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Come i nostri 36 piccoli lettori sapranno già, la Corte europea dei diritti dell’uomo con sede a Strasburgo, esaminando il ricorso presentato dalla signora Soile Lautsi, di Abano Teme, ha stabilito che l’esposizione del crocifisso in classe "è contraria al diritto dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il diritto dei bambini alla libertà di religione".

La sentenza ha suscitato reazioni molto forti. Il Governo italiano ha annunciato ricorso, il segretario di stato Vaticano Tarciso Bertone ha usato parole durissime, dicendo che  " purtroppo questa Europa del terzo millennio ci lascia solo le zucche della festa recentemente ripetuta la vigilia del primo novembre e ci toglie i simboli più cari. " Anche Marco Travaglio, dimenticandosi che il crocefisso in classe è un retaggio del Concordato Stato e Chiesa firmato dal cavalier Benito Mussolini, si è schierato a difesa del Crocefisso.

 

Per fortuna, c’è chi opera per calmare gli animi. Si distingue tra tutti il nostro straordinario ministro della Difesa, Ignazio Benito Maria La Russa che, intervistato a “La Vita in diretta” si è lasciato andare a dichiarazioni pacate ed improntate alla tolleranza. Il nostro eroe ha detto, prendendosela anche con il conduttore e con alcuni degli ospiti in studio “Possono morire, possono  morire, loro e quei falsi organismi internazionali. Il crocifisso non lo toglieremo mai". Ricordandosi anche lui bene di chi introdusse quest’obbligo, ha poi gridato ad un esterrefatto Lamberto Sposini: "Non si può non capire che l’identità cristiana è l’identità nazionale, non ricordare che c’è un Concordato".

 

Le opinioni sull’argomento possono essere diverse. Noi apparteniamo a chi crede che il crocefisso non è un segno che è così indispensabile tenere in classe (anzi) ma che non ci avremmo fatto sopra un ricorso. Il problema vero è che quel crocefisso sta nelle classi e nelle aule delle scuole pubbliche, nelle piazze e nelle chiese di tutta Italia, totalmente ignorato nel suo significato profondo da tutti. Soprattutto da coloro che ne difendono ora a spada tratta la presenza.

Che Ignazio Benito Maria La Russa non ci arrivi non è per noi un mistero insondabile. Un po’ più misterioso è invece l’atteggiamento del Cardinal Tarciso Bertone, che una maggiore attenzione ai valori di pace, fratellanza, amore universale, accettazione del prossimo, valroi che quel crocefisso effettivamente dovrebbe rappresentare per tutta l’umanità (indipendentemente da fede religiosa e credo politico) ce l’aspetteremmo. Forse aspetteremo a lungo ed invano.

 

Buon tutto!

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