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Silvio Berlusconi è un uomo per il quale non si può che provare una smisurata ammirazione. Perché è sempre pieno di risorse. Pieno di entusiasmo, generosità, ottimismo. E poi ha un dono. Nessuno come lui sa far sorridere. E durante le campagne elettorali dà il meglio di se stesso. Ha cominciato con lo splendido siparietto con la precaria, organizzato nel noto teatrino del  TG2, quando ha offerto la mano di suo figlio in sposo. Nell’immaginare PierSilvio come bell’addormentato nel bosco, conteso tra stuoli di precarie italiane, aspiranti principesse azzurre, ci voleva, indubbiamente, una grande vis comica. Ha poi proseguito con la splendida barzelletta dell’Alitalia. E infine, in vero stato di grazia, si è superato, alla manifestazione Donne per l’Italia, svoltasi di recente. È andato oltre l’incredibile. Ha compiuto l’ennesimo miracolo. Ha indicato all’Italia e al mondo, dopo decenni di equivoci, di frustrazioni, di malintesi e di scontri tra i sessi, quale deve essere il ruolo delle donne nella società. Una vera genesi, una creazione. Dopo aver creato Canale 5, Mediaset, Milano 2 e Milano 3, il Milan, Forza Italia, il PdL, Silvio ha fatto l’ennesimo capolavoro: ha creato la donna. Seguendo i saggi consigli di quell’autentico gentiluomo che è Umberto Bossi, non ha fatto le solite battute un po’ grevi sull’universo femminile. Al contrario, con una capacità superiore al Tiziano, al Botticelli e a Jack lo Squartatore, ha tratteggiato un ritratto perfetto di quello che la donna è e dovrà rappresentare nel futuro dell’Italia. L’ha fatto da par suo, con molto più lirismo di Prevért, con molta più autorevolezza di Neruda, con molta più dolcezza di Barbablù. Parole sublimi, con le quali ha saputo toccare le corde più profonde dell’anima. Altro che “Quello che le donne non dicono” cantata da Fiorella Mannoia, o “Donne du du du” cantata da Zucchero. La canzone di Silvio, ammettiamolo, ha fatto davvero piangere molti di noi. D’altronde, come resistere a frasi del tipo “Donna, dal latino Domina. Padrona. E quando voi donne entrate nel vostro dominio, la casa, noi uomini diventiamo sudditi”? Come non rabbrividire sentendo “Donne, voi siete le nostre padrone fra le mura domestiche”? Ah, sembrava di essere in quei bei tempi in cui la donna era  “l’angelo del focolare”, si beveva allegramente l’olio di ricino, si bastonavano gli oppositori e poi li si mandava al confino. Che commozione! Sentire tanta sincera considerazione e tanto tenero affetto verso il mondo femminile è stato davvero toccante. E poi c’è stata l’apoteosi, quando Silvio ha finalmente spalancato alle donne il grande e faticoso impegno che le attende in politica. Quando ha indicato a tutte loro il duro compito che le attende spetta. Non  posti chiave del governo, del parlamento, o della dirigenza pubblica e privata. No, il posto della donna è molto più oltre. Lei è la domina, è la padrona (del focolare domestico). E Silvio, da uomo esperto e navigato, che sa che gli uomini si prendono per la gola, ha chiamato i suoi discepoli e ha detto loro che il posto giusto per le donne è la Cucina. Ma sì. Far da mangiare ai poveri onorevoli stanchi, che passano tutto il giorno a contar balle e sparare corbellerie. E allora donne, fatelo contento. Cucinate per lui. E fategli il suo piatto preferito. Che, a giudicare dalle sue dichiarazioni degli ultimi giorni, è senza dubbio la Bufala all’italiana. Anzi, per essere più precisi, la Bufala ALITALIAna. E’ un piatto di cui è ghiottissimo. Non ha fatto altro che parlarne, in questi giorni. Lo ha fatto per farvi capire, care donne, care domine, care padrone, cari angeli del focolare, cosa gli piace di più in cucina. E allora  dimostrate a Silvio la vostra gratitudine, ringraziatelo per l’alta opinione che ha di voi, per il ruolo fondamentale che egli vi assegna nella moderna società italiana. Per queste elezioni, preparate da mangiare per il nostro Silvio Berlusconi. Portategli ad esempio un bella caprese, con tanta squisita mozzarella. Naturalmente, mozzarella di  BUFALA. Ma non esagerate con la diossina, mi raccomando!
Buon tutto!

