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N.B.: La frase pronunciata da Nin@ è del grande Ennio Flaiano

Incredibile. Stamattina, lontano da occhi indiscreti, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ufficialmente in pausa di riflessione, ci ha convocato al Quirinale. Al termine del colloquio il Presidente ci ha pregato di mantenere il massimo riserbo, ecco perché siamo qui a raccontarvi tutto. Il Presidente ci ha affidato un mandato esplorativo, per tentare di risolvere la crisi di Governo.. Napolitano ci ha rivelato di essere un nostro accanito lettore, di aver parlato spesso di noi in questi giorni, sia durante le consultazioni che nel corso di telefonate riservatissime con il Vaticano, la Confindustria, e anche con la bocciofila di Ellera Umbra. Insomma, ci ha detto che ci ritiene gli unici in grado di trovare una soluzione a questa grossa crisi, e ci ha chiesto di formare un nuovo Governo. Abbiamo naturalmente accettato, nell’interesse generale  e per il bene del nostro paese (che per chi non lo sapesse, è Ferro di Cavallo, alla periferia di Perugia). E ci siamo messi subito a esplorare. Ci siamo ritrovati in un deserto spaventoso, uno spazio desolato e vuoto. Non c’era niente nel raggio di chilometri e chilometri. Eravamo nella testa di Roberto Calderoli, il genio che ha scritto l’attuale legge elettorale nell’interesse generale e per il bene del paese. Siamo riusciti a fuggire da quell’orrendo posto, e abbiamo iniziato a esplorare, per capire se ci siano margini per uscire dallo stallo attuale. Abbiamo contattato Walter Veltroni, che ci ha ricevuto nel suo gabinetto, dove pare sia stato mandato da Prodi e da molti dei suoi amici e compagni di partito per l’eccellente opera svolta in questi mesi come leader del Partito democratico. Veltroni ci ha ringraziato per la nostra azione e ci ha pregato, in nome dell’interesse generale e per il bene del paese, di continuare ad esplorare prendendoci tutto il tempo necessario, in modo che si vada a votare quando il centro sinistra possa tornare a vincere (quindi, più o meno, tra 2-3 mila anni).  Siamo poi andati da Silvio Berlusconi che ci ha ricevuto nel suo palazzo, indaffaratissimo: stava cambiando i pannolini a Gianfranco Fini, pagando la rata del mutuo di casa a Mastella e a Lamberto Dini e dando le ultime limature al suo discorso d’insediamento quale imperatore d’Italia. Berlusconi ci ha ordinato, assieme a milioni e milioni di persone scese da tutta Italia a Roma, come prova ci ha mostrato due fax, uno firmato Fedele Confalonieri e l’altro firmato Emilio Fede, che nell’interesse generale e per il bene del paese, è indispensabile andare a votare presto, subito, domani. Il motivo è che non si sa mai, il vento potrebbe cambiare e magari le elezioni le vince qualcun altro. Ci siamo allora precipitati nella casa di Pierferdinando Casini, l’amante (della famiglia) e l’unico custode dei valori del matrimonio (possibilmente doppio). Casini ci ha ricevuto e ci ha sorriso dolcemente, complimentandosi per l’incarico ricevuto e offrendoci dei cannoli della pasticceria Cuffaro e un caffè del Bar Sindona, che abbiamo cortesemente rifiutato, hai visto mai…Casini ci ha detto che, in nome dell’interesse generale e per il bene del paese, sarebbe opportuno fare un governo di transizione, o di decantazione, o di putrefazione, insomma non importa il nome  ma solo che basti a prendere il tempo che serve per fare una legge che permetta ad un partito di centro guidato dall’uomo politico più bello d’Italia di comandare e governare l’Italia con il 7-10% dei voti e anche meno. Ma, ha aggiunto, se Berlusconi mi telefona e mi offre il Ministero degli Esteri, in nome dell’interesse generale e per il bene del paese a quel punto, non resterebbe nient’altro che il voto. Siamo andati infine dal Presidente della Camera Fausto Bertinotti, che ci ha ricevuto alla Casa di Moda “Da Giggi”, mentre provava un set di camice molto chic. Bertinotti, nell’interesse generale e per il bene del paese, ci ha detto che sarebbe meglio non andare a votare subito, ma almeno tra un anno. Gli abbiamo chiesto se fosse perché ritenesse questo il tempo necessario per fare una legge elettorale che gli consentisse di mangiarsi tutti i partitini della sinistra radicale. Il presidente della Camera, con grande serietà, ci ha detto “Ma che cosa credete, io non sono così meschino” ed ha aggiunto: “Il fatto è che ho già rinnovato il guardaroba per l’autunno inverno 2009, e quei gessati e completi scuri come leader della sinistra radicale li dovrei buttare, mi toccherebbe ricomprare giacche di velluto e di cravatte di lana grezza…Una spesa che nell’interesse generale e per il bene del paese non mi sembra il caso di sostenere!”. E così, siamo tornati da Napolitano, e nell’interesse generale e per il bene del paese gli abbiamo rimesso il nostro mandato. E gli abbiamo anche consigliato, molto modestamente, di non dar retta a nessuno di questi signori, nominare Presidente del Consiglio una persona giovane e seria, un politico (perchè di buona politica l’Italia ha un grande bisogno),  possibilmente una donna, qualcuna in gamba c’è di sicuro, anche tra i politici italiani! Questa persona dovrebbe fare un Governo con pochi ministri competenti e di specchiata onestà, il Presidente Napolitano lo mandi davanti a questo Parlamento. E vedremo cosa saranno capaci di fare, in nome dell’interesse generale e per il bene del paese, i non pochi loschi figuri che ci sono (tra indagati, condannati, inetti, guitti, saltimbanchi). Ma Napolitano forse ha altre idee in merito, anche se non si è voluto sbottonare. Noi comunque abbiamo lasciato il Quirinale a testa alta e con l’animo limpido, un po’ preoccupati per tutti questi signori così interessati all’interesse generale e al bene del paese. Ai nostri 36 piccoli lettori e a tutti gli altri che passeranno per caso da queste parti, consigliamo di tenere gli occhi aperti, di non lasciarsi abbindolare troppo da chi dice di parlare in nome dell’interesse generale e per il bene del paese e diciamo, come sempre: Buon tutto!

