Nel corso delle proteste dei cittadini de L’Aquila durante la manifestazione “1000 chiavi per la città”, è stata oggetto di contestazione una troupe del Tg1, accolta al grido di “Scondinzolini!”: Il Tg1 è stato accusato di avere diffuso un’immagine falsata della situazione del terremoto in Abruzzo. Coinvolta anche la giornalista Maria Luisa Busi, sul posto per fare un servizio per Tv7. La Busi si è difesa dicendo di non poter “rispondere dell’informazione a livello generale che il Tg1 ha fatto nel corso di questi dieci mesi dal terremoto”, aggiungendo anche che quello che ha visto all’Aquila, in questi giorni con i suoi occhi, “è molto più grave di come talvolta è stato rappresentato: migliaia di persone sono ancora in albergo, le case non bastano e la ricostruzione non è partita”.

Mentre diversi esponenti del centrosinistra e il segretario dell’Usigrai partivano all’attacco del direttore Minzolini, contemporaneamente facevano distinguo e riservavano attestati di stima alla bella e brava giornalista che “si è limita a fare onestamente il suo lavoro”. Secondo alcuni di questi pasdran, la redazione del telegiornale più visto d’Italia, quello che è l’unica fonte d’informazione di milioni di italiani, sarebbe una polveriera pronta ad esplodere contro il suo direttore.

Più volte Giornalettismo ha criticato Minzolini e la sua singolare concezione “servile” di “servizio”pubblico, da ultimo qui, ma sembrano meno comprensibili i distinguo su Maria Luisa Busi. Perché non si tratta dell’ultima dei praticanti, ma di un volto noto e prestigioso, una delle punte di diamante del Tg1. Quella che conduce l’edizione delle 20, una che sul Tg che Minzolini dirige ci mette la sua faccia. E’ certamente vero che la linea di un giornale la detta il direttore (e ci mancherebbe altro!), ma è anche vero che se quella linea non è condivisa si può scegliere di andarsene, o almeno – se non si hanno altre occasioni professionali – dissociarsi in silenzio, tenendosi più defilati. Ma ad infastidire è soprattutto la scusa opposta dalla Busi sulla “scarsa conoscenza” della vera situazione. Quel “solo ora vedo con i miei occhi come stanno realmente le cose”.

E’ comprensibile che Maria Luisa Busi, avendo molto da fare, non  abbia letto i molti articoli che sull’argomento hanno cercato di mettere in luce in più occasioni le magagne che si celavano dietro l’apparente show trionfale sul terremoto di B&B, Berlusconi e Bertolaso. Ma in ogni caso, da brava e bella giornalista quale i suoi amici di centro sinistra la accreditano, poteva almeno leggersi i dati e le cifre del decreto abracadabra sul terremoto (pubblicato in Gazzetta ufficiale) o dare un occhiata al sito della Protezione civile, dove ad onor del vero Bertolaso e i suoi hanno sempre correttamente dato tutte le cifre e chiunque volesse farlo poteva informarsi e trarre le conclusioni.

Naturalmente siamo anche noi dalla parte della bella e brava Maria Luisa. Ora cha ha visto con i suoi occhi, nelle riunioni di redazione si batterà di certo per un Tg1 più obiettivo, assieme alla redazione che ribolle e che ben presto si dissocerà dal suo direttore “servile” . La scusiamo perché se non ha avuto tempo di raccogliere dati, metterli in relazione tra loro e trarre le conclusioni, come farebbe un qualsiasi praticante di redazione, c’era un buon motivo: prepararsi a condurre il Tg1 delle 20 deve essere una faccenda che porta via parecchio tempo, tra sala trucco e ripasso di dizione.

Buon tutto!

L’articolo è stato originariamente pubblicato su Giornalettismo

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