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Confesso la mia emozione mentre varco il portone di una casa elegante di Roma. Oggi incontro un uomo di grande spessore, lo diceva anche il padre delle sottilette Kraft. Un uomo semplice e devoto come nessuno…Entrando in quel nido così caldo, accogliente, confortevole, mentre mi prende  la commozione, mi trovo di fronte una strana scena. Ci sono due Casini. E ci sono due mogli, e i loro figli. Resto stranito, mentre la prima moglie mi prepara il caffè e i passerotti cinguettano tra gli alberi. Mi siedo, e la seconda moglie mi porge i biscottini, mentre si sente un ruscello scorre in lontananza. I due Casini si siedono di fronte a me. Sorridono, tutto è tranquillo, ma io sono un po’ inquieto.  Hanno un viso strano, che mi ricorda qualcosa ma non capisco bene che cosa…Sciolgo questa strana  atmosfera con la prima domanda.
Chi di voi due è l’Onorevole Casini?
Tutti e due. E’ semplice. Io sono Pier, e lui è Ferdinando. Siamo i gemelli Casini.
Questo sì che è uno scoop! Grazie! D’altronde, è proprio vero, i casini non vengono mai da soli…Chi mi risponde, però?
E’ indifferente, siamo gemelli, lei si rivolga a noi, e le risponderemo, ora l’uno ora l’altro
Va bene…Scusate, Onorevoli Pier e Ferdinando Casini, al posto dei biscotti potrei avere un cannolo siciliano?
Non cominciamo con le solite battute da avanspettacolo. Cuffaro è un bravissima persona, un uomo tutto di un pezzo, un innocente. Fino a che non sarà giudicato tale da un giudice sereno e imparziale, un tipo alla Corrado Carnevale
Ma che avete la coda di paglia, onorevoli? Chi ha parlato di Cuffaro?
Non siamo mica nati ieri. Lasci in pace Totò. Anzi, per essere chiari: Cuffaro ha la nostra stima, condivide i nostri stessi valori:  è un uomo attaccato alle sue famiglie, proprio come noi
Ah, se è per questo è anche molto amico degli amici..
Guardi che lei è davvero penoso! Sempre le solite battute, i soliti lazzi. No, lei non sarà mai un vero giornalista!
Ah, su questo avete ragione. Non ce la farò mai, ad essere come loro. Neanche sotto tortura.
Non faccia lo spiritoso. E ci provi a fare il giornalista, se ne è capace…
Va bene, onorevole, ci provo: Lo sa che lei sembra il George Clooney?…
Oh, vede invece che se si applica sa essere un perfetto giornalista…Bene, la ringrazio per questa domanda e a questo proposito…
Onorevole, mi lasci finire: sembra il George Clooney nel suo ruolo in Ocean’s eleven?
Ma lei è davvero incorreggibile!! Io sarei un truffatore? Ma vada a fare il comico!
E che faccio, secondo lei? Le interviste? Va bè, una domanda  leggera. Il suo cantante preferito?
Franco Battiato. Lo ammiro profondamente
E perché?
Perché Cerco un centro di gravità permanente
Lasciamo perdere, Onorevole di inni ne abbiamo sentiti abbastanza…secondo lei chi vincerà le elezioni?
Non ci sarà pareggio. Le elezioni italiane si concluderanno con un vincitore
Berlusconi o Veltroni?
Ma non mi faccia ridere! Le elezioni saranno un testa a testa tra Pier e Ferdinando Casini.
Voi due?
Sì. Il PdL non avrà la maggioranza al Senato,  e a quel punto Pier farà un’alleanza con Berlusconi e Ferdinando resterà all’opposizione, aspettando che il governo si logori e raccogliendone poi i cocci e i frutti. E per il bene dell’Italia, porterà avanti le istanze della CEI nella maggioranza allargata. Insomma, il governo sarà mio! Fini l’ha capito, ed è diventato rosso di rabbia…
E’ per questo che Fini le lancia accuse su accuse? Addirittura di essere più a sinistra di Bertinotti?
Io? Ma se il programma della PdL, tra anti liberismo, protezionismo, no global, sembra scritto da Francesco Caruso! E poi, non mi faccia parlare su Fini, ne avrei di cose da dire..
Ad esempio?
Fini la scorsa estate cantava bandiera rossa la trionferà!.
Ma no? Questo è incredibile! Quando è successo?
Non posso dirglielo…va bè, glielo dico. Eravamo andati al mare io, Silvio e Gianfranco. Naturalmente a Cattolica, ce l’aveva consigliata Ruini. Avevamo voglia di un bel Bagnasco
E che è successo?
C’era il  mare grosso, onde altissime, una bandiera rossa sventolava e la balneazione era proibita. Silvio, come al solito, volle fare lo sbruffone…Diceva che mai e poi mai si sarebbe piegarsi ad una bandiera rossa e ai bagnini della Romagna, tutti noti comunisti..Si buttò, e quando fu sommerso dalle onde e scomparve tra i flutti, a Gianfranco s’illuminarono gli occhi, e cominciò a cantare, sottovoce “Stavolta s’è fregato…la Bandiera rossa trionferà!
Incredibile..
Poi Silvio è stato salvato da 2 bagnini che somigliavano come due gocce d’acqua a Prodi e D’Alema! Insomma, Silvio è tornato a riva…E a qual punto Gianfranco si è gettato al capezzale, e lo ha soccorso con la respirazione bocca a bocca. E metteva anche la lingua, glielo assicuro!
E lei onorevole?
Lo sanno tutti che io mettevo i bastoni tra le ruote…
Secondo la migliore tradizione democristiana..va bè, mi dia un giudizio su Veltroni
Mi è profondamente antipatico. Infatti è un prete.
Detto da lei è davvero buffo..
No, guardi, che non è una battuta. Veltroni è davvero un prete. Padre Walter, quello di Uccelli di Roma, o di Rovo….Andava in giro per la Stazione Termini, e traviava i passerotti: gli insegnava le canzoni rock. Il Vaticano lo cacciò quando seppero che insegnava loro una canzone rivoluzionaria, il Cantico delle creature, di un cantante, un certo Francesco, di Assisi
La conosco bene…Comunque, ripeto: è buffo quello che ha detto. Ed è un altro  scoop fenomenale.
Cosa, che Veltroni è un prete?
No, quello lo sanno tutti…che i preti le stanno antipatici
Ma se mi stessero simpatici i preti, la Chiesa, il messaggio evangelico e tutta queste cose qui, crede che prenderei ordini da Camillo Ruini?
Già, è vero…va bè, parliamo delle sue candidature una principessa, un sacco di facce nuove, tipo De Mita…E poi, Cuffaro!
Senta, facciamola finita! Intanto, i Cannoli sono buonissimi. E poi, Totò condivide i nostri valori, è della nostra stessa razza, ha la nostra stessa faccia. E ora la faccia finita oppure tra Pier e Ferdinando la prendiamo a calci!
Ma non ha il minimo imbarazzo a candidare un condannato per reati gravissimi?
Ma scusi, io sono stato alleato di Berlusconi, pappa e ciccia per 15 anni, coprendo tutte le sue azioni e mettendoci la mia faccia. Adesso su di lui dico le cose peggiori possibili, crede che io sia capace di vergognarmi di qualcosa?
In effetti, no…e poi  Berlusconi le è simpatico, vero?
Berlusconi è un grande uomo politico. Intelligente, fattivo, geniale. E soprattutto, ha la faccia come il cu…ha capito, no?
Certo che ho capito…Ma allora non è vero che ha intenzione di sfidarlo?
Ma certo che lo sfido…Sì, Sfido Berlusconi a un faccia a faccia pubblico
Ma sarà un confronto leale, tra gente che comunque ha condiviso 15 anni di battaglie e che rappresenta gli stessi valori. In fondo, abbiamo la stessa faccia
Ma scusi, non ha detto prima che Berlusconi ha la faccia come il…come ha detto lei, insomma
Appunto. Siamo due gocce d’acqua.
Ma allora votare per lei è davvero inutile..Perché gli elettori dovrebbero scegliere Casini anziché votare per Berlusconi?
Perché io sono più bello.
Su questo non ci piove…Cosa farà dopo il 14 aprile?
Sono in trattativa per fare Ocean’s fourteen, al posto di George Clooney. E’ un ruolo che mi calza a pennello. Avrei giusto il tempo per girarlo, prima che il governo Berlusconi cada. Perché come le ho detto, non durerà a lungo..
Questo si vedrà…Accidenti, non c’è più spazio e mi sono accorto che non abbiamo parlato di politica in quest’intervista…
Lo vede che comincia ad essere un bravissimo giornalista? Insista, insista…la direzione di un TG è alla sua portata
No grazie, non è il mio lavoro…un’ultima cosa: Ma allora non è vero che non andrà mai più con Silvio?
Certo che no. Ho fatto un voto…
E quindi, se avesse bisogno di un voto anche lui?
Le vie del signore , e quelle del Vaticano, sono infinite…magari no, ma poi, chissà….in fondo abbiamo tutti e due la stessa faccia
Sì, l’ha già spiegato prima, come il…come prima, insomma
Sì, però io sono più bello. Guardi che sorriso

Effettivamente, il Sorriso di Pier e Ferdinando era intenso e bello. Sembrava quello di George Clooney. Le famiglie Casini mi hanno accompagnato gentilmente alla porta. Pier, Ferdinando e le loro mogli, salutandomi con la mano. Andandomene, mi sono voltato un ultima volta, e Pierferdinando Casini mi ha sorriso di nuovo. Un sorriso bello, ma un po’ strano. Non avevo mai visto un sorriso verticale.
Buon tutto!
On line su Comicomix una bella illustrazione di Alice nella sua galleria…se vi va, fateci un salto!