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Ieri sera abbiamo partecipato ad una segretissima riunione svoltasi a Firenze. La sera, a cena, ci siamo ritrovati in compagnia dell’uomo che sarà quasi certamente chiamato ad affrontare Silvio Berlusconi nella sfida elettorale prossima ventura. Il leader del partito Democratico, Walter Veltroni. Che ha ripetuto, nella cena svoltasi presso la casa del Sindaco di Firenze, alla presenza di pochi eletti (e di pochi elettori) quanto aveva già dichiarato nel corso di precedenti incontri pubblici “Le forze più grandi dell’opposizione in questo momento sono affascinate da un drappo posto di fronte a loro perchè credono che vinceranno facilmente alle prossime elezioni. Ma io dico attenzione, perchè il risultato che sembra certo poi è molto meno: la rimonta è possibile”. Nella sala è passato un brivido. Tutti si sono guardati increduli. Anche il nostro Mister X, che stava addentando un cosciotto di bambino cotto a puntino, è trasalito. Poi, dopo un attimo di incertezza, ha timidamente preso la parola. “Caro Walter, ma perché sei così pessimista?”
Nella sala, mentre i commensali si davano di gomito, e bevevano dell’ottimo vino bianco(solo qualche estremista ha azzardato un rosatello) si è fatto silenzio. Veltroni si è voltato verso il suo vecchio amico Mister X, che lui conosce per essere persona molto ottimista, e gli ha chiesto: “Perché dici così? Sei certo della rimonta?” Mister X, ha sollevato il calice, e mentre finiva di degustare il cosciotto di bambino, che tra l’altro ci ha detto di avere trovato leggermente saporito (troppo pepe e troppo finocchio) e ha detto: “Caro Walter, tu sai quanto io ti stimo e ti ammiro. Tu sei il più grande sindaco che ha avuto Roma, dopo Nerone. Tu sei il più grande leader politico che ha avuto la sinistra in Italia dopo D’Alema…” Qui Walter ha fatto una piccola smorfia. “Tu sei l’uomo che ha fatto la cosa più rivoluzionaria in Italia” La sala ha bisbigliato, interrogativa “Ma sì, amici, compagni (ops, scusate…) avete già dimenticato quando Walter, direttore dell’Unità, ci regalò a puntate gli album delle figurine Panini, con la mitica immagine del compagno (e dagli!) Pizzaballa?” Veltroni ha sorriso, visibilmente soddisfatto. “Tu Walter sei veramente il più grande. Sei l’uomo giusto per guidarci in quest’impresa. Sarà durissima, lo sappiamo. Sarà dolorosa, molto dolorosa. Perché tu, come un tuo illustre predecessore inglese…” “Tony Blair?” Ha chiesto il sindaco di Firenze. Mister X lo ha fulminato con lo sguardo, per aver osato nominare quell’estremista incallito. “Tu, come un tuo grande predecessore inglese, campione di riformismo, ci offrirai solo Lacrime, sudore e sangue, come solo i grandi sanno fare. Ma io credo alle tue parole. Anzi,  caro Walter, ti dirò di più. La rimonta non è soltanto possibile. La rimonta è certa: dopo la sveltina del 1994, dopo la monta del 2001, questa volta, grazie a tutti voi dell’Unione e del Partito Democratico, al vostro acume politico, alle vostre abilità tattiche, alla vostra lungimirante strategia, una bella ri-monta non ce la leva nessuno! “
Buon tutto! (E portatevi della vasellina!)
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Da: La penna che graffia: "Oggi, più che mai, la memoria storica dell’Olocausto sembra in pericolo: quella dei sopravvissuti attaccata dal tempo, quella storica vilipesa da ogni parte. Certamente i libri paiono in grado di porre un argine a questo fenomeno di erosione, e senza immaginare un mondo come quello di Bradbury, dove alla mente dell’uomo è affidata la tutela di libri ormai distrutti, credo che la nostra memoria possa offrirci un prezioso aiuto e contribuire a costruire un piccolo catalogo dei migliori libri che narrano di questa incommensurabile tragedia. Inizierò ad inserirne uno io, e a chiedere lo stesso sforzo ad alcuni amici, cui sarà demandato il compito di trasmetterlo ad altri. Da parte mia cercherò di andare a recuperare le varie segnalazioni in modo di offrire un quadro il più completo possibile. Quindi, visto l’approssimarsi del “Giorno della Memoria”, se è possibile, chiedo agli amici nominati di ricopiare questa introduzione sul loro blog in modo che possa fungere da indice, e di aggiungere un titolo in coda agli altri titoli. Ovviamente, il contributo di tutti è ben accetto, anche senza una segnalazione da parte di qualcuno."

