Ma chi l’ha detto che i politici italiani sono degli scansafatiche? I nostri parlamentari sono degli stakanovisti, degli instancabili lavoratori. E’ vero che non passano molto tempo in parlamento ma in compenso non disdegnano i doppi incarichi. Ce ne sono 18 – tra cui Lucio Stanca, (Pdl), amministratore delegato di Expo 2015, e Matteo Colaninno (Pd) – che occupano senza problemi posti importanti in consigli di amministrazione di grandi società. E ce ne sono 12 che, dopo essere diventati deputati nel 2008, si sono anche fatti eleggere sindaci o presidenti di Provincia.

Sono tutti di centro destra. 9 del PdL: i presidenti di Provincia Maria Teresa Armosino (Asti), Luigi Cesaro (Napoli), Edmondo Cirielli (Salerno), quello della legge sulla prescrizione, Antonello Iannarilli (Frosinone), Antonio Pepe (Foggia). E poi i Sindaci Nicola Cristaldi (Mazara del Vallo) Giulio Marini (Viterbo) e Marco Zacchera (Verbania). Poi ci sono 3 esponenti della Lega Nord: Ettore Pirovano, presidente della Provincia di Bergamo e Roberto Simonetti della Provincia di Biella. E soprattutto c’è il “fantuttone dei fantuttoni”: Daniele Molgora, che in questi 18 mesi prima è stato “nominato” deputato del Carroccio alla Camera, poi è diventato sottosegretario all’Economia ed infine è stato eletto presidente della Provincia di Brescia. Neppure ai tempi della prima repubblica, quella dei forchettoni, quella di “Roma ladrona”, nessuno aveva osato tanto.

Effettivamente non esiste una legge che vieti ad un deputato di farsi eleggere sindaco, mentre invece un sindaco o un presidente non può fare il deputato. Certo, ci sarebbe la decenza, il buon gusto, l’opportunità. Ma a chi volete che interessi? Infatti, i nostri stakanovisti della poltrona hanno sostenuto, durante la riunione della Giunta per le elezioni chiamata a decidere la loro eventuale incompatibilità, che non ci sono problemi. Il tripoltronista Molgara ha candidamente detto che, da capo della giunta provinciale di Brescia, decide lui quando convocarla e lo fa solo nei giorni in cui è libero da impegni parlamentari o di governo. Quindi, dov’è il problema? La giunta per le elezioni – a maggioranza di centro destra – ha deciso che ha ragione lui, e gli altri 11. Nessuna incompatibilità.

Sembra di vedere l’infaticabile Molgora fare il sottosegretario il lunedì, il deputato il martedì, il Presidente della Provincia di Brescia il mercoledì e così via. D’altronde il parlamento è stato ridotto ad un guscio vuoto, un legificio che si limita a convertire i decreti legge o a votare leggi ad personam. E questa è gente operosa che non è abituata starsene con le mani in mano, si annoia e vuole occuparsi d’altro. Però, anche tra questi insaziabili divoratori di incarichi ci sono dei pigroni: sono state raccolte firme bipartisan per una nuova legge che sancisca definitivamente l’incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di amministratore locale

Chissà perché, ma abbiamo il sospetto che non sarà urgente come la legge sul processo breve, o sul legittimo impedimento, o sull’immunità parlamentare.

Buon tutto!

L’articolo è stato pubblicato su Giornalettismo

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