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Nonostante il clima non proprio favorevole, non sono mancati in questi giorni allegri raduni di auto che, a causa del traffico, s’incolonnano ad uno stop, ad un casello, ad un semaforo. Ieri mattina, mentre su Perugia si abbatteva una splendida grandinata che mi aveva appunto invitato ad uscire con la mia auto, mi sono trovato nel bel mezzo di un bel ingorgo di auto ad un incrocio. Sono i momenti in cui, per distrarmi e passare il tempo, cerco di pensare a qualcosa di bello, di caro. Ieri, mentre mi trovavo circondato dalle automobili ammassate all’incrocio, bloccato da più di mezz’ora, mi è venuto in mente un mio caro amico, Roberto. Roberto è una persona in gamba, un tipo molto autorevole: quando parla, tutti lo stanno ad ascoltare. E’ un uomo molto apprezzato, fa il lavoratore autonomo, e guadagna molti soldi, che gli permettono di coltivare i suoi hobby. Spesso si diletta con l’arte. E’ un bravo autore,  ha scritto un libro di successo, la sua autobiografia, in cui racconta tra l’altro che da ragazzo il suo passatempo preferito era andare al Luna Park, e passava ore all’autoscontro. E’ lì che ha conosciuto sua moglie, la madre dei suoi figli, e l’ha conquistata facendole salire l’autostima, cosa che, mi ha spiegato, con le ragazze funziona sempre. La trovò molto sexy perchè indossava calze autoreggenti. E’ sempre pieno di consigli, ed io l’ho reso felice il giorno che l’ho autorizzato a dirmi tutto quello che pensa. Gli piace dipingere, ha dipinto un bellissimo autoritratto. Si diletta anche con la fotografia, e va molto fiero di una foto appesa nel suo soggiorno, dove ci sono lui, sua moglie, i suoi figli. Una foto bellissima, fatta con l’autoscatto. Ha imparato a fare tutte queste cose praticamente da solo, è un vero autodidatta. E’ anche una persona di grande onestà: una volta, quando era amministratore del condominio e si doveva prendere una decisione che poteva favorirlo, si è autosospeso dall’incarico. In quel caso secono me è stato un po’ autolesionista, ma lui era contento così. Anzi, compiaciuto. Come quella volta che si divertì tantissimo allo stadio, quando il Perugia perse una partita decisiva per colpa di un autogol. Dovemmo uscire in tutta fretta, per sfuggire ai tifosi. Ma lui sorrideva, come al solito. E’ sempre di buonumore. Appena lo incontri, ti fa automaticamente un bel sorriso. Che uomo straordinario! Certo, anche lui ha qualche difetto. E’ buono, ma un po’ autoritario. Quando è in famiglia, o anche sul lavoro, vuole decidere sempre lui. Ad esser sinceri, è anche un po’ vanitoso. Ricordo che era felice come un ragazzino, quando un tipo lo riconobbe per strada, gli porse il suo libro e gli chiese l’autografo. E non è nemmeno capace di fare autocritica, cosa questa che gli dispiace un po’, perché vorrebbe essere meno permaloso. Ha uno strano desiderio: gli piacerebbe tanto assistere ad un’autopsia. Io l’ho sempre sconsigliato, anche perché è un tipo che spesso si autosuggestiona per niente… Ma il suo vero vizietto, un vizietto curioso, è che è fissato con le auto. Le automobili. Ne possiede 24, una per ogni ora della giornata. Se ne va in giro molto fiero, sfoggiando la sua Station Wagon verso le 12, poi la cabrio delle 16, la berlina delle 22 e  il SUV delle 3 di mattina. Ho provato a tante volte spiegargli che le auto sono belle, sì, ma hanno molti difetti. Intanto, sono troppe: oltre 39 milioni circolano solo in Italia, e il loro numero cresce di circa mezzo milione l’anno . Gli ho anche detto che il trasporto su strada è il principale fattore di inquinamento nelle città , e questo ci provoca molti danni alla salute, nostra e pure dei nostri figli. Gli ho anche fatto notare che ormai passiamo in auto tante ore della giornata, che usiamo l’automobile in modo esagerato, anche per piccoli spostamenti. Lui mi guarda, scrolla le spalle, e risponde che non c’è niente di meglio di mettersi al volante di un auto per sentirsi veramente  autonomo. Quando, una volta, gli ho detto che per colpa delle auto muoiono oltre 15 persone al giorno, in Italia, e tantissime all’anno in Europa e che secondo l’ONU gli incidenti stradali uccidono quando Aids, tubercolosi e malaria, mi ha sorriso senza rispondere, e ha cambiato discorso, facendomi vedere il nuovo modello di auto che vorrebbe comprarsi, la n.25. Non gli piace ricordare che una volta ha investito un bambino. Ha rimosso quel brutto episodio della sua vita, e si è autoassolto, perchè  non lo ha mica fatto apposta..Quando guarda le auto parcheggiate nel garage mi fa un po’ paura. Ha gli occhi neutri, fissi, come persi nel vuoto. Distolgo i miei pensieri, intanto questa fila non si muove, le nuvole sono anche sparite, c’è il sole. Suonano i clacson, mi volto intorno, e vedo centinaia di auto, centinaia di facce aggrappate al volante. Sembrano, sembriamo, tutti automi. Come il mio amico Roberto.
Buon tutto!

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Dietro questo vetro cade la neve. A grandi fiocchi, lieve. Fuori stagione. Chissà perché, guardando verso l’infinita distesa di colline imbiancate, mi torna in mente un uomo. Un uomo che, almeno così dicono, circa 2000 anni fa se ne andava in giro dicendo che gli uomini sono tutti uguali, tutti fratelli. E che – soprattutto per queste parole – finì ammazzato su una croce. Le nuvole rapide catturano il mio sguardo e mi spingono ad uscire sul terrazzo. Il vento ghiacciato mi accarezza, proprio mentre un timido raggio di sole sfiora i miei occhi da dietro le nuvole. Penso a quell’uomo, e improvvisamente mi torna in mente una vecchia canzone. Imagine, immagina. E mi rivedo allora, con i miei pochi anni e i tanti sogni in tasca, per un mondo da cambiare e quelle semplici profonde parole a farmi compagnia. Quanto tempo, quante illusioni, quante strade ho attraversato…Lo sguardo si volge verso l’infinito, la neve continua a cadere, e penso che quell’uomo che cantava quella bella canzone è finito anch’esso ammazzato, in una sera gelata di New York. Come l’altro, che se ne andò sulla croce, silenziosamente, piegando appena il capo, come questa neve che cade. Perché, come disse un filosofo tedesco, Dio è morto. E oggi tutte quelle parole di pace e di speranza sembrano perdute per sempre, e il sogno, i miei sogni di un mondo migliore, sembrano essersi rattrappiti. E invece mi accorgo che sono ancora tutti qui, adesso, ora come allora. Perché il mio cuore batte, ora come allora. Il mio sangue pulsa, ora come allora. E così, mentre questo timido sole si fa largo tra le nuvole cariche di neve, ora che s’avvicina un giorno in cui – dalla notte dei tempi – si festeggia la rinascita della vita e l’arrivo della primavera, penso che quel sogno rattrappito invece continui a volare, qui, dentro di te, ma anche altrove, in tanti visi gentili di questo mondo impazzito, anche mentre cade la neve, anche se le carezze che senti sono solo folate di vento gelido sulla pelle. E mi sembra ancora possibile, anche se so che costerà tanta fatica e tanto dolore, che possa arrivare il giorno della Rinascita. Perché, come dice un’altra canzone, noi tutti sappiamo che se Dio muore è per tre giorni. E poi risorge. E perché la vita è un continuo inseguimento di sogni. Magari da fare ad occhi aperti, concrete utopie da costruire. Ecco, ora anche io scorgo tra la neve un piccolo raggio di sole: la primavera dell’umanità, che proprio ora, proprio qui, sento inspiegabilmente prossima ad arrivare. E allora, mi perdo nell’ Imagine, l’immagine di un mondo dove sopra di noi ci sia solo il cielo, dove la gente viva il presente e non ci siano ragioni per uccidere e per morire, senza avidità e senza fame. Un sogno forse, ma certo non solo il mio. Spero che un giorno, che già oggi, ci siano molti uomini e molte donne disposti ancora a sognare. E sognando quell’Imagine, quell’immagine verso l’infinito, tra questa immensità s’annega il pensier mio. E il naufragar m’è dolce, in questo mare…
Buon tutto!

Porgiamo a tutti quanti coloro che passano di qui per caso, e naturalmente ai nostri 36 piccoli lettori, i migliori auguri per questi giorni di festa. Che siate credenti o non lo siate, che la pensiate come noi o anche in altro modo, l’importante è che abbiate dei sogni (possibilmente, da condividere con altri) per cui combattere, con serenità e rispetto del prossimo ma anche con ferma determinazione.