Mi chiamo Sril. Sril Jacob. Ho 6 anni. Sono arrivato in questo posto che mi dicono si chiami Auschwitz nella primavera del 1944. Ho viaggiato per giorni su un carro bestiame, con il mio fratellino e mia sorella grande, che si chiama Lili, e i miei nonni. Sono arrivato dall’Ungheria, dove dei signori cattivi ci avevano radunato del Ghetto di Budapest, caricato su questo treno sporco e umido, dove siamo stati ammucchiati per giorni. Avevo un po’ paura, ma mi hanno insegnato a rimanere tranquillo e a non fare storie. Così ho sopportato il lungo viaggio,  avvolto nel mio cappottino con gli alamari, un po’rovinato da quella ridicola ed enorme stella gialla che ci hanno appiccicato sopra. Quando ero stanco, il nonno mi aiutava facendomi appoggiare al suo bastone, oppure il cugino Mendel, o Lili, mi prendevano in braccio. Quando siamo arrivati dei signori che parlavano tedesco, che mi hanno detto essere delle SS, ci hanno fatto sostare su di una banchina: Eravamo a migliaia, tutti radunati, ognuno con il suo soprabito, le signore eleganti nonostante il viaggio, gli uomini in doppiopetto. I bambini aggrappati alle madri, un po’ spaesati come me. Un tipo in divisa ci scrutava, e alzava il braccio. Ora il destro, ora il sinistro. La chiamavano Selektion. Quando è arrivato a Lili ha alzato il sinistro e ha detto: “Lagerstrasse!”, mentre quando siamo passati io, i nonni e mio fratello ha alzato il destro. Mi è dispiaciuto di abbandonare Lili al suo destino, e mi sono intristito perché mi hanno spiegato che lei è stata considerata “Abile al lavoro” e l’hanno mandata ai campi, mentre a noi spetta la “Villeggiatura”. Ora, non è che questo posto sia un granchè, ma sempre meglio del ghetto dove morivamo di paura, ogni volta che sentivamo avvicinarsi quei cattivi in divisa. Sapere che a lei toccherà di lavorare, mentre io potrò finalmente giocare in pace, mi fa sentire un po’ in colpa. Questi signori, non capisco bene cosa dicono, ma sono gentili. Un po’ bruschi, forse, ma molto gentili. Ci sono due uomini, due ufficiali, che ci fanno un sacco di fotografie. Ci hanno fatto passare per un bellissimo bosco di betulle, e una bimba, Gertel, l’hanno fotografata mentre faceva le polpettine con la terra. Ci hanno portato in fabbricato, e fatto scendere nel sottosuolo. Un avvocato ben vestito che capisce il tedesco, mentre sgridava i suoi figli che si mettevano le manine in bocca e volevano correre avanti, facendo inquietare i soldati, ci ha spiegato che bisognava spogliarsi, lasciare i vestiti, perché prima di andare agli appartamenti dovevamo darci una rinfrescata, farci una doccia. La disinfestazione. A me lavarmi non mi piace mica tanto, ma ero così sporco, che ne sono quasi stato contento. Alcune signore, invece, erano imbarazzate, e qualche soldato si è offerto gentilmente di coprirle con un telo, se avevano vergogna. Il medico ha detto di ricordarsi il numero dell’appendiabito, altrimenti al ritorno dalla doccia, con quella confusione, avremmo potuto perdere i nostri vestiti. E io, al mio cappotto con gli alamari, anche se rovinato da quella ridicola stella gialla, ci tengo. Appena entrati nelle docce, si è sentito un rumore, e dalla doccia è uscito uno strano fumo dall’odore acre. E’ stato strano, perché, improvvisamente, mi sono sentito catapultato in aria, per un attimo è diventato tutto buio, ho sentito mia nonna urlare, mio fratello tremare. Poi, più niente, solo una grande quiete…E ho cominciato a vagare per il campo, come portato dal vento freddo di quassù, ho visto l’avvocato, delle donne, la mia Lili che piangeva disperata. E mi è sembrato che passassero giorni e giorni, ma era strano, non avevo né fame né sete, giravamo sfiorando i rami delle betulle, il viso di Lili che lavorava nel campo, gli altri che arrivavano e scendevano a fare la doccia. Non era male, in fondo. E poi, un giorno, sono arrivati dei soldati con divise di altro colore. La gente li accoglieva stanca e triste, ma non c’era paura, anzi. Io ho seguito la mia Lili (chissà perché la chiamo e non  mi risponde più?) entrare nell’infermeria e cercare una coperta. Ma ha trovato un album di fotografie. E c’eravamo noi. Io, mio fratello, i nonni. Lili, non so perché, è scoppiata a piangere, ha stretto a sé l’album, è uscita. Se ne andata dal campo, e sono passati tanti giorni, è cresciuta è diventata una donna. E un giorno dei signori sono venuti a chiederle quell’album di fotografie. Le hanno chiesto di farci un libro, Album Auschwitz. E quel libro è uscito in tutto il mondo, è diventato famoso, adesso è uscito anche in un paese chiamato Italia. E adesso, anche se sono qui che viaggio nel vento, accanto a mio fratello, a Gertel, la bimba con le polpette di terra, ai tanti bambini ungheresi svaniti in quelle doccie di Auschwitz, ma anche assieme a quelli arrivati dall’Armenia, e poi ancora dal Darfur, dall’Iraq, dal Vietnam, dalla Nigeria (mamma mia quanti ne arrivano, tutti i giorni!), mi piace che ci siano tanti che vedono la mia fotografia, mentre sorrido felice a quell’ufficiale tedesco, nel bosco di betulle, a fianco di mia nonna, con negli occhi bambini la gioia della vita che mi attende, i fiori, l’amore, il lavoro, e tutte quelle cose che faranno di me un uomo. Forse, in questi giorni in cui la cronache sforna notizie di ogni tipo, vedendo quelle foto la gente si ricorderà di me, di noi, di quello che è successo in quei giorni di primavera, in quel posto chiamato Auschwitz…

Album Auschwitz è stato appena pubblicato da Einaudi. E’ un album di foto scattate da due ufficiali tedeschi per documentare l’efficienza del campo, ritrovato dalla deportata Lili Jacob alla fine della sua prigionia, che ci ritrovò le foto della sua famiglia sterminata e successivamente divulgato in tutto il mondo e, finalmente, anche in Italia. Esso ci mostra Auschwitz prima dell’orrore, la marcia ignara e quasi felice verso lo sterminio in oltre duecento immagini. Oltre questo libro, nell’approssimarsi di questa ricorrenza, Comicomix vi consiglia anche la lettura di Maus, il più grande capolavoro sull’olocausto. E’ un libro a fumetti, e rende chiaro cosa è stato l’Olocausto grazie al fumetto, un’arte straordinaria ma in Italia considerata a torto di serie B. Un’arte con cui si possono affrontare in modo incredibilmente profondo temi difficili e di straordinaria importanza.
Passiamo il testimone a tutti coloro che ci vengono a trovare e se vogliono, possono aderire all’iniziativa del nostro grande amico Penna che graffia, che trovano qui.

Buon tutto, nonostante tutto!

