Il Natale 2009 è alle nostre spalle. La festa più importante, comunque la si pensi, per quest’angolo di mondo, è passata. Ed è difficile scrivere ora qualcosa che non sia già stato detto, pensato, scritto…Si può pensare, come ha fatto Dickens, ai nostri natali: quelli del passato, del presente e del futuro.

E’ ormai banale ripetere che ci sono tanti che l’hanno trascorso in qualche parte sperduta dell’Africa, o dell’Asia con poco da bere e da mangiare. E’ inutile parlare di chi lo ha trascorso appeso a una flebo di chemio in un grande ospedale. A chi può interessare, dopo la grande abbuffata di doni, regali, vivande di questi due giorni?  Per fortuna, come sempre, possiamo fare appello al bellssimo Natale in casa Cupiello di Eduardo de Filippo. Quella casa dove padri e figli, moglie e marito, fratello e sorella non anno più nulla da dirsi, dove tutto è nascosto in una melma di apparenza ed ipocrisia. Dove tutto è inautentico.
Come in un teatro, o se si vuole in un presepe. Un piccolo sogno dove rifugiarsi dalla realtà, anche se solo per poche ore.

A noi piace però pensare ad un mondo dove il sogno non è la fuga da una realtà brutta ed immodificabile, ma la proiezione verso l’utopia, magari irraggiungibile. un progetto per il quale vale comunque la pena di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Un sogno in cui non rifugiarsi, ma in cui credere, combattere, anche sporcandosi le mani con quella realtà così inguardabile, fatta di guerre, sangue innocente, indifferenza e ipocrisia.

Un sogno che può diventare progetto. Che deve diventare progetto. Ed è più facile se al nostro fianco camminano amici, persone. Angeli. Non quelli che alcuni sognano volare nel cielo. Quelli che camminano al nostro fianco ogni giorno. Il padre a cui non rivolgiamo mai un sorriso, il figlio che ignoriamo mentre diventa grande, i nostri affetti che quasi dimentichiamo, persi dal nostro correre quotidiano verso un nulla che prima o poi ci raggiugne e ci sotterra per sempre.

Sì, questo sogno è possibile: anche adesso che il natale è passato, anzi soprattutto adesso. Pensare che è il nostro dovere di uomini e di donne che camminano a tentoni su questo mondo far sì che ci sia un giorno in cui sarà davvero Natale in tutte le case Cupiello, per tutti coloro che, in Europa, in Africa, in Asia e ovunque nel mondo, si trovano a passare per un attimo breve come un sorriso, in questo pazzo mondo, pieno di tante meraviglie e di tante cose da cambiare.

Un sorriso per tutti gli angeli che, sporcandosi le mani e camminando controvento, rendono questo cammino più bello da fare.

Buon tutto!

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