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Una cittadina di Bartow (Florida), è tormentata da qualche giorno dagli avvoltoi. A centinaia, migliaia, arrivano da ogni parte, danneggiando tetti, attaccando vetture e riempiendo la città dei loro escrementi. Gli abitanti cercano di spaventarli con getti d’acqua e rumori molesti, ma sembra che non ci sia nulla da fare. Quella cittadina dagli anni 50 è un rifugio per gli uccelli, e le leggi locali impediscono agli abitanti di reagire con efficacia: e’ vietato ucciderli, intrappolarli o anche maltrattarli. Sulle cause di questo fenomeno si accapigliano da settimane molti studiosi del comportamento animale. Nessuno è riuscito a venirne a capo. Grazie ai nostri potenti mezzi, siamo invece in grado di spiegarvelo. Il Prof. Biccio, dell’Università di Comicomix, afferma che molti studi dimostrano che gli Avvoltoi siano animali a cui piace molto la compagnia dei loro simili. Amano socializzare, fare scampagnate e intrattenersi tra loro. Ogni 2000 anni, organizzano un mega incontro in uno specifico posto, sempre diverso, comunicandosi il tempo e il luogo con il linguaggio del corpo, e usando quello straordinario sistema di comunicazione che è il passaparola. E appunto qualche settimana fa un avvoltoio che svolazzava per i tetti di Roma ha scoperto che proprio a Bartow, ridente cittadina della Florida, starebbe per svolgersi a breve un mega raduno di giornalisti. Ma non giornalisti qualsiasi. Un raduno dei giornalisti italiani impegnati nelle inchieste sui casi di Cogne, di Perugia, di Erba, di Garavina di Puglia, e anche l’ultimo, recentissimo, di Genova. Un viaggio premio, un seminario, un incontro con annessi party, che vedrà la partecipazione di tutti i principali cronisti che si sono distinti in questi anni nella descrizione minuziosa del numero di colpi inferti alle vittime, della loro direzione e intensità, della quantità e dimensione delle tracce di sangue, nell’analisi di tutti i dettagli morbosamente inessenziali di quelle terribili tragedie (cosa aveva mangiato la vittima, che tipo di biancheria intima usava, il sapone e il profumo preferiti, cosa indossava il girono della prima comunione, ecc….). Tra alcuni di quesi simpaticissimi uccelli si è sparsa la voce (probabilmente infondata) che forse verrà anche consegnato un premio, e ci sarà un Avvoltoio-party  con ricchi premi e cotillons, balli e canti (gettonatissima Dove vola l’avvoltoio, vecchia canzone popolare degli anni 50). Si berranno fiumi di coktail (naturalmente, a base di sangrilia!). Non ha trovato conferme ufficiali che siano stati invitati Bruno Vespa ed Enrico Mentana per la consegna del premio. E la fantasia ha galoppato fino al punto che alcuni Avvoltoi sostengono che i due illustri rappresentati della categoria avessero persino deciso di allestirvi una trasmissione unificata, “Porta a Matrix una porta (e sbattigliela nel muso più forte che puoi)” intitolata, appunto, "Dove vola l’avvoltoio" . Di fronte alla possibilità di incontrare dal vivo simili così illustri,  gli avvoltoi di tutto il mondo hanno rotto tutti i freni inbitori, inondando la ridente cittadina di Bartow della loro graditissima presenza. Il prof. Rosi di Comicomix, interpellato dai due illustri esponenti della categoria già menzionati, riguardo al terribile quesito "Dove vola l’avvoltoio?" pare abbia risposto: "Dove vola non lo so, ma se volete vi spiego bene a chi assomiglia". A quella risposta, Bruno e Enrico si sono allontantanti a bracetto in silenzio. E mentre in Florida si pensa a misure eccezionali per salvare i poveri abitanti inermi, speriamo che nessuno avverta i teneri uccellini che George W. Bush passa spesso da quelle parti, in visita al fratello governatore (quello che gli fece vincere le elezioni…) Altrimenti, per i cittadini ignari di Bartow, non ci sarebbe davvero più scampo.
Buon tutto!

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C’è grossa crisi. L’Italia sta andando alla deriva. Forse è per la crisi dei mercati subprime che da oltre oceano investe la vecchia Europa? O per colpa della rovinosa caduta del Governo Prodi? O forse per il flop di ascolti del Festival di Sanremo? No, peggio. L’Italia va a rotoli da quando, in una fredda mattina di dicembre, la straordinaria avventura di Giornalettismo si è inspiegabilmente conclusa..Ma cosa è realmente successo? Per svelare questo mistero, abbiamo cercato ovunque, chiedendo anche a Veltroni e Berlusconi, senza successo. Finalmente, dopo 100 giorni di lunghe e faticose ricerche, siamo riusciti grazie ai nostri potenti mezzi (una pizza e una birra da "Er mejo fico der  bigonzo") e incontrare un Giornalettista! Il direttore (ir)responsabile Gregorj Vakulinciuk.

Non sai che piacere incontrarti, mi sento come quando ti dai una martellata appendendo un quadro…Dimmi: come state…Come stai?
Bene. Dove ci tengono rinchiusi il rancio è ottimo e abbondante, anche se va diviso con topi e scarafaggi. La camicia di forza è un paio di misure più stretta, ma così ripara dal freddo. E abbiamo pure i permessi premio! Come stasera, anche se i due poliziotti al tavolo con noi mi tengono questa pistola puntata alla tempia che, ammettilo, mi spettina!
Sì, effettivamente la pistola ti spettina.. ma tanto a me non faranno niente. Quindi, peggio per te! E in fondo, ben ti sta! Pensa all’immenso vuoto lasciato nei nostri cuori, e ai danni causati all’Italia!
Uhhhh, maddài! Giornalettismo era un esperimento: provare a fare informazione – e, nei limiti del possibile, opinione – attraverso lo strumento blog. L’esperimento è riuscito, anche se si poteva fare meglio ed essere più "incisivi", dedicandosi un po’ più dei (pochi) ritagli di tempo rubati al lavoro e al tempo libero. Ma non credo che il mondo abbia subito danni per la scomparsa di uno dei tanti (e ripeto, uno dei tanti!)  blog che fanno quello che facevamo noi. Tu sei “uno di quelli”, ad esempio!
Ehi, non offendere: a me "uno di quelli" non me l’ha mai detto nessuno! E poi che c’entro io con l’informazione? Quella la fanno Vespa, Mentana e soprattutto Emilio Fede! Piuttosto, mi vuoi dire una buona volta perché avete chiuso?
Uhm, se rispondo a questa domanda  il poliziotto cattivo potrebbe spararmi…
Un motivo in più per rispondere!
Uhm, allora. "Ne avevamo le palle piene" l’ho già detto da qualche altra parte….i blog, come fonte d’informazione, sono strumenti limitati. Sia dal punto di vista tecnologico – ma quello è un problema delle piattaforme – che per i contenuti.
Scusa, io già sono un po’ tonto, poi questa pistola puntata addosso mi mette paura…Puoi spiegarti meglio?
Uffa! Ma che pazienza che ci vuole con te..Non abbiamo tanto tempo, sai? Per esempio: è difficile essere una fonte d’informazione valida usando nick improbabili – come Gregorj Vakulinciuk, ad esempio – o lavorando senza poter consultare fonti primarie e secondarie, citarle e utilizzarle, come si fa nel giornalismo. Oppure, è difficile rimediare l’accredito per una conferenza stampa presentandosi come giornalettismo.splinder.com…
E allora?
Allora, si fa quel che si può, ci si arrangia. Noi ci siamo arrangiati, e spesso abbiamo scritto cose che potevano finire sui giornali – a qualcuna…è capitato… – ma dopo un po’ pensi che il gioco non valga la candela.
Io non ho questi problemi, ho le mie fonti attendibili e riservatissime, il mio tabaccaio, il mio panettiere…Poi, ho un nick autorevole, che ispira serietà a prima vista…
Ah ah ah, sei comico…
Comicomix, per la precisione…
D’accordo, Comicomix…Io però preferisco Carlo. Allora,  secondo te sono tutte rose e fiorellini?
Senti, qui le domande le faccio io…un po’di rispetto! Ma non ti passa lo spiritaccio da Giornalettista neanche con una pistola alla tempia?
No, mai…Rispondi, allora!
Uffa…No, non sono rose, e neanche fiorellini, accidenti..Ma, ammettendo che tu abbia ragione, quale sarebbe la strada da percorrere?
Ad esempio, chiudere il blog! Fallo anche tu!
Ehi, ma sei impazzito? Adesso mi dai anche gli ordini? Io ai miei scarabocchi sono affezionato… Però, pensandoci..chissà, perché no? Forse hai ragione…Ma semmai per fare cosa?
Mmmhhh… andare a lavorare?
Adesso stai davvero esagerando..Poliziotto, spari, per favore! Lo spettini tutto!
No, no, sennò poi devo tornare dal parrucchiere! Ok, rispondo seriamente. Comunque, in parte, ero serio,  nel senso che per ovviare a tutti quei difetti forse bisognerebbe mettersi a fare qualcosa di "collettivo", unendo e usando le forze e le capacità di ciascuno. Una cosa tipo "playing an active role in the process of collecting, reporting, analyzing and disseminating news and information," insomma, sempre che sia possibile. E farlo con le "carte in regola", un budget, eccetera. Solo che io queste cose difficili mica le so fare!
Ehi, ma sai che suona bene quel "playing an active role..ecc…”? E’ convincente, anche se non ho capito assolutamente cosa significa…E chi potrebbe farlo, secondo te?
Ah, non chiederlo a me. Qui ci vuole uno bravo! a meno che…
A meno che? Dai, rispondi!
A meno che…..mmhhhhh……mmmhhhhh….no, lasciatemi!! Mmmmhhhh

