Le bugie di Berlusconi sulle tasseAbbiamo abbassato le tasse, togliendo l’Ici e togliendo 2 miliardi alle imprese“. Lo ha detto Silvio Berlusconi (qui il video), intervenendo via telefono all’inaugurazione dell’autostrada pedemontana lombarda, “Nonostante la crisi l’Italia c’è, – ha proseguito il presidente del Consiglio – con un governo che ha continuato a lavorare per il bene degli italiani. La grave crisi economica è stata affrontata bene: non abbiamo aumentato le tasse e sosteniamo le famiglie e chi ha perso il lavoro“.

UNA CLAMOROSA BUGIA – Il nostro premier alle mancate verità ci ha abituato. Lo ricordava qualche giorno fa Pietro Salvato. Ma stavolta ha esagerato, tanto da far pensare che a parlare non fosse lui, ma il suo fratello gemello, quello “virtuale”. Perché nei documenti ufficiali di finanza pubblica che il premier sforna di frequente, cioè nel mondo “reale”, i numeri che fornisce sono altri. Prendiamo la Relazione previsionale e programmatica che ha accompagnato la Legge finanziaria. In essa vediamo che la pressione fiscale nel 2008 (anno a metà tra Prodi e Berlusconi) era pari al 42,8% del Pil italiano. Nel 2009, sotto il governo Berlusconi essa aumenta, passando al 43%. Un dato che nell’ultimo documento ufficiale, la nota di aggiornamento 2010-2012 presentata pochi giorni fa, viene lievemente corretto al 42,9%, comunque superiore al 2008. Quindi, il governo Berlusconi, cifre di Tremonti alla mano, nel mondo reale ha aumentato – seppur lievemente – e non diminuito la pressione fiscale.

E IN FUTURO? AUMENTANO LE TASSE! – E il futuro, come ricordavamo qui, non si presenta affatto migliore, anzi. Nonostante le promesse del fratello gemello di Berlusconi, quello virtuale che dichiara su giornali e in tv di voler ridurre le tasse, l’altro Berlusconi, quello reale che firma i documenti ufficiali, ha scritto nella nota di aggiornamento 2010-2012 del 28 gennaio 2010 che, il “miracoloso” risanamento dei conti pubblici, a dispetto dei proclami di Berlusconi sul taglio delle tasse, avverrebbe esclusivamente con un forte aumento delle entrate fiscali, che passerebbero dai 451,3 miliardi del 2010 ai 462,5 del 2011 (+11 miliardi di euro) e addirittura a 482 miliardi nel 2012: 30 miliardi di euro in più rispetto al 2010. Mentre, sempre secondo quel documento,  la spesa corrente al netto degli interessi è prevista in forte aumento: dai 670,7 miliardi di euro nel 2010, a 679,8 miliardi nel 2011 (quasi 10 miliardi di euro in più) e addirittura a 694,6 miliardi di euro nel 2012: 24 miliardi di euro di spesa corrente in più rispetto al 2010!

DOVE ANDREMO A FINIRE? – Il Berlusconi “virtuale” dice che l’Italia è messa meglio degli altri. Forse – per ora – è così, anche se non c’è da stare tanto tranquilli. Soprattutto perché abbiamo un premier che nei giorni pari promette riduzioni delle tasse e i giorni dispari scrive nei documenti che le aumenta. Un presidente del Consiglio che nei giorni festivi dichiara di avere abbassato le tasse e nei giorni feriali scrive documenti in cui certifica di aver aumentato la pressione fiscale. A qualcuno potrà sembrare divertente, ma i comici vanno bene a teatro, o in tv. Chi governa deve essere serio e credibile, non simpatico. Una cosa però finalmente è comprensibile. La ragione per la quale Berlusconi non è alto di statura: perché le bugie, com’è noto, hanno le gambe corte.

Buon tutto!

L’articolo è stato pubbliucato su Giornalettismo

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