You are currently browsing the monthly archive for dicembre 2007.

Fra poche ore, finisce un altro anno. Fra poche ore, un altro anno arriverà. Il capodanno è per definizione il momento dei bilanci, e dei propositi. Non siamo capaci di riflessioni di questo spessore. Noi siamo solo capaci di lasciare Parole nel vento. Piccole, inutili, e a volte pure scioccherelle. E allora, riprendendo una bella idea dell’amico pennachegraffia per salutare il 2007 e dare il benvenuto al 2008, lasciamo proprio qualche parola nel vento, riprendendola da due Scarabocchi vecchissimi, che pochi conoscono e ancor meno hanno apprezzato, aggiungendovi il riadattamento di una vecchia vignetta, altrettanto ignorata. Non sono certo memorabili come una dichiarazione di Casini o un intervento di Crepet a Porta a Porta. E neppure come un film dei fratelli Vanzina. Sono piccole riflessioni di un piccolo blogghino di provincia, per i suoi 36 piccoli lettori. Le parole nel vento del 2007 che è già quasi passato riguardano lo stare insieme, come esseri umani, in questa rete (reale e virtuale) che è la vita.

"Oggi l’universo elettronico ci suggerisce che possano esistere sequenze di messaggi che si trasferiscono da un supporto fisico all’altro senza perdere le loro caratteristiche irripetibili e sembrano perfino sopravvivere come puro immateriale algoritmo nell’istante in cui, abbandonando un supporto, non si sono ancora impressi in un altro…e chissà che la morte, anziché implosione, sia esplosione e stampo, da qualche parte, tra i vortici dell’universo del software (che altri chiamano anima) che noi abbiamo elaborato vivendo, fatto anche di ricordi e rimorsi personali e dunque sofferenza insanabile o senso di pace e amore". Questa frase è di Umberto Eco, ed è tratta dal libro In cosa crede chi non crede, dialogo tra lo stesso Umberto Eco e il Cardinale Carlo Maria Martini. La cosa buffa è che la si può incontrare per caso, leggendo semplicemente un fumetto. Una storia di Dylan Dog  che s’intitola Lassù qualcuno ci chiama, è ambientata nel Galles e parla di presunte presenze extraterrestri ma, come è facile intuire, di molto altro. La tesi di questo fumetto è che esista una specie di aldilà laico – in cui, d’altronde, credeva anche Einstein perché diceva che l’energia non muore ma si trasforma… – insomma  un’anima fatta di impulsi radio. Questa storia è affascinante per ragioni personali (che qui non interessano) ma soprattutto perché il passo di Eco fa pensare all’importanza della comunicazione, del dialogo, della contaminazione. Nelle sue forme “antiche”, la conversazione nelle strade, nelle case, nelle piazze. Ma anche nelle nuove forme del web, della “rete”, soprattutto grazie ad uno dei suoi strumenti più belli, i blog. Nulla di originale, per carità…Ma mi piace pensare che molti impulsi immateriali ci vengano dal confuso, incessante scambio di informazioni, notizie, riflessioni che la blogsfera in costante evoluzione propone ogni giorno. E che, nel Kaos che sembrerebbe sgorgare, ci sia invece un’anima vigile e viva, parallela, in parte sovrapponibile e in parte no, a quella che attraversiamo ogni giorno, nel nostro vagare su questo puntino sperduto nell’universo. Un’anima che, al cielo stellato sopra di me, alla legge morale in me, aggiunge e sovrappone la rete intorno a me.

Ma, per non dimenticare che sono sempre e solo parole nel vento, per non correre il rischio di prendersi troppo sul serio, mentre i botti di capodanno cominciano a farsi sentire, con qualche ora d’anticipo, penso che non vada dimenticato che ogni tanto si può provare a scherzare. A divertirsi.
 