E così, all’improvviso i poliziotti, puntandomi la pistola in fronte, hanno preso il povero Gregorj, sollevandolo di forza dalla sedia (con un po’ di sforzo…) ed accartocciandolo come un tappetino (era quasi bello, in quel modo..), per poi riportarlo nella volante e dileguarsi nella notte di Roma.

Senti, Gregorj, anzi, Alessandro! Se per caso da dove ti hanno rinchiuso di nuovo puoi leggere questo scarabocchio ti volevo dire di salutarmi Loska! E Riparati dal freddo! E fammi avere tue notizie, che sto in pensiero!
Buon tutto!
On line su Comicomix anche un nuovo ritratto nella Galleria di Anna. Se vi va, siamo qui!

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Viviamo tempi in cui tutto scorre in fretta. Troppo in fretta. Tempi veloci, anzi, supersonici, dove gli attimi sono anni, dove le idee nuove di ieri sono già vecchie, anzi decrepite, oggi. Tempi di Treni ad Alta velocità, tempi di ansia di vivere, di gente frettolosa che corre senza una meta e un perché. Per fortuna però, c’è un manipolo di resistenti, gente che fa dell’elogio alla lentezza la sua ragione di vita. Gente seguace dei tempi lunghi, persone che si dedicano alla meditazione e alla contemplazione. Finalmente, questo manipolo di eroi ha trovato il suo simbolo. Edi Pinatto, il giudice che da 8 anni deve scrivere la sentenza di condanna di un processo. Ma che, oberato dal troppo lavoro, non trova il tempo per farlo. Edi Pinatto è un vero eroe. Un mito, uomo sensibile e dai gusti raffinatissimi. Il suo favola preferita è La bella addormentata nel bosco. Il suo film preferito è il Grande sonno. Chi lo conosce sa che canta continuamente la canzone di Tullio De Piscopo, Andamento lento. Non riesce a decidersi sul suo animale preferito, da anni è indeciso tra il Ghiro e il Bradipo. Forse un giorno si deciderà. In questi anni, è stato davvero oberato di lavoro. Dopo quel famoso processo, svoltosi nel 1999, il nostro Edi è stato trasferito da Caltanissetta a Milano, dove si è occupato di casi appassionanti e misteriosi, che lo hanno completamente assorbito, privandolo tra l’altro del sonnellino pomeridiano, che suole fare tra le 10 di mattina e le 9 della mattina successiva (dovrà pur mangiare, no?). Ad esempio, il caso della fanciulla che morse il suo datore di lavoro proprio , perché la molestava. Per risolvere quel caso, Edi, con grande scupolo investigativo, ha consultato cercandoli con pazienza il Commissario Maigret, Sherlock Holmes, Poirot, il Tenente Sheridan e anche il mago Merlino. E così, tra questa appassionante indagine, un processo (questo sì, per direttissima) contro una banda di Rumeni, una cantata e un sonnellino il nostro Edi non è proprio riuscito a trovare un minuto di tempo libero per scrivere questa benedetta sentenza. Purtroppo per Edi, non tutti apprezzano le sue virtù, la sua grande capacità di meditazione e di introspezione. Il sindaco di Gela, ad esempio, grida da tempo allo scandalo per la lentezza di questo giudice. Il Consiglio Superiore della Magistratura (il CSM, l’organo che giudica i giudici) ha già aperto dei provvedimenti disciplinari a suo carico e lo ha già severamente punito, togliendogli due anni di anzianità (con tutto quello che ne consegue, anche in termini economici). Ora, svegliandosi a sua volta da un lungo letargo, anche il Ministero della Giustizia dice che farà piena luce su questa vicenda e prenderà adeguati provvedimenti. Ma Edi non si scompone e, eroicamente, resiste. Interpellato di recente, ha dichiarato che, non appena avrà smaltito il tanto lavoro che si accumula sulla sua scrivania, si metterà d’impegno e scriverà le motivazioni di quella benedetta sentenza. Con calma. Tra qualche mese. In fondo, sono passati solo 8 anni, che fretta c’è? Per fortuna, Edi non è solo in questa sua battaglia, e c’è qualcuno che sicuramente lo apprezza. Di sicuro i 2 mafiosi condannati all’epoca (otto anni fa) a 24 anni di reclusione ciascuno, la moglie del boss Piddu Madonia condannata a 8 anni di reclusione e altri quattro favoreggiatori di Cosa nostra condannati a pene minori. Loro, grazie alla lunga pausa di riflessione che l’ottimo Edi si è presa, sono usciti dal carcere per decorrenza dei termini (non essendoci una sentenza, non era possibile fare ricorso, e la legge parla chiaro), e se ne vanno in giro indisturbati per la città. Bravo Edi! Noi, con una piccola ricerca su internet, abbiamo trovato una pagina web (pubblica) dove c’è la lista di tutti i magistrati della procura di Milano, con il loro indirizzo mail. Edi è il numero 53. Se qualcuno volesse scrivere per esprimergli la solidarietà che si merita, però, non si offenda se Edi non risponderà subito. Ha molto da fare, e tanto tanto tanto tempo per meditare in santa pace.
Buon tutto!

