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Qualche giorno fa il Parlamento europeo ha votato per la nascita di un’Agenzia europea per la qualità dei prodotti agroalimentari. In pratica, una Efsa 2. Perché 2? Perché l’Efsa 1 esiste già: è l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che grazie al grande impegno del nostro Silvio Berlusconi, fu collocata a Parma strappandola alle grinfie di Helsinki. Ora nascerà l’Efsa 2. E le autorità di Parma ci sono rimaste male. Perché, anche se nelle intenzioni questa nuova agenzia collaborerà strettamente con l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) di Parma e con le unità della Commissione Ue responsabili della tutela della qualità alimentare e maggiore tutela comunitaria e internazionale per Dop e Igp, in molti vedono questa proposta come un possibile depotenziamento di quella di Parma. Povero Presiedente del ConSilvio, povero cavalier Berlusconi, che su questa vicenda si era speso personalmente e con una particolare generosità? Quanto sarà afflitto, umiliato, disperato per lo sgarbo e il torto subito?  Perché, nonostante la pronta candidatura di Parma, avvenuta sin dal 2000, quale sede “naturale” per un Authority sulla sicurezza alimentare, le demoplutocrazie burocratiche di Bruxelles avevano assegnato la sede dell’Efsa ad Helsinki, calda ed accogliente città finlandese. Silvio Berlusconi, primo ministro italiano, non poteva accettare un così grave affronto. E fece il possibile e l’impossibile per convincere i suoi colleghi europei per cambiare la decisione, dando l’Authority alla città del cibo per eccellenza: la nostra bellissima [[Parma]]. Per vincere la sua guerra, arrivò persino al sacrificio estremo: rispolverando tutte le arti da playboy che ben conosceva, e lasciando a bocca asciutta per una sera, le veline, le letterine e le ministre di turno, riuscì dopo una notte di incontro al calor bianco a convincere persino la primo ministro finlandese, la signora Tarja Halonen. La guerra fu vinta: Parma ebbe la sua brava Authority, e Silvio un altro cuore femminile nella sua nutritissima collezione. Fu un grandissimo successo, che tutto il mondo ci invidiò: il viagra, all’epoca, non era così diffuso. Ovviamente, per sbrigare la formalità, il governo italiano dovette promettere un sacco di cose: dare all’Efsa in tempi brevi una sede confacente all’importanza dell’Agenzia. Costruire una Scuola Europea a Parma, in collegamento con l’Efsa, visto il numero di funzionari di Bruxelles che sarebbero dovuti arrivare. Creare collegamenti aerei tra Parma e l’Europa, le sue città principali. Berlusconi fece tutte le promesse che gli venivano richieste. Sappiamo bene che fare promesse è la cosa che gli piace di più e gli riesce meglio. Per iniziare, c’era da fare l’inaugurazione. Ed ecco in quattro e quattr’otto sede (provvisoria) scuola (provvisoria) e aeroporto con i voli (provvisori). Un trionfo del governo Berlusconi: era riuscito là dove tutti avevano fallito: portare in Italia un pezzo d’Europa. “Quando abbiamo assunto la responsabilità del governo non c’era nessuno che si sarebbe giocato un soldo sulla possibilità che un’agenzia ormai assegnata alla Finlandia, potesse cambiare indirizzo e venire in Italia”. Bravo, bravo, bravo! Al pari di Bruxelles e Strasburgo, Parma era diventata una capitale europea! L’inaugurazione dell Efsa fu un vero trionfo: Silvio e il Presidente della Commissione europea [[Barroso]], mano nella mano, rapiti dall’avvio di questa fantastica Agenzia. Che solo a Parma poteva stare: perché, come disse Silvio, “Non c’è alcuna possibilità di confronto tra il culatello di Parma e la renna affumicata”. A Berlusconi fare promesse piace tantissimo: è un sognatore, un visionario, un generoso. Ma mantenerle gli piace molto meno: è noioso, burocratico, realistico. E così, anno dopo anno, direttore dopo direttore, rinvio dopo rinvio, l’Efsa è in crisi. Il bilancio 2007 mostra che dei 61 milioni di euro di budget, 24 (poco meno della metà) vanno per pagare gli stipendi dei 326 dipendenti (14 milioni) e per le spese di recruitment (2 milioni l’ anno!). Dei 19 milioni di attività operative all’acquisto e conservazione libri sono destinati solo 6 mila euro, alla biblioteca speciale 8 mila, alle spese di pubblicazioni: 25 mila. E tra gli 8,6 milioni spesi per le infrastrutture, compare una voce monstre per l’ affitto (2,3 milioni l’ anno): perché, nonostante l’inaugurazione con Silvio e Barroso, l’Efsa non ha ancora una sede. Che ne è stato di tutte quelle promesse? A Berlusconi fare promesse piace ma mantenerle è noioso. Forse per questo che i lavori per la vera e definitiva sede dell’Efsa sono ancora in alto mare: dovrebbero partire  a maggio del 2009 e concludersi nel 2011, ma l’accelerazione è stata data, dopo anni di litigi, ritardi e decisione contrastanti nel febbraio del 2009. Sarà per questo che della sede Scuola Europea non c’è traccia, che solo ora il Governo ha individuato il metodo di "leasing in costruendo" sul progetto predisposto dal Comune di Parma che prevede la costruzione della nuova Scuola Europea nella zona del Campus universitario, ma i soldi non ci sono, visto che il disegno di legge per la scuola è stato discusso il 26 marzo 2009, curiosamente proprio dopo il voto europeo che dava il via a EFSA2. E sarà sempre per la noia del mantenere le promesse che l’aeroporto di Parma, a cui furono destinati 20 milioni di euro per l’investimento
ha collegamenti con Tirana, con Bucarest, con Borgo a Buggiano. Ma, a parte una quindicina di giorni proprio in coincidenza con l’inaugurazione dell’Efsa, non ci sono voli per Bruxelles né per Parigi, né per Berlino, né per Strasburgo. A Londra ci va un aereo al mese, se si ricordano di mettergli il carburante. E per tutto il resto, c’è la cara vecchia automobile, o se si vuole la bicicletta, per andare a Milano o a Bergamo: come ai bei tempi in cui gli aeroplani non volavano!

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Buon tutto!

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