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Non c’è più giustizia, non c’è più legalità. La casta dei politici è impudente e strafottente. Se ne infischiano delle leggi, pensano solo ai loro comodi e non fanno nulla per noi cittadini. Dalle Alpi alla Sicilia. Sono tutti uguali. Ma alcuni, bisogna ammetterlo, sono più uguali degli altri. In mezzo alla marmaglia, ci sono quelli che spiccano, quelli che sono più oltre, quelli che escono dalla leggenda ed entrano nel mito. Ad esempio, il Presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro. Che è stato recentemente processato dal  Tribunale di primo grado di Palermo. Per un reato molto grave. Il favoreggiamento di Michele Aiello (condannato per appartenenza alla Mafia e prestanome di Bernanrdo Provenzano) e di altri personaggi mafiosi a cui, assieme ad altri, contribuiva a passare informazioni riservate sulle indagini della procura antimafia di Palermo. Ha sofferto tanto, poveretto, ma alla fine ha potuto festeggiare, tra le lacrime di commozione (e di coccodrillo?), offrendo cannoli e cotillon agli amici, e anche (perché è un uomo molto generoso) agli amici degli amici. Felice perché è stato assolto? Assolutamente no. E’ felice perchè è stato condannato. A 5 anni di carcere, e a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. Ma – ed questa è l’unica cosa che conta – Cuffaro non avrebbe favorito l’organizzazione Cosa Nostra, ma solo alcuni esponenti di essa. E’ accertato il favoreggiamento da parte del Presidente della Regione di singoli mafiosi ma non c’è certezza che egli abbia favorito la Mafia nel suo complesso. Insomma, Totò Cuffaro ha davvero molti motivi per stare contento e per festeggiare. E per questo, il Presidente Cuffaro ha deciso eroicamente di restare al suo posto: non si dimetterà da Presidente della Regione. In fondo in fondo, è stato solo condannato a 5 anni di carcere e all’interdizione dai pubblici uffici (in pratica, NON POTREBBE ricoprire incarichi pubblici). Per questa sua coraggiosa decisione di libertà e di democrazia è stato attaccato da tantissimi comunisti in malafede, e anche da alcuni esponenti del centrodestra, certo invidiosi della sua cristallina onestà. Ma soprattutto, è stato sommerso di attestati di stima e solidarietà e di incitamenti a proseguire la sua opera. Da uomini importanti. Ad esempio da Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini. Uomini integerrimi, tutti di un pezzo. Uomini con il senso dello Stato, sempre pronti a difendere la moralità. Accaniti difensori della famiglia (o della famigghia, come direbbero il Presidente Cuffaro e i suoi amici) e della Cosa Pubblica (o della Cosa Nostra, come direbbe Totò Riina, Bernardo Provenzano e Michele Aiello). Fini e Casini hanno espresso a Cuffaro solidarietà piena e incondizionata. E hanno detto che Totò Cuffaro è certamente un uomo d’onore (chissà cosa direbbero in proposito Riina e Provenzano?) e che quindi è giusto che non si dimetta, almeno fino a che la sentenza non sarà passata in giudicato. Quindi, mai. Lo hanno detto anche se dentro il partito di Fini ci sono persone (ad esempio Azione Giovani, il movimento dei giovani di AN) che non la pensano come il loro capo, e che a Palermo chiedono a gran voce le dimissioni del Presidente Cuffaro. Ma Cuffaro è un galantuomo, va difeso a spada tratta! Non è mica Bassolino, il Presidente della Campania, indagato per le sue colpe in materia di rifiuti, ma  per ora non condannato da un Tribunale! Cuffaro è un candido condannato, non è mica come Prodi, solo indagato nell’inchiesta Why not.  I veri paladini della legalità non si arrestano davanti a queste quisquilie, neppure davanti a quegli esponenti del centro destra siciliano che dicono che Totò Cuffaro farebbe bene a dimettersi. Sciocchezze, rispondono Fini e Casini, i due campioni di legalità e di moralità.  La vera emergenza per il ripristino in Italia della legalità è un’altra. Quale? Ma è ovvio: le dimissioni del Governo Prodi. Il vero insulto alla morale, alla legalità, alla giustizia. E allora avanti, senza trucco e senza inganno. Gli Onorevoli Fini e Casini vogliono subito le dimissioni di Prodi. E  poi potranno avanzare una rivoluzionaria proposta per risollevare la nazione: Totò Cuffaro capo del governo. Primo ministro. Presidente del Consiglio. Fino a che giustizia la trionferà!
Buon tutto!
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Cari amici, siamo a New York in missione. Segretissima. Ci ha spedito qui  il Parlamento italiano, a suon di scroscianti applausi e grida di incoraggiamento. Spediti a furor di popolo da tutte le forze politiche, di destra, centro e sinistra. Mandati all’ONU per lanciare una nuova, importantissima, campagna dell’Italia in favore dei diritti umani. L’indignazione forte e chiara dei nostri parlamentari, dopo il discorso (da brividi) formulato nell’aula sorda, cieca e muta dal Ministro della Giustizia italiano (e ribadito anche il giorno seguente) merita una risposta altrettanto incisiva da parte del consesso delle nazioni civili. La battaglia che verrà  rappresenta lo spartiacque per il futuro dei popoli della terra. Non è più tollerabile che un politico possa essere trattato come un cittadino qualsiasi: sottoposto ad indagini, ad accertamenti giudiziari, ad interrogatori, addirittura a intercettazioni telefoniche. No. Questo è legittimo,e anzi sacrosanto, quando l’indagato è un normale cittadino: un salumiere, un muratore, un contadino, uno studente. In tali casi, ci vogliono subito gogne medianiche, speciali di Porta a Porta e Matrix che analizzano in dettaglio il colore delle mutande indossate nel giorno della prima comunione, che coprono di domande parenti, amici e conoscenti sui luoghi preferiti per le vacanze, sulle abitudini alimentari e via inquisendo. Ma quando l’indagine coinvolge un politico, un ministro, un suo familiare questo diventa un vergognoso attentato alla libertà, intollerabile ed indegno di un paese civile. Vergogna! E, dopo la persecuzione avviata dalla procura di S.Maria Capua a Vetere, il furore si è impadronito di tutta la nazione, e il Parlamento ha deciso di lanciare, all’unanimità, una nuova campagna per i diritti civili, dopo quella sulla pena di morte. La campagna dell’immunità a prescindere. E, tra la commozione generale, il nostro parlamento ha approvato la mozione “Nessuno tocchi Clemente”. Tutti i parlamentari hanno ammirato l’aplomb e il garbo costituzionale con il quale il Ministro della Giustizia, di fronte alle gravi accuse di concussione e di scambio di favori che riguardano i vertici del suo partito, la propria moglie e se stesso, ha ringraziato gentilmente la magistratura, usando espressioni di simpatia e stima per i giudici quali “Sono stato colpito da frange estremiste dei giudici che mi vedono come un nemico da abbattere”   “E’ la prima volta, confesso, che in vita mia ho paura” ed altre affettuose considerazioni sull’operato dei giudici. Di fronte all’eroico comportamento di un uomo potente come il ministro Mastella, non si può restare insensibili. La mozione, ripresa dalle parole di quella martire della libertà che è la Sig. ra Sandra Leonardo (la moglie del ministro) è che il giudice debba comportarsi come un sacerdote. Un sacerdote della giustizia. Quindi, davanti alla confessione (d’impudenza) del reo peccatore, non resta che l’assoluzione da tutti i peccati. La confessione, certo. La confessione di essere stati eletti, anche solo una volta, anche solo per pochi giorni, in una pubblica assemblea. Un Parlamento, un Consiglio regionale, e comunale, circoscrizione. Anche, ma solo dietro presentazione di regolare documentazione, l’elezione al consiglio di classe o d’istituto di una scuola, un liceo può andare bene. Insomma, la proposta italiana è che, basti confessare questo fatto al magistrato competente, e (anche se hai rubato, stuprato, perfino ammazzato) l’assoluzione, anzi l’impunità – con le scuse e anche un bacino sulla fronte – è assicurata. La battaglia sarà dura, perché sembra che ci sia ancora qualche paese dove si pensa che “La legge è uguale per tutti” oppure che “Tutti sono innocenti fino a prova contraria” ma “Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge”. Dovremo usare tutte le nostre capacità negoziali. Voi sostenteci, per favore. E se questa campagna riesce, se la proposta del parlamento italiano sarà accettata, siamo pronti a lanciare un’altra moratoria. La moratoria della decenza. La poveretta, dopo lunga e penosa malattia, l’altro ieri è definitivamente spirata. A Montecitorio. Era tanto buona, poverina.
Buon tutto!
La nostra iniziativa Un sorriso lungo un anno sta avendo tante adesioni. Vi ringraziamo con tutto il cuore, non fermatevi!
Da domani sabato 19 gennaio on line su Comicomix una nuova illustrazione di Eros nella sua Galleria
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Ci sono uomini che non finiscono mai di stupire, per la loro capacità di anticipare il futuro. Uomini come Tony Blair. L’ex primo ministro della Gran Bretagna, che dell’avanguardia ha fatto il suo motto, il suo credo, la sua ragione di vita. Prese il suo partito, il Labour party (partito del lavoro) avvizzito da decenni di sconfitte e lo trasformò in una gioiosa macchina da guerra. Vinse elezioni su elezioni, proponendo una nuova idea di sinistra. Non più ancorata ai vecchi schemi del passato, ma moderna, anticipatrice. Concepì riforme così all’avanguardia da essere subito imitate da altri grandi leader della sinistra mondiale, come Jaques Chirac, Helmut Kohl, Josè Aznar e addirittura da quel comunista incallito di Silvio Berlusconi. Fulgidi esempi di leader progressisti che hanno tratto linfa infinita dalle geniali idee di questo giovanotto inglese. Talmente geniali che anche un noto reazionario come Massimo D’Alema ha dovuto, suo malgrado, ammettere che il ragazzo ci sapesse fare. E così, anche in Italia, seppur con prudenza (per evitare di spostarsi troppo a sinistra) qualche idea di Tony Blair cominciò semiclandestinamente a circolare, soprattutto grazie al genio di un altro grande innovatore italiano, sua eminenza Walter Veltroni, che copiò tra l’altro da Blair il famoso slogan “Più (figurine) panini per tutti!” Blair, che innovò e svecchiò la sinistra a partire dal nome del suo partito da Labour a New Labour. Geniale, no? Il nuovo lavoro, precario e sottopagato. Che modernità, intelligentemente copiata dai veri guru della sinistra mondiale: i leader del Partito Comunista Cinese. E così, di innovazione in innovazione (memorabile quella di far guerra all’Iraq al fianco di un altro campione della sinistra mondiale, George Bush) Tony si è fatto un sacco di nemici. Più o meno, il 60% dei cittadini inglesi e il 70% degli iscritti al Labour, (anzi, new Labour). E, sinceramente pentito, si è convertito al cattolicesimo, trasformandosi così finalmente in un moderno ex leader della moderna ex sinistra: senza macchia, senza paura e senza pudore. Ma si sa, il pensiero moderno è come l’oceano, “non lo puoi bloccare, non lo puoi recintare”. E Tony, l’amico, il compagno, ha aperto un’altra nuova frontiera. Un new deal, una nuova frontiera per la sinistra mondiale. I soldi, money. Gli affari, Business.. Ed eccolo vendere per 8 milioni di euro i diritti per la sua autobiografia, e scoprire indignato che a sua moglie poverina, certo discriminata perché donna, ne hanno dati solo 2 per le sue memorie (quante ingiustizie ancora da combattere in questo mondo, povero Tony!). Ed eccolo ricevere un incarico di mediatore per la pace in Medio oriente per il quale percepisce solo un modesto rimborso spese di 4 milioni di euro l’anno. Ed eccolo ancora, l’ottimo Tony, girare il mondo facendo conferenze per il misero compenso di 150-250 mila euro a discorso; conferenze in cui, com’è accaduto di recente anche in Italia, ci illustra le idee più moderne sulla sinistra e sul progresso dell’umanità. Ma Tony è troppo all’avanguardia, non gli basta ancora. Ed ecco la trovata finale. Un’altra strada, anzi, un burrone. Il compagno Tony, è diventato consulente (solo part-time, perchè ha troppi impegni…) per la JP Morgan, una delle maggiori banche d’investimenti americane. Per la misera cifra di 750 mila euro all’anno, darà il suo prezioso contributo di conoscenze e raccomandazioni per le “magnifiche sorti e progressive” del mondo (ma anche e soprattutto, della banca e del suo conto in banca). Di fronte a tanta modernità, i leader della sinistra italiana sono affascinati, e in tutte le sedi del Partito Democratico è iniziato un acceso dibattito su chi sia più moderno tra Enrico Berlinguer e Tony Blair. Il secondo, dicono alcuni: più moderno, più trendy, piu fashion…insomma, più stronzo. Per una sinistra davvero moderna, che si liberi dei lacci e laccioli di quelle vecchie e passate idee di libertà, giustizia, equità, benessere per tutti gli uomini della terra. E allora dai! Tutti con Tony, per Tony, on Tony. Anche noi Comicomix ci arrendiamo alla sua inarrestabile modernità, e gli chiediamo, gentilmente, un ultimo piccolo sacrificio: una conferenza, a Torino, davanti allo stabilimento fumante della Thyssen Krupp ancora grondante di sangue. Per spiegare a quegli operai che si ostinano a reclamare un posto di lavoro sicuro in fabbrica, che hanno sbagliato tutto. Il futuro, la modernità è nella finanza creativa, o se proprio non vogliono – antiquati che non sono altro! – nei party. Insomma, dal Labour Party al “No labour no party": magari con qualche spettacolo di spogliarello, come in Full Monthy (film inglese, mica a caso). Wonderful party! Dear little Tony. Friend Tony, Full Tony. For ever. Ever and ever, again and again.
