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La Pasqua porta grandi novità. Il decisionismo della nuova Italia Berlusconiana trionfa ancora. Ai decisionisti della nuova Italia sono bastati appena 374 giorni dall’assegnazione dell’Expo Universale a Milano per creare la società di gestione dell’Evento. Ora la grande iniziativa "Nutrire il pianeta, energia per la vita" potrà tranquillamente decollare. E sarà una straordinaria opportunità per riflettere su un tema epocale come la nutrizione del mondo e per offrire all’Italia una grande vetrina internazionale, e per permettere a Milano di essere finalmente all’altezza con le metropoli europee. Mancano solo 2  trascurabili dettagli: la sede della società (dal primo aprile non ha più quella vecchia)e  i soldi per finanziare le opere da realizzare e l’evento. Ma sono quisquilie senza importanza. Per gestire un evento così importante e così complesso è stato chiamato un uomo eccezionale: Lucio Stanca, nominato Amministratore delegato della società. Un uomo che, per la gravosità del compito che lo aspetta, è stato compensato in modo parco, senza scialacquare. D’altronde, sono tempi di crisi e bisogna essere rispettosi della povera gente che perde il posto di lavoro, e ora – con il sisma d’Abruzzo – soprattutto di coloro che hanno perso proprio tutto. Quindi, per il compito gravoso al povero ex Ministro e attuale deputato al parlamento sono stati offerti solo  480mila euro, tra retribuzione e bonus: una vera miseria. Per dargli questi pochi soldi il governo Berlusconi è stato anche costretto a derogare le leggi vigenti in materia di retribuzione per incarichi di società a capitale pubblico, facendo ad hoc una norma nel decreto con cui Berlusconi ha fissato i criteri di governance dell’Expo. Povero Lucio, per un compito così Stanca-nte bisognava pur fargli un piccolo omaggio. Ma il nostro ex ministro è un uomo eccezionale, lo abbiamo già detto. E nonostante il compito sia molto impegnativo, ha deciso di restare al suo posto in Parlamento, sfidando le assurde regole sull’incompatibilità  tra incarico di parlamentare e amministratore di società. Le norme, infatti, sono controverse, e Lucio Stanca è molto rispettoso delle leggi: ha detto che lascerà che a decidere sia la Giunta per le elezioni. Nel frattempo, si sacrificherà per il bene del popolo, della nazione e di Milano: continuerà a fare il parlamentare dal lunedì al venerdì, e farà l’Amministratore delegato dell’Expo il sabato e la domenica. Dovrà mettere in moto una macchina complessa, che parte con appena un anno di ritardo, che deve ancora trovare i soldi per le opere e che richiede il coordinamento di molte istituzioni locali, mediazioni tra punti di vista e interessi non sempre convergenti. Sarà certo un’attività che lo Stancherà un po’, ma l’Expo di Milano val bene una messa, no? E poi, l’infaticabile Lucio potrà contare sull’aiuto di un’altra campionessa del disinteresse e della dedizione al lavoro: Diana Bracco, la presidente dell’Expo 2015, che anche lei è costretta per il bene della nazione a ricoprire contemporaneamente la carica di presidente degli industriali milanesi. La poveretta, massima rappresentante degli interessi degli imprenditori privati di Milano, resterà alla guida della società che dovrà gestire miliardi di euro pubblici da distribuire tra le imprese private che costruiranno strade, metropolitane, padiglioni, residenze a Milano. Un sacrificio notevole. Anche perché nel frattempo la poverina, si è vista – di certo con sua grande sorpresa e sconcerto – anche modificare la destinazione d’uso di un’area industriale di sua proprietà a cinque minuti di auto dai padiglioni dell’Expo dalla giunta di centrodestra, e su quell’area sarà costretta a costruire alberghi e centri commerciali. Un impegno faticosissimo, al quale – per non essere da meno al suo Amministratore delegato – anche lei si dedicherà ovviamente durante il tempo libero. Nel frattempo, la macchina dell’Expo continuerà ad andare. Liscia, come l’olio. Quell’olio che serve per ungere tutte le ruote. Possiamo stare tranquilli. Sarà una fatica improba, sarà  Stanca-nte, ma Bracco e Stanca non lasceranno indietro nessuno. Neppure a Milano.

Buon tutto!

(Auguri a tutti i 36 piccoli lettori dello Scarabocchio!!!)

(Forza, Abruzzo!!!! Siamo con voi!)
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