I gravi fatti accaduti a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, con il ferimento di alcuni extracomunitari giovedì, a cui sono seguite ore di tensione, scontri tra extracomunitari e cittadini del paese della piana di Gioia Tauro che ne hanno chiesto lo sgombero, sono stati così commentati dal ministro Roberto Maroni: “In questi anni è stata tollerata l’immigrazione clandestina che ha alimentato la criminalità e ha generato situazioni di forte degrado”. Una dichiarazione sorprendente, perché dal 2001 ad oggi – con la parentesi dei 20 mesi del governo Prodi – è il centrodestra di cui Maroni è esponente di spicco a governare. E la legge n.189/2002 sull’immigrazione, attualmente in vigore, è comunemente chiamata “la Bossi-Fini”.

Ma non è solo questo a lasciare di stucco. Il ministro dovrebbe sapere della situazione disumana della Calabria, dove a fronte dei 6.400 autorizzati si stima vi siano circa 20 mila lavoratori stranieri stagionali impiegati nel settore agricolo. E dovrebbe conoscere benissimo la situazione della Piana di Gioia Tauro – il porto, la ‘ndragheta, i circa 15 mila immigrati presenti – più volte denunciata e mai risolta. Lo stesso comune di Rosarno è commissariato per infiltrazioni mafiose. Ma, a parte il recentissimo impegno – positivo, anche se tardivo – sul fronte dell’impiego delle forze di polizia e dei magistrati, è forte la sensazione che questo pezzo di paese sia stato lasciato anche in questo decennio in balia forze oscure e criminali e dei suoi potentati locali, che ne soffocano le non poche energie positive presenti.

Ma anche limitandosi all’analisi solo dal punto di vista del fenomeno immigrazione, il caso di Rosarno  mostra casomai la prova dell’inutilità delle misure volute dal governo, le scelte sbagliate fatte in tema di immigrazione. Non si può pensare che migliaia di persone vivano come animali e che questo non provochi prima o poi delle tensioni. Insomma, come ha detto Don Pino de Masi, Vicario Generale della Diocesi di Oppido-Palmi: “quello che è accaduto a Rosarno è frutto della mancanza di una pianificazione adeguata per i lavoratori stagionali e della totale assenza di una politica dell’integrazione”.

Perché le scelte del governo di centrodestra anziché risolvere i problemi legati al fenomeno immigrazione – che esistono – hanno contribuito invece ad aggravarli, oltretutto essendo pure stupide, di difficile applicazione e crudeli più che razziste. Punire i responsabili dei fatti è giusto, prendersela genericamente con gli immigrati è demagogia, è scaricare la propria incapacità di gestire l’ordine pubblico e il complesso fenomeno dell’immigrazione dando la colpa ai “nuovi schiavi” anziché combattere la schiavitù e gli schiavisti. Se ne è capace, caro ministro, sia serio e provi a fare davvero il suo mestiere. Altrimenti, la smetta di dire sciocchezze, e se ne vada.

L’articolo è stato orginariamente pubblicato su Giornalettismo

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