Oggi, a proposito di ingiustizia, vogliamo ricordare un amico di Comicomix. Un giovane uomo che abbiamo conosciuto in rete, un blogger pieno di entusiasmo, coraggio, voglia di discutere e di vivere. Libero83. Purtroppo, ci ha dovuto lasciare. Non ci sono molte parole, noi ne abbiamo, almeno. E’ la vita, e noi lo sappiamo bene. Ma ci sembra giusto salutarlo anche in queste pagine, che l’hanno visto sempre attento commentatore, curioso, indignato, combattente. Come vorremmo fossero tante persone di questa nostra Italia. Ti sia lieve la terra, Alessandro…

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Qualche giorno fa abbiamo intervistato Walter Veltroni sul Minimetro di Perugia. C’ara tanta gente, confusione. Alla fine dell’intervista eravamo straniti. Oggi è diverso: sembra di essere alle porte del paradiso (o forse a Gardaland): i passerotti cinguettano, fiori multicolori e rigogliosi macchiano i prati, ci sono laghetti, fiumi, casette di marzapane. Attraverso il parco ammirando le piante rigogliose nonostante il freddo boia. La voce alle mie spalle dice: “Bello vero? Lo abbiamo tutto comprato a una svendita ad Hollywood!” “Ma perché, è finto?” Chiedo. “Certo, qui è tutto finto!” “Tutto, tutto?” “Tutto!” Rinfrancato dall’aver compreso appieno questo autentico miracolo italiano, seguo chi mi accompagna nel sontuoso palazzo, pieno di stucchi e marmi. “Tutti mattoncini lego” dice, aggiungendo “Venga, il dottore ha appena terminato i quotidiani esercizi di camminata sul lago. E’ di là, che l’attende”. E così entro nella stanza dove avrò l’onore di incontrare Silvio Berlusconi. Ma non c’è nessuno. Eppure, sento una voce inconfondibile dire: “Venga, non mi faccia perdere tempo…”
Ma cavaliere, mi scusi, dov’è’
Ma cribbio…Non mi vede? Sono quaggiù! Aspetti che mi rimetto i plantari rialzanti!
Ed ecco che d’incanto mi appare in tutto il suo splendore l’uomo che ho visto tante volte in Tv.  Intimidito, comincio con la prima domanda:
Cavalier Berlusconi, ma lei è così sicuro di vincere le elezioni, oggi?

Ecco, cominciamo subito con la propaganda
Ma io le ho chiesto solo…
Non m’interrompa sempre! Lo vede che in questo paese non c’è libertà! Mi lasci parlare! Lei è un blogger pubblico! Si contenga una buona volta! Altrimenti mi alzo e me ne vado!
Ma siamo a casa sua…
Ecco appunto. Lo vede? Già mi vuole espropriare! Chissà cosa farà se prenderete il potere. Per fortuna, le elezioni le vincerò io.
Come fa ad esserne così sicuro? Sembra che il Pd sia in rimonta, specie al Senato…
Guardi, è impossibile. Gli ultimi sondaggi in mio possesso mi danno vincente con una percentuale del 156%. La mia vittoria è inconfutabile!
Capisco, niente da aggiungere.. Ma lei cosa pensa veramente di Veltroni e del Pd?
Sono dei bravi ragazzi, forse un po’ troppo di destra…Guardi, se non mi fregavano sul tempo il Pd lo fondavo io..un’idea fantastica!
Che fair-play, complimenti…Però il gesto di strappare il programma di Veltroni è stato poco carino, non trova?
No, guardi, la stampa ha frainteso, come al solito..
Ma se l’abbiamo visto tutti, scusi..
No, le spiego: io ho detto testualmente che il programma è carta straccia, che appena vinte le elezioni verrà buttato via. E l’ho strappato. Ma stavo parlando del programma del PdL. Non si ricorda come ho fatto nel 2001? Ho promesso, promesso, promesso. Ho vinto le elezioni con una maggioranza blindata. E poi non ho fatto niente, a parte gli affari miei…
Prendo atto di questa sua dichiarazione, però tutti abbiamo capito che parlava del programma del Pd…
Mi sarà sfuggita una L, da un po’ ho problemi con le L…Parole come Liberalizzazioni, Liberalismo, Libertà..mi danno un po’ di bruciore allo stomaco. Ma non lo dica a nessuno.
Non si preoccupi, terrò il segreto. Passiamo alle candidature..Non le sembra che quelle del PdL non siano un granché, piene di riciclati e portaborse?
No. Ho curato personalmente le candidature. C’è molta gente nuova: il nipote di Cossiga, il socio di Previti, la nipote di Mussolini. E poi gente onesta, di specchiata fedeltà e coerenza: Lamberto Dini, Sergio De Gregorio. E poi, Ciarrapico, se me lo passano…E le mie segretarie, i miei assistenti…Insomma, posso dire con orgoglio che ho candidato cani e porci!
Sì, in effetti si è scordato di candidare il suo cavallo..
Non me lo sono scordato, me l’hanno impedito
Ah, ecco…comunque poche facce nuove..
Ma lei è veramente un comunista! E’ falso. Pensi, per svecchiare le facce ho candidato anche Mariella Rizzati, una giovane che fa il chirurgo plastico. Con modico sconto, ci rifarà il viso a tutti. Ho messo in lista persino Licia Ronzulli, la mia massaggiatrice personale per il viso! E  ho avuto un’idea formidabile: per svecchiare questo paese, che ha davvero tanto bisogno di facce nuove, lancerò la campagna: Più lifting per tutti!
Che idea geniale…E che mi dice di Aida Yespica, che lei avrebbe voluto candidare?
Un altro equivoco. Io ho detto alla signora Yespica che volevo portarla in Camera, un giornalista, certo in malafede, ha subito scritto che volevo portarla alla Camera… E infatti mi ha dato buca!
Come Antonio D’Amato, l’ex presidente di Confindustria
Che ingrato, non me ne faccia parlare. Per fortuna che poi ho strappato il sì ad Ettore Riello, quello delle caldaie. Così potrò lanciare un altro slogan fenomenale: Riscaldati, Italia!
Va bene, basta! Ora parliamo di politica..
Ah, quindi l’intervista è finita!
Ma come finita? Ho detto parliamo di politica, Cavaliere..
Con me? Questa è davvero bella, scusi un momento (prende il telefono) Fedele, senti, c’è qui un giovane comico che mi sembra in gamba, scritturiamolo… (chiude il telefono). Fatto. Lei è sotto contratto
Grazie, ma sto bene dove sto…parliamo un po’ del programma del PdL. Lei ha detto che non metterà mai le mani nelle tasche degli italiani
Infatti..saranno gli italiani a mettere il loro soldi spontaneamente nei Silviodanai. Comunque l’operazione la coordinerà Tremonti, mica io!
Mi scusi, Cavaliere, ora non scherziamo. Secondo il Sole 24 ore il suo programma costerebbe 80 miliardi di euro alle casse dello Stato e avrebbe coperture solo per circa 30 miliardi. Dove pensa di trovare i soldi?
Lei non può capire, è un comunista miscredente e certo non ha mai letto un libro che a me è molto caro: La Bibbia. Ha presente la moltiplicazione dei pani e dei pesci? Ecco, è così che penso di realizzare il programma.
Quel libro lo conosco, è bellissimo. Il passo che mi è piaciuto di più però è dove dice “E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli”. L’ha letto?
No, mai sentito. Mi sarà sfuggito..
Non ne dubito..un’ultima domanda:  Ma se finisse in pareggio?
Ma lei è proprio un’ignorante. Non lo sa che dopo ci sono i tempi supplementari e se non dovessero bastare, i rigori? Guardi, basta, io non ho tempo da perdere con dei comunisti prevenuti come lei. Se ne vada, per favore, devo fare una cosa importantissima..
Posso chiederle cosa?
Devo parlare con Veltroni per concordare le prossime mosse della campagna elettorale. Arrivederla!

