasa di turisti. E leggo che era tutto uno scherzo, un complotto, una burla. Leggo la tranquillizzante dichiarazione del viceministro all’Economia, Giuseppe Vegas, che smentisce dicendo “Mai saputo niente“. Gli fa eco il ministro Tremonti, avvicinato da alcuni cronisti che gli chiedevano conferma di una manovra correttiva a giugno: “Confermo l’impegno della Repubblica italiana ad una correzione dello 0,5% nel 2011 – ha affermato il ministro  – Smentisco le altre voci“.  Nessuna correzione dei conti quest’anno: solo spese da rifinanziare per alcune misure già stabilite, ad esempio un miliardo servirebbe per le missioni internazionali. Ah, ma allora è diverso! E comunque un quadro chiaro si avrà dall’andamento delle entrate, a maggio.  Non importa se nel frattempo i bollettini di Bankitalia segnalano mese dopo mese l’esplosione del debito pubblico e  l’aumento delle spese correnti. Tutto inventato, meno male. Posso pensare alle cose serie: intercettazioni e semipresidenzialismo. E soprattutto alle mie vacanze estive. Direi in Grecia, dove mi sentirei come a casa. Che ne dite?

Il post è stato pubblicato su Giornalettismo

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