“Il blogger si diverte, pazzamente, smisuratamente… non lo state a insolentire, lasciatelo divertire…in questo carnevale che ci stiamo a fare, apri il web, cerca il blog, regalati un sorriso, un pensiero, un’emozione…molte cose puoi trovare, falò di vanità e profonde verità, reale, virutale,  chissà chi vincerà? C’é chi odia i blog a fumetti, c’è chi mangia gli spaghetti, chi s’offende per un post cancellato, chi sorride al cielo stellato… ma bloggate, bloggate e siate felici, incontrando veri amici, tutto è emozionante,  ci si incontra e si conversa, si può anche crescere  insieme, imparare ed insegnare, in un mondo un po’distratto che s’annoia per contratto, qui davvero puoi trovare delle cose da salvare, per giocare, per pensare, per ridere e scherzare. E non vi preoccupate, comunque la pensiate, non tutto sarà bello, ma tra mille e mille cose qui non mancano le rose..E allora amici cari, postate, postate e commentate..oggi i tempi son cambiati, gli uomini non domandano più nulla dai poeti: e lasciateci bloggare…”

Ed ora, mentre la sera scende su Perugia, auguro a tutti, blogger o semplici lettori, bravi e meno bravi (per chi, poi?), famosi o sconosciuti (famosi per chi, poi?) che nel 2008 si provi un po’ tutti ad uscire dal guscio e ad esprimere quel qualcosa di speciale che ognuno di noi ha dentro. Nel web, per strada. VIVERE, insomma. Senza guardare la propria vita passare solo da spettatori, brutta o bella che sia. Saranno forse solo Parole nel vento, ma magari a qualcuno farà piacere sentirle passare, anche se solo per un attimo, magari stasera, mentre ci s’inventa l’allegria, o tra un mese, o un anno, o quando vi va.
E, scusate se mi permetto, dedico questo post ad Alessandro, una grande persona che spero mi ascolti, in qualche modo. In questi giorni a lui penso più intensamente. Con immutato amore.
Buon tutto (e buon 2008), comunque la pensiate!
E speriamo anche che Immanuel Kant e Aldo Palazzeschi ci perdonino…

Ti è piaciuto l’articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
http://oknotizie.alice.it/go_frametop.html.php?us=18a01228b2d4c462
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Annunci