E così mi hanno accompagnato gentilmente alla porta. Passando, abbiamo intravisto uno studio televisivo, quello dove si registra la tramissione Amici. Maria De Filippi stava organizzandosi, con i maestri di canto e quelli di ballo. C’erano un po’ di ragazze giovani e discinte, giovanotti palestrati, nani e ballerine, e dei signori ben vestiti, divisi in due squadre, la bianca e la blu. Litigavano tutti, l’uno contro l’altro. Calderoli con la Mussolini, Fini con Pisanu, Tremonti con l’economia, La Russa con se stesso. Un’orchestra ha iniziato a suonare, e tutti si sono messi a cantare “Meno male che Silvio c’è”. Non so perché (il freddo pungente della brughiera?) ma nonostante Ettore Riello fosse lì da qualche parte con il suo ultimo modello di caldaia, mi sono venuti i brividi.
Buon tutto!
La prossima intervista (im)possibile sarà Venerdì, e sarà una vera…sorpresa. Se vi va, non mancate!

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Teresa lavora in una fabbrica, la Triangle Shirtwaist Company, che fa camicette alla moda. Lavora con tantissime sue compagne, molte vengono dall’Italia, come lei, tante arrivano da paesi lontani, Germania, Polonia, e parlano lingue strane, che lei non riesce a capire, anche se poi basta un sorriso per diventare amiche. Ce ne sono tante, anche giovani, altre addirittura bambine di 12 o 13 anni. E’ dura, in quella fabbrica. Si fanno turni di 14 ore, e in una settimana si arriva anche a 72 ore di lavoro, per un salario di non più di 6 -7 dollari a settimana. Non è molto, ma i soldi servono per poter campare. La fabbrica si trova  in Asch building, un palazzo a 10 piani. Occupa gli ultimi 3 piani del palazzo. Il posto non è un granché: vecchio, c’è tanto disordine e confusione, e anche tanto fumo. Ci sono stoffe dappertutto, e Pauline, l’amica americana di Teresa, dice spesso agli uomini, i tagliatori, di fumare di meno, che il fumo un giorno o l’altro li soffocherà tutti. Ci si vede poco, è buio, per vederci si usano le luci a gas. All’ultimo piano, il decimo, ci sono loro, i proprietari. Max Blanck e Isaac Harris. Sono uomini d’affari tutti di un pezzo, un paio di anni fa (era il 1909) ci fu un lungo sciopero, lo sciopero dei 20mila. Durò 4 mesi, le donne erano stanche delle condizioni disumane. E quando poi lo sciopero finì, Blanck e Harris furono gli unici a non firmare il nuovo contratto di lavoro. Sono duri, non si fidano dello loro lavoranti. Anche oggi, il 25 marzo del 1911, in un pomeriggio newyorkese che sembra quasi primavera, le hanno chiuse tutte a chiave, Teresa, Pauline e le altre, per paura che rubino qualche camicetta o che si riposino per 5 minuti. A Teresa capita di chiedersi, mentre lavora con ago e filo, perché gli uomini siano a volte così privi di umanità, ma non sa trovare una risposta. Lo chiedeva spesso a sua madre, laggiù, in Italia, mentre passeggiavano nel bosco di mimose. E quando la miseria cadde su quel povero paese di pescatori e loro furono costretti ad emigrare in America, in cerca di fortuna, Teresa fu molto triste. Ma poi in America ha conosciuto Sante. Sante è bello, forte e generoso. Non è come alcuni mariti delle sue compagne, che tornano a casa ubriachi la sera, e le riempiono di botte come faceva suo nonno con i muli quando non avevano voglia di obbedire. E’ dura la vita delle piccole donne del mondo…No, Sante è gentile, sempre premuroso, soprattutto da quando è nata Molly, la loro bambina, che ormai si sta facendo grande, ha 5 anni. Adesso però qualcosa la distoglie dai suoi pensieri, il fumo si è fatto più denso, e mentre sente Pauline strillare, Teresa capisce che stavolta non ce l’ha con John, il capo dei tagliatori. Sono urla di terrore, quelle che sente. Sente le grida di tante donne venire da di là, e all’improvviso vede le lingue impetuose del fuoco. Che arrivano violente, verso di loro, portate dalle stoffe per terra e dal gas delle lampade. Le corrono a fianco compagne di lavoro con la pelle bruciata, l’odore è tremendo, e sente sbattere violentemente qualcuno sulle porte, che sono chiuse a chiave, e nessuno ha pensato di aprire. E così, mentre il fuoco la avvinghia in un abbraccio fin troppo bollente, Teresa ha il tempo di pensare al suo Sante, a Molly che non vedrà diventare grande, non le vedrà quegli occhi scuri, innamorati dietro a un bel giovanotto a passeggio per le vie di New York city. E sente ancora le urla, quando il fuoco le incolla la camicetta alla pelle, e sembra che il sole di questa triste giornata di marzo sia tramontato proprio qui dentro, nell’intersezione di Greene Street e Washington Place, poco ad est di Washington Square, dentro la Triangle Shirtwaist Company. E ora che  sono passate molte ore, (forse giorni, chissà) Teresa è distesa bruciata sul selciato e le sembra di sentire un uomo gridare, e una bambina piangere, mentre intorno ci sono tante persone, e tanti mazzi di fiori, quei bei fiori gialli di mimosa che nel bosco di casa sua in Italia annunciavano il ritorno della primavera. Chissà se è giusto morire ammazzati sul lavoro, pensa Teresa nel suo sonno leggero, e chissà se qualcuno pagherà per questo delitto. Non può sapere che al processo verranno tutti assolti, e che l’assicurazione pagherà 445 dollari per ogni operaia morta, e ad ogni famiglia toccherà, alla fine, un risarcimento di 75 dollari. Non sa che nel tempo che passa e che tutto confonde, quel suo sacrificio finirà confuso, in un giorno, l’8 di marzo, in cui si ricorda e festeggia la bellezza, la forza e il coraggio dell’altra metà del cielo, tra feste e cene e canti. Se Teresa riesce a vedere le sue sorelle di oggi – per la Festa che in qualche modo la ricorda – scherzare, ballare, cantare,  sono sicuro che ne sarebbe contenta, perché a lei piaceva tanto ballare con il suo Sante i balli antichi del loro paese. Ma penso che a Teresa forse piacerebbe anche che tutti gli uomini e tutte le donne si ricordassero di quanto la vita è preziosa, di quanta strada è stata fatta ma soprattutto di quanta ce n’è ancora da fare sulla via della libertà. E il suo pensiero darebbe una piccola carezza lieve alla piccola Molly, cresciuta da sola in un paese straniero perché la madre è finita bruciata in un palazzo di New York, in un giorno di marzo, uccisa dall’ingiustizia di uomini senza cuore..

Un piccolo scarabocchio, per festeggiare tutti insieme, uomini e donne, tutte e due le metà del cielo. Ballando, cantando, ridendo, ma anche ricordando.
Al mondo in a, per non dimenticare, per continuare a lottare, per amore…
Buon tutto!
Mister X di Comicomix

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A partire da oggi, e rigorosamente in par condicio, andremo ogni tanto a intervistare  alcuni personaggi chiave in grado di spiegare ai nostri 36 piccoli lettori (ma soprattutto a noi che sappiamo un’unica cosa: di non sapere!) cosa succederà di importante in Italia nei prossimi anni. Ovviamente, dato il periodo elettorale, ci occuperemo anche, appunto, delle imminenti elezioni politiche. Proveremo quindi nelle prossime settimane, grazie ai nostri potenti mezzi, ad intervistare (sul serio? Per scherzo? Chissà…) i principali Candidati premier, importanti personaggi dell’economia e della finanza, opinion leaders, giornalai e anche…giornalettisti. Non possiamo che iniziare, approfittando della sua venuta a Perugia, con il “nostro” leader. Ecco a voi Walter Veltroni, il candidato premier del Partito Democratico.