Buon tutto!
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Quello di oggi è uno scarabocchio molto diverso dal solito. E non perché ci sia da piangere. Non ci provate nemmeno! Oggi per noi è un giorno in cui vogliamo esprimervi la nostra contentezza per il bel risultato che abbiamo ottenuto con la nostra iniziativa Regala un sorriso. Per chi non ci conosce, si tratta di un’iniziativa che sostiene la lotta al Neuroblastoma, un terribile tumore dell’infanzia che rappresenta una delle principali cause di morte in età pediatrica (questo è il sito internet per saperne di più), e per ricordare il nostro preziosissimo Alessandro, un piccolo grande artista che ci ha dovuto salutare due anni e mezzo fa. No, non siate tristi. A lui non sarebbe piaciuto…A noi, quando lo sconforto e l’impotenza ci facevano cedere per un attimo, era solito guardarci con muto rimprovero, perché a lui piacevano i sorrisi. E non gli piaceva la resa. Ma di cosa si è tratta? Semplice: chi voleva ci ha inviato un disegno, noi lo abbiamo pubblicato nel nostro sito.
Nel 2007 ci sono arrivati 493 disegni, da tutta Italia e anche dall’estero. Da grandi, bambini, da scuole, da disegnatori famosi e non. E noi, come promesso, abbiamo versato alla Fondazione per la lotta al Neuroblastoma l’importo di 986 euro, 2 euro per ogni disegno. (Trovate qui la copia del versamento, lo sappiamo che chi ci conosce si fida di noi, ma come si dice: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio…). E per il 2008? Ricordando il vecchio quiz degli anni 50, cosa facciamo: LASCIA o RADDOPPIA?
Noi Comicomix abbiamo deciso di RADDOPPIARE. Riproponiamo l’iniziativa Regala un sorriso. Quindi, se vi interessa, se volete inv
iarci un vostro disegno, un fumetto, quello che volete, lo potete fare. E per ognuno, noi verseremo 2 euro alla Fondazione per la lotta al neuroblastoma. Per saperne di più andate a questa pagina web, dove è spiegato tutto in dettaglio (e dove potete anche andare a vedere i tantissimi disegni che abbiamo raccolto nel 2006 e nel 2007).
Ma se si raddoppia, vuol dire che (come dice la canzone) SI PUO’ DARE DI PIU’. Per questo, riprendendo un’idea di un nostro amico, Adriano49, lanciamo una seconda iniziativa, per TUTTI  I BLOGGERS, o per tutti coloro che hanno un SITO INTERNET, o per chi semplicemente vuole scriverci due righe. La nuova iniziativa si chiama UN SORRISO LUNGO UN ANNO. Chiunque lo desideri, nel corso del 2008 può fare un post dedicato al tema del sorriso. Attenzione: il sorriso come forma di relazione, verso gli altri, verso chi si ama, o semplicemente verso il prossimo. Non il sorriso da cartolina, quello falso, di ipocrita e spesso indifferente cortesia. No. Noi pensiamo al sorriso che rappresenta un modo per sostenere le proprie idee senza odio per quelle degli altri, ma anzi con la disponibilità di ascoltare le loro ragioni (e, se possibile) di capirle. Un sorriso che non è rassegnata accettazione dell’esistente, ma che s’impegna e combatte nelle battaglie in cui crede però nel rispetto di tutti, perché l’odio (spesso cieco e privo di contenuti propositivi) non serve a costruire un mondo migliore. Anzi. Questo è il filo conduttore, il tema del post da scrivere. E lo si può articolare sia prendendo spunto da una vicenda personale, o da un fatto di cronaca, oppure di politica, ecc…. Insomma, quello che volete. Aderire è facile. Basta scrivere il post, segnalarcelo a questa mail, e noi lo aggiungeremo alla lista nella pagina web dedicata, indicando il nome del Blog, e il link al post (Nel caso di un autore non blogger, a “ospitare” nel web il racconto penseremo noi) Nel post basta semplicemente specificare che si aderisce a questa iniziativa, che vuole sostenere la lotta al Neuroblastoma, linkando se possibile il sito dell’Associazione per la lotta al Neuroblastoma. Anche per questa iniziativa, VOI NON DOVRETE FARE ALTRO. I soldi li mette Comicomix. Se volete maggiori chiarimenti, potete consultare la pagina dell’iniziativa Un sorriso per un anno. Oppure scriverci alle mail indicate.
Un’ultima cosa. Se siete pigri e non vi va di fare un disegno, un post, o un racconto, potete comunque darci una mano. Basta passare parola, dirlo a qualcuno che può essere interessato, segnalare la cosa, insomma. Se volete farlo dal vostro blog o sito, potete scaricare i due banner delle iniziative. Basta andare alla pagina banner Regala un sorriso oppure alla pagina banner Un sorriso per un anno. Non vi costerà nulla, e speriamo porti tanti sorrisi a chi sorrisi non riesce ad avere.
Grazie a tutti, e da venerdì lo Scarabocchio torna alla sua forma abituale. E scusate il disturbo.
Buon tutto!

