Sarà certamente vero che dovremmo dire bravo a Mauro Moretti, l’amministratore delegato di Fs per il suo lavoro di ammodernamento delle ferrovie Ma ci sono volte in cui passa la voglia. Questi due giorni di maltempo assomigliano ad una Caporetto delle ferrovie: disagi, cancellazioni, ritardi di ore che non hanno risparmiato nulla: treni a lunga e lunghissima percorrenza, Eurostar, Intercity e treni regionali.

Di fronte a questi disservizi e problemi vari la risposta di Moretti di nota fede francescana, quindi propenso alla sofferenza e alla frugalità, è stata più o meno questa: signori passeggeri, è vero che ci sono stati e ci sono ritardi o disservizi, ma Trenitalia non può farci nulla. Portatevi acqua e panini, qualche maglione in più, perché potrebbe capitare che il treno si fermi per motivi di sicurezza. E non provate a chiedere il rimborso del biglietto per i treni soppressi o in ritardo, perché Trenitalia non ha certo colpa per il maltempo. Casomai chiedeteli alla natura o al padreterno.

Caro Moretti, sul fatto che Trenitalia non abbia colpa del maltempo non ci piove, o se preferisce non ci nevica. La responsabilità di questo, da che mondo è mondo, è del governo ladro. Ma sul resto le consigliamo toni più consoni al suo ruolo ed alle sue responsabilità. Trenitalia dovrebbe avere la capacità, la professionalità e il personale per gestire le emergenze, organizzando piani all’altezza della situazione. E i passeggeri pagano con biglietti, abbonamenti e anche – come contribuenti – con salatissime tasse i costi della gestione del servizio di trasporto ferroviario, anche quella delle emergenze climatiche, soprattutto quando sono previste da giorni e giorni.

C’è un’altra cosa: da noi i ritardi dei treni sono la norma anche nei giorni “normali” e il servizio che viene offerto non è sempre di standard europeo, anzi diciamolo: molto spesso è un po’ micragnosetto. Ed anche l’educazione e l’attenzione al cliente che paga non è proprio di standard europeo: i dirigenti di Eurostar hanno rimborsato e chiesto scusa (150 sterline, un biglietto omaggio e, appunto, scuse con una inchiesta affidata a esperti indipendenti) alle oltre 2000 mila persone rimaste per ore intruppate nel tunnel della Manica sui treni congelati dal maltempo. Questione di stile, appunto.

E a proposito di Europa, un nuovo Regolamento comunitario entrato in vigore il 13 dicembre scorso prevede precisi obblighi di informazione sugli orari previsti di partenza e di arrivo e di assistenza gratuita, che deve avvenire sia in stazione che durante il viaggio, in caso di ritardi superiori ai 60 minuti: con pasti e bevande, albergo e trasporto dalla stazione all’albergo, se necessario, oppure trasporti alternativi, anche in caso di blocco del treno sui binari.

Caro Moretti, lei sarà sotto stress, come ha detto il ministro Matteoli, e va capito. Immaginiamo che non gli abbia fatto piacere neppure la presa di distanza di alcuni suoi vecchi amici, come Pierluigi Bersani, anch’egli Dalemiano. Quindi non pretendiamo troppo. Anche se dovrebbe essere lei a garantire informazione ed assistenza a noi viaggiatori, fornendoci coperte, pasti e alloggio, siamo consapevoli di vivere in Italia, dove una nevicata un po’ più abbondante del solito crea un caos inenarrabile. Facciamo così: noi portiamo l’acqua e i panini. Almeno alle coperte però ci pensi lei.

L’articolo è stato originariamente pubblicato su Giornalettismo

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