Ciao Walter. In nome della nostra vecchia amicizia, se vuoi ci diamo del tu, ve bene?

Certo Mister X, va benissimo.
Cominciamo con una domanda facile. Tu pensi davvero di vincere le elezioni?
Io ne sono sicuro.
Su cosa basi questa tua convinzione?
Mi baso sulla profezia di Dante del primo canto dell’inferno. Per te che sei un ignorante e non hai studiato la Divina Commedia, la profezia del Veltro,  quella che dice che l’Italia troverà salute “..infin che’l Veltro verrà” Ecco, sono arrivato. Come dico sempre, si sente un’aria del tutto nuova
Non sarà l’odore dei rifiuti di Napoli?

Non so..forse è un odore…Ma anche qualcos’altro…qualcosa che i sondaggi non misurano, un desiderio di novità che noi intercettiamo..ora non saprei spiegarti in dettaglio, anzi, devo pensarci meglio. Anzi, se hai un’idea tu dammi una mano, in nome della nostra vecchia amicizia
Io lo definirei “Il nuovismo senza idee nuove”. Che te ne sembra?
Ah ah…Niente male, questa me la segno…
Guarda che non è che ci sia tanto da ridere..Va bene, dimmi il tuo giudizio sull’operato del Governo Prodi
Ti chiedo scusa…ma chi è questo Prodi?
Ma dai Walter, non fare il furbo. E’ il presidente del Consiglio in carica, no?
Dici? Davvero, mi spiace, non lo conosco proprio. Pensavo fosse un altro..non ricordo..D’altronde io negli ultimi 7 anni ho fatto un altro mestiere, e non mi sono mai occupato di politica
Bè, se è per quello neanche prima…Va bene, passiamo ad altro. Quali sarà la prima cosa che farà un ipotetico Governo Veltroni?
Bello ipotetico, mi piace, evoca mondi lontani, utopie concrete…Bene, per prima cosa, vareremo un’importante e decisiva riforma. Cancelleremo dal Dizionario della lingua italiana la parola Sinistra. E’ vecchia, stantìa..al suo posto useremo il termine riformista. E’ più moderna, più trendy, più giovane…non ti sembra?
E’ una tua opinione…
No, scusa, stavolta hai sbagliato tu. Ti ricordo, serenamente ma anche pacatamente, che io non ho mai avuto un’opinione.
Ma scusa, non la senti la voce del cuore? Dove batte, il tuo cuore? Il tuo cuore, almeno quello, sarà a sinistra, no?
Scusa, ma dal famoso congresso di Sanremo del 1971, che la grande politologa Nada Malanima ci ha spiegato che “il cuore è uno zingaro e va”…è a lei, a lei sola che dobbiamo riconoscenza, se oggi siamo arrivati a questo punto. E’ lei l’unico riferimento ideale del Pd!
Veramente, erano in due. La cantò in coppia con Nicola di Bari.

Sì, ma lui è poi è diventato un’estremista. L’anno dopo tradì la causa del Pd, e cantò “I giorni dell’arcobaleno”, l’inno di Bertinotti, Pecoraro e Diliberto…E poi, basta con questi dibattiti superati. Io guardo avanti, al futuro…Come ho già spiegato chiaramente in un’altra intervista, noi del Pd  “Somos reformistas, no de izquierdas…”
Allora è vero. Hai saltato il fosso, il Pd non è di sinistra…
Ma sei diventato un fazioso pure tu? Non hai visto che poi ho smentito?
Ecco appunto….davvero non ti smentisci mai: sei il solito cerchiobottista. Ma non ti sembra di essere un po’ troppo ondivago?
Bè, come dice quel bellissimo slogan che senz’altro utilizzerò nel corso della campagna elettorale: “Onda su onda, il mare mi ha portato qui..”
Ma veramente, era una canzone…A proposito di atteggiamenti ondivaghi, vuoi dire una parola definitiva sul fatto che il Pd è un partito realmente laico?

Ma certo, l’ho spiegato in mille modi! Convintamente laico, come dice sempre il mio amico e consigliere Ruini. Nel Pd siamo tutti laici e di vedute larghe, lo giuro sul cilicio della Binetti!
Oh mamma mia..senti, bisogna darti atto che sulle candidature hai fatto anche qualche scelta coraggiosa…Però, hai deciso di candidare anche Serra, che hai da dire?
Ma come, proprio tu Mister X? Che cos’hai contro l’umorismo, la satira..Non è che sei diventato invidioso dei colleghi più bravi di te?
Guarda Walter che io parlo di Achille Serra, non di Michele Serra. Achille, il prefetto…L’ex senatore di Forza Italia..
Ah, scusa…Intanto, mi sembrava giusto (visto che ho scomodato Dante) ricordare anche la poetica di Omero. E poi uno slogan elettorale “Cantami o Diva del pelide Achille” per il Pd mi sembra che suoni bene, no?
Per suonare, suona. Anzi, direi che è proprio suonato..
Oh, vedi. E poi, diciamocela tutta, noi siamo per la libera circolazione di beni, persone, cose. E così, abbiamo fatto un accordo con Berlusconi.
Allora è vera la storia dell’”inciucio”!
Sì, ma è un accordo (non dire inciucio!) alla luce del sole.Basta con gli steccati. E’ come nel calcio, in ogni squadra ci possono essere un tot di stranieri, di “fuoriquota”….Ecco, Silvio mi candida un po’ di comunisti “fuoriquota” (sono anni poveretto che dà il buon esempio con Sandro Bondi) e io candido qualcuno di Forza Italia. Un “buono scambio” tra Pd e PdL. E poi in una compilation di successo, ci devono essere canzoni di vario tipo. Infatti, ho candidato anche un Generale….perchè, non  ti piace?
Generale di De Gregori, sì. Pure molto. Infatti è una canzone pacifista…
Allora, vedi che siamo d’accordo…e che te ne pare allora della mia geniale idea di candidare Calearo, il presidente di Finmeccanica
Pensa, è così geniale che non ne volevo parlare..lasciamo perdere, va…Piuttosto, dimmi perché gli elettori indecisi dovrebbero darti il loro voto..Dai, prova a convincerli!
Ehm, perché….ehm….non hai una domanda alternativa?
Ma dai Walter! E che cavolo! Ma non puoi almeno dire: “Votate per me perché non c’è un’alternativa migliore” ?
Potrei, certo. Ma lo sai che io non dico bugie come Berlusconi…Noi del Pd siamo persone serie e competenti. Come Tremonti quando parla di economia. E abbiamo un programma che è tutto un programma! Senti, posso farti io una domanda? Ma tu, mi voterai?
Qui le domande dovrei farle io. Ma ti rispondo, pacatamente e serenamente: non lo so ancora. Forse sì..ma anche no
Ma che fai mi prendi in giro?
Ma perché fino ad ora cosa ho fatto? Non s’era capito? Andiamo bene…Va bene, dai: l’ultima domanda: Che farai dal 14 aprile, se perdi le elezioni?
Mi sembra ovvio: il vicepresidente del Consiglio!

E con questa ultima risposta Walter ci ha salutato, con il suo affabile sorriso, voltandosi verso la folla che lo attendeva ed ha iniziato ad applaudirlo. C’erano giovani, donne, persone con i jeans e gente vestita elegante. Erano davvero tanti, e sembravano tutti brava gente. Speriamo davvero che non li deluda troppo…
Buon tutto!

Le interviste proseguiranno nelle prossime settimane con gli altri candidati e anche con altri importanti personaggi della vita italiana. A chi fosse interessato, basta passare di tanto in tanto da queste parti, se vi va. Le prossime saranno al candidato premier Silvio Berlusconi e poi una a….sorpresa!

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