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Pomeriggio di Capodanno. Immerso nei miei pensieri, in una stanza d’ospedale. Sono qui, e ripenso all’e-mail di un mio amico, di ieri pomeriggio. Mi ha detto che, purtroppo, il nostro piccolo amico Africano sieropositivo non ce l’ha fatta. In mezzo a quest’odore di umanità, medicinali, polvere della corsia d’ospedale penso a com’è buffo un mondo in cui si spendono miliardi di euro in tutto il mondo in fuochi d’artificio, che bruciano nello spazio di un istante, o in cui si pagano milioni di euro giovani uomini che corrono dietro ad un pallone. Lo si fa così, distrattamente, a volte ci si annoia pure. Altrove, le cose non vanno così. Quest’anno che è appena passato sono morti per fame, malattia, guerra, 10 milioni di bambini. E’ una cifra. Come mille altre che scorrono sui monitors, come i corsi azionari di una casa farmaceutica, che salgono in fretta se riesce a brevettare un qualche nuovo prinicipio attivo per la cura del raffreddore. E intanto, in giro, la gente muore. Come una foglia nel vento, è un attimo, e click, tutto scompare. Ma ci sono tanti, troppi problemi di fronte a noi, e si deve lottare, combattere, ogni giorno, con la benzina che sale, la borsa che crolla. E ripenso a un altro piccolo amico, un bambino indiano di 5 anni, senza mamma, sieropositivo. Da poco sta prendendo i farmaci antiretrovirali Gratis. ma solo perchè l’UNICEF ha organizzato una rete d’emergenza in India per fornire GRATIS i farmaci antiretrovirali ai bambini. Forse si salverà. Nei paesi meno fortunati, di AIDS si continua a morire. Non ci sono i farmaci, perché costano molto cari. E ci sono 2 MILIONI di bimbi sieropositivi.  le case farmaceutiche, infatti, che ci pensano alla nostra salute ma soprattutto ai loro corsi azionari, non realizzano se non di rado farmaci specifici per i bambini (per i tumori, o anche per malattie meno gravi). Non si fanno profitti e loro non fanno beneficenza. Loro hanno altro da fare. E’ molto più utile produrre farmaci per la cura del giradito, o composti vitaminici contro il logorio della vita moderna…E i bambini stanno a guardare. E forse, sarà perché in ospedale tutto assume un altro senso, o perché non mi sento tanto bene, e perché non c’è il sole davanti a questo parcheggio desolatamente vuoto, ma mi fa un po’ ridere pensare alle tonnellate di cibo andate in fumo, ieri sera, in giro per i veglioni, e ai tanti miei amici soprappeso, ai loro colesteroli fuori norma, e al mio brontolare perché il collega mi ha soffiato la promozione. Mi fa un po’ ridere anche la flebo in vena a mio padre, un banale antibiotico che lo rimetterà, spero, in forze in pochi giorni mentre al mio piccolo amico africano non glielo hanno potuto somministrare. Per questo, oggi, il primo dell’anno, non me la sento di fare auguri a nessuno per il 2008. E, strano per me, non ho neppure tanta voglia di sorridere.
Buon tutto!
Questo avrebbe dovuto essere lo scarabocchio del primo dell’anno. Ma, per motivi familiari, non ci è stato possibile inserirlo prima di oggi. Speriamo che sia comunque uno scarabocchio che possa aiutare, i nostri 36 piccoli lettori a ricordarsi, senza sorrisi stavolta, quante cose nel mondo si devono ancora cambiare.
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C’era una volta, a Napoli, una coppia di innamorati. Antonio Bassolino e Rosa Jervolino, Antonio e Rosetta, Isso e Issa. S’erano piaciuti dal primo istante, e s’erano giurati eterno amore n’goppa a Posillipo. Un amore bello come o’sole. Passavano i loro giorni lieti tra il Porticciolo di Mergellina e la luna di Marechiaro. Sempre insieme, con il loro amore. Un amore grande come o’mare. Erano belli, giovani, felici. Tutta Napoli era ai loro piedi. E tutta la Campania li ammirava e venerava, come due divinità della magna Grecia. Innamorati e felici. Padroni del loro tempo. Ma, come in tutte le sceneggiate che si rispettino, la serenità di questo amore venne turbata dal cattivo di turno. O’ malamente. Il suo nome era Sor Rifiuti, figlio degenere di Don Termovalorizzatore di Acerra e di Donna Discarica di Pianura. Sor Rifiuti, invidioso del successo di Antonio e Rosetta, del loro amore bello come o’sole e grande come o’mare, si mise in mezzo. Prima tentò di insidiare la virtù di Rosetta e di insinuare la gelosia nell’animo puro di Antonio. Ma non ebbe soddisfazione. Sor Rifiuti coinvolse allora nelle sue losche trame Donna Raccolta Differenziata, una tipa dei Quartieri Spagnoli, una che aveva fama di malafemmina, e la convinse a usare le sue grazie e i suoi prego per circuire l’ingenuo Antonio. Si sa, la carne è debole, e fu così che Antonio cadde tra le grinfie di quella donna, che gli riempiva le tasche di RSU, i famosi Rifiuti solidi urbani, e gli lasciava addosso macchie di rossetto, bucce di frutta e odore di diossina. Per sviare i sospetti di Rosetta, Antonio fu costretto a raccontare un sacco di ecoballe. Ma, passata in un lampo l’eco, a Rosetta restarono ben presto solo le balle, e si ritrovò sola, smarrita e piangente proprio davanti al Maschio Angioino. E Sor Rifiuti, che non aspettava altro, si fece avanti e la traviò. Adesso, sull’ammore di Antonio e Rosetta è rimasto solo un cumulo di rovine maleodoranti. Le speranze di salvezza, riposte in Don Termovalorizzatore di Santa Maria la Fossa che avrebbe dovuto bruciare le ecoballe e far scomparire Sor Rifiuti, sono svanite, come i fanatasmi di Eduardo De Filippo. Di Don Termovalorizzatore si sono perse le tracce. E così, sempre per colpa dell’eco, Antonio è rimasto solo con le sue balle, quelle che ha raccontato per anni a Rosetta (e anche a tanti altri) sullo smaltimento dei rifiuti in Campania. E tutti cantano a squarciagola: Bassolino e Jervolino, uniti nel casino. E ora? Non si sa come andrà a finire questa sceneggiata che riempie il cuore di tristezza e di vergogna, e su cui è davvero difficile scherzare. Ma, mentre Napoli brucia, affogata dai cumuli di immondizia ai lati delle strade, sembra davvero di vedere Sor Rifiuti che sogghigna soddisfatto a braccetto con la stranita Rosetta, mentre Antonio, infinocchiato da Donna  Raccolta differenziata ma soprattutto dalle (eco)balle che ha raccontato a tutti quanti, si trova a Capodichino, forse meditando una fuga ingloriosa, e guarda a capo chino la sua magnifica città, piena di bella gente. La sua regione, piena di perone operose ed attive (al di là di tutte le sciocche dicerie sull’argomento…) che affoga nel liquame di un’impotenza e un’inettitudine che lasciano veramente senza parole. E Quanno fa notte e o’sole se ne scenne, me vene quasi ‘na malinconia, nel vedere ridotta in questo stato la città di Napoli. Napule. Napul’è ‘na carta sporca,’e nisciune se n’emporta. Povera Napoli, povera Italia.
