Commentando la condanna di quel padre costretto da un giudice a pagare gli alimenti ad una figlia trentaduenne ancora fuori corso all’università, il ministro Renato Brunetta ha detto che l’Italia è vittima dei suoi giovani bamboccioni e che per risolvere la situazione lui farebbe una legge che “obblighi i figli ad uscire di casa a 18 anni”.

Un’idea geniale. I vecchi ammiratori dell’Unione sovietica ad esempio ne sarebbero entusiasti. Ovviamente, bisognerebbe – sempre per legge, immaginiamo – obbligare questi giovani ad avere una casa, possibilmente di proprietà. Dovrebbero anche essere obbligati ad avere un lavoro, possibilmente  non precario e possibilmente ben remunerato. E via obbligando.

Per ora non si riesce ad obbligare il ministro Brunetta a dire cose che abbiano un senso. Ma confidiamo che dentro il partito che nacque per fare una “rivoluzione liberale” prima o poi qualcuno ci riuscirà.

L’articolo è stato originariamente pubblicato su Giornalettismo

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