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Berlusconi e il suo governo sono encomiabili. Si stanno spendendo per i nostri concittadini abruzzesi, così duramente colpiti da sisma che ha raso al suolo buona parte della Provincia de L’Aquila come nessun governo aveva mai fatto. Instancabili. Incredibili. Formidabili. Silvio Berlusconi si è recato per giorni e giorni nell’Abruzzo sconvolto dal sisma. Ha stretto mani, ha pianto con dolore sincero accanto ai parenti delle vittime. Ha promesso che farà qualsiasi cosa per far tornare tutto come prima, anzi meglio. E, da uomo d’affari, pragmatico e che non promette invano qual è, si è subito messo in cerca della cosa che, passata la prima emergenza, è più importante per gli Abruzzesi. La fiducia nelle istituzioni, in una ricostruzione delle case rapida ed efficiente. Per queste cose, Berlusconi – che è anche un palazzinaro, pardon costruttore, di gran livello – servono i danè. I soldi, insomma. E per questo lui, capo indiscusso e indiscutibile del centro destra (“Non si muove foglia che Silvio non voglia” è il motto), ha subito preso, una decisione che va proprio nella giusta direzione: non accorpare alle elezioni amministrative ed europee del 7 giugno il referendum abrogativo di parte della Legge elettorale. La legge-porcata, così come la definì colui che l’ha scritta e fatta approvare: il genio della lampada Alì Babà Calderoli. Una scelta che avrebbe permesso di risparmiare minimo 180 milioni di euro, secondo la stima – forse un po’ risicata, alcuni parlano di 300-400 milioni – di un altro genio, Bobo Saxofone Maroni. Quelli che contestano questa scelta e che protestano che in questo modo si sprecano risorse preziose che sarebbero potute andare – per esempio – per la realizzazione delle strutture abitative provvisorie in cui gli oltre 20 mila sfollati dell’Abruzzo potranno passare il prossimo inverno, in attesa che le case comincino ad essere costruite, sono i soliti disfattisti. Silvio Berlusconi ha fatto la cosa giusta, come sempre: ha preferito accontentare la Lega Nord nella sua sacrosanta richiesta di andare a votare in un’altra data, per rendere più difficile il raggiungimento di votanti necessario a rendere valido il referendum. Se passasse il referendum, infatti, la Lega nord avrebbe meno possibilità di ricattare continuamente l’esecutivo. A chi ha l’ardire di contestare al governo il piccolo e insignificante spreco di questi soldi, che sarebbero potuti andare agli sfollati abruzzesi, Silvio Berlusconi può opporre una nobilissima ragione: se non avesse deciso (da capo assoluto ed indiscusso del centro destra) di fare questo regalino alla Lega nord, Bossi avrebbe fatto cadere il governo. Meno male che Silvio c’é. Già sembra di vederlo dopo il referendum, tornare in pellegrinaggio a L’Aquila, a Onna, nell’Abruzzo sventrato tra i terremotati. A stringere mani, fare promesse, piangere con dolore sincero sulle tombe delle vittime. E rassicurare tutti. I soldi per l’emergenza li avrà trovati un altro genio, il Rag. Ugo Tremonti:ad esempio, rubandoli alle associazioni di volontariato che ricevono i soldi del 5 per mille: malfattori matricolati come l’Associazione per la ricerca contro il Cancro, l’Associazione per la lotta al neuroblastoma, Medici senza frontiere, Amref, e molti altri come loro. Non basteranno, forse, ma saranno comunque meglio di niente. E per le associazioni di volontariato, ci saranno molte strette di mano e pacche sulle spalle da dare.

Buon tutto!

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