Buon tutto!
On line su Comicomix trovate un nostro piccolo augurio per la Befana. Se vi va, naturalmente…

Inoltre, Raccogliamo l’invito di Giulia e di Agente al cairo per l’appello a difendere a rispettare a conoscere e a mettere in pratica la Costituzione
Messaggio agli italiani a blog unificati
Accolgliamo e rilanciamo l’appello di Franca, dove potrete leggere tutto l’intervento, aggiungendo che la Costituzione va coltivata e difesa.
RISPETTIAMO E METTIAMO IN PRATICA LA COSTITUZIONE.

Invitiamo tutti i bloggers che condividono la nostra proposta a
postarla nei loro siti – citando cortesemente la fonte – per la massima diffusione possibile.

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Forse il 2008 comincia bene. Sotto i migliori auspici. La gente per strada è più felice. Merito di una notizia recente che segna una svolta vera, concreta. Nel 2008 tutto sarà diverso. Nel 2007, infatti, sarà successo a molti, decine e decine di volte (Decine? Centinaia, migliaia, milioni di volte!) di essere sotto la doccia e di avere un’idea, un pensiero, un’intuizione, e di sentire l’insopprimibile necessità di comunicarlo immediatamente ad un amico, un partente, un conoscente. Solo che non si poteva telefonare; bisognava aspettare di avere finito, o comunque uscire dalla doccia, asciugarsvi, e chiamare. Che terribile stress! E a chi non è successo mentre si stava facendo uno shampoo, che il cellulare iniziasse a trillare, e di non riuscire a rispondere in tempo, restando nell’angoscioso dubbio che dall’altra parte attendessero un’urgentissima comunicazione di un amico (Che dici, stasera usciamo?) o del capo (C’è da finire la relazione sulla crisi delle vendite di mele in Polonia!) o magari del partner (tesoro, stasera per cena mangiamo un uovo strapazzato o finiamo l’affettato che c’è in frigo?). E a chi non è venuta la voglia insopprimibile di uscire sotto il diluvio per telefonare – cellulare alla mano – a qualche disgraziato per potergli cantare a squarciagola in mezzo alla strada “I’m singing in the rain!” Ma purtroppo, la scienza non aveva ancora trovato una soluzione, rendendo la vita di miliardi di persone un vero inferno. Per fortuna, a questo terribile problema, che ha fatto perdere a tutti notti intere di sonno, ha trovato rimedio la P2i, una ditta inglese (dal nome un po’ inquietante, in verità…) che ha appena annunciato l’apertura di complessi negoziati con tre importanti costruttori di telefonini per la fornitura di una nuova e promettente tecnologia di impermeabilizzazione dei cellulari. La speciale tecnologia è stata sviluppata in un laboratorio del ministero britannico della Difesa nel corso di esperimenti per la messa a punto di un rivestimento in grado di proteggere le uniformi dei soldati da attacchi con armi chimiche o batteriologiche, ma – oltre che per queste noiosissime esigenze – sembra per fortuna utilizzabile anche per altre utilissime applicazioni. Nelle favelas non si parla d’altro, in Pakistan si sono subito dimenticati della crisi politica in atto, nelle corsie degli ospedali molti malati hanno sospeso le terapie per la gioia. Ian Robins, il direttore di P2i per lo sviluppo delle nuove tecnologie, segnala che il rivestimento invisibile (chiamato “Ion-Mask”) funzionerà perfettamente, anche se per essere totalmente efficace andrà applicato non solo alla superficie dei telefonini ma anche alle più importanti componenti all’interno dell’apparecchio. “In questo modo” è sempre Ian Robbins che parla “sarebbe ancora più alto il livello di protezione”. Noi ci stiamo adoperando con tutto il cuore perché i negoziati commerciali si concludano al più presto. Abbiamo anche interpellato, grazie ai nostri potentissimi agganci, la Carphone Warehouse, il numero uno del Regno Unito nel mercato dei telefonini venduti al dettaglio, che ha subito emesso un comunicato che indica l’impermeabilità dei cellulari come un fattore cruciale per l’evoluzione del mercato e, quindi, per la felicità dell’umanità. Anche la Santa Sede, gli Ayatollah, i monaci buddisti, tutte le autorità religiose pregano le varie divinità affinché intercedano su coloro che devono assumersi l’onore della decisione, da cui dipendono le sorti dell’umanità. Ma è quasi una certezza che il 2008 sarà finalmente l’anno del telefonino sotto la doccia; l’ottimismo dilaga in tutto il mondo, ed a questa eccezionale scoperta si riferiva anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo discorso di Capodanno, in cui invitava a guardare al futuro con fiducia. Dopo aver risolto questo problema che da tempo ci rendeva tanto tristi potremo tranquillamente correre felici sotto la pioggia, cantando a squarciagola con un cellulare trillante, con il cuore finalmente leggero e spensierato. E con l’ottimismo del nuovo anno che ci inumidisce gli occhi, siamo sicuri che la tecnologia, prima o poi, potrà risolvere anche altre problemi che angosciano il mondo moderno. Ad esempio, stappare facilmente una bottiglia di spumante. A me non riesce mai. E a voi?
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