A Casa Veltroni c’è un’aria strana. E molta preoccupazione. Zie, cugini, parenti di ogni ordine e grado ogni giorno telefonano e chiedono: “Come va?” Un’ambulanza staziona ormai in permanenza davanti all’abitazione del primo cittadino di Roma e leader del fu (pardon, futuro…) Partito democratico. Le preoccupazioni sono fondate. Veltroni, come il personaggio di una canzone di Giorgio Gaber, perde i pezzi. Per essere precisi, perde i peli (perderà anche i vizi?). Anzi, per essere ancora più precisi, perde i capelli. Questa calvizie, all’inizio appena accennata, sta diventando sempre più evidente. E sembra ormai inarrestabile. La perdita dei capelli è naturale, dopo una certa età, e sono ormai lontani i tempi in cui il nostro Valter capeggiava a Roma i giovani comunisti (acc…non bisognava dirlo? Ci è scappata! Scusa, Valter…). Sono lontani anche i giorni in cui Veltroni dirigeva, con grande capacità, l’Unità, quotidiano comunista (accipicchia! Ancora? Ma non sarà un virus?) introducendo tra l’altro la rivoluzione (e dai…basta, è un’epidemia!) della raccolta delle figurine dei calciatori Panini. Ma Veltroni perde i capelli in modo anomalo. Copiosamente. Vistosamente. E questo è il motivo per cui da un po’ di tempo frequenta Silvio Berlusconi: non perché – come ha pensato qualche anima candida – vogliano assieme metterlo nel didietro a Prodi o ai partiti minori, o perché abbiano intenzione di fare una legge elettorale alla tedesca con salsa spagnola, ma anche un po’ francese e con correzione polacco-lituana. E non è neppure per fare quelle scorpacciate di bambini che Veltroni si concedeva un tempo assieme ai suoi compagni di merende (ricordi, Valter?). Scorpacciate di cui Berlusconi, sotto sotto, è sempre stato invidioso. Veltroni s’incontra con Berlusconi nella speranza di scoprire il mistero della ricrescita “spontanea” dei capelli di Silvio. Insomma, per trovare un rimedio alla calvizie ormai incipiente. L’ultimo tentativo disperato di un leader che vede svanire la propria capigliatura così come l’entusiasmo attorno al suo nuovo (nuovo?) partito. All’inizio si pensava che i capelli di Veltroni cadessero  per le preoccupazioni della sfida all’ultimo sangue delle primarie (l’incertezza di arrivare al 97% o all’85% o al 77% ha provocato a Valter uno stress nervoso, tipo un calciatore che batte il rigore decisivo nella finale dei mondiali); poi si è creduto dipendesse dalle preoccupazioni per la guida del nuovo partito. Ma non è così. Il motivo è un altro. Abbiamo scoperto la causa del male che ha colpito il nostro amico Veltroni, quando siamo andati al suo capezzale. Tutto ha avuto origine quando Valter Veltroni si è recato in visita al Vaticano, si è lasciato sfuggire durante le udienze che aveva il terribile problema di non riuscire a tenere in ordine i suoi capelli ribelli, frutto di una gioventù scapestrata e da dimenticare. Non sta bene, disse in quell’occasione, che il Sindaco della città eterna, nota per i suoi famosi venticelli – gradevolissimi per il clima ma fastidiosi per le acconciature – se ne vada in giro con la chioma in disordine. Ed ecco il suggerimento che, all’unisono e con grande premura, le eminenze Ruini, Bertone, Betori, e Bagnasco hanno dato al nostro Valter. La soluzione finale. Il rimedio. La Brillantina. E gli hanno suggerito una marca,: la Brillantina Binetti. No, non la Brillantina Linetti, quella del famoso spot pubblicitario e ora passata di moda. La Brillantina BINETTI. Quella che si mette al mattino, subito dopo aver indossato il cilicio, e che ti accompagna in ogni momento della giornata. Quando devi decidere se a Roma vada istituito il registro delle unioni civili, quando vuoi scrivere una legge che consideri  reato di razzismo la discriminazione nei confronti degli omosessuali. Un toccasana che ti aiuta in tutti i momenti in cui hai la tentazione di tenere la schiena diritta, insomma. Un rimedio al grande peccato di voler vivere in uno Stato che rispetta le opinioni di tutti. Uno stato laico (scusa la bestemmia, Valter…). C’era però una controindicazione. Quello che, ridendo e scherzando, (scherzi da Prete…) le eminenze e monsignori non hanno detto al povero Veltroni, è che la Brillantina Binetti parte dai capelli ed entra nel cervello, provocando repentine conversioni (ne fa uso abituale, e ben oltre la “modica quantità” anche Lucio Dalla, e non a caso porta il parrucchino…) del circuito neuronale e rapide genuflessioni della corteccia celebrale. E fin qui, tutto bene, soprattutto per il Vaticano. Ma non gli hanno spiegato dei terribili effetti collaterali sui bulbi piliferi e sul cuoio capelluto. La calvizie. In molti (anche Eugenio Scalfari su Repubblica) hanno cercato di dirgli che il rimedio rischia di essere peggiore del male, e che si comincia con il perdere i capelli, poi si perde l’anima e – come nella canzone di Gaber – la faccia e tutti gli altri pezzi. Ma Veltroni pare intenzionato a perseverare. Che, però, dicono sia diabolico. Noi, che dei nostri capelli siamo molto gelosi, gli abbiamo spiegato in privato, e lo ribadiamo in pubblico, che per quanto ci riguarda, nel nostro piccolo, in un partito di calvi non ci piacerebbe proprio stare. Anche se da tempo abbiamo abbandonato le lunghe chiome della gioventù, preferiamo ancora pettinarci i capelli, la mattina. E alla brillantina, preferiamo il gel. O meglio ancora, il vento nei capelli…
Buon tutto!

P.s. Oggi non avremmo tanta voglia di sorridere. Se lo scarabocchio non è un granchè, ci spiace molto. Avremmo voluto ricordare una donna straordinaria, che ci ha dovuto lasciare. Benazir Bhutto. Non ce la siamo sentita di scrivere nulla, non avremmo trovato le parole. Vi rimandiamo al post che le ha dedicato il nostro amico Riccardo Gavioso della Penna che Graffia. Leggetelo qui.

Ti è piaciuto l’articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! http://oknotizie.alice.it/go_frametop.html.php?us=313002e0e93e83a1 Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

L’Italia è stanca. Protesta, si lamenta. La situazione è insostenibile, così non si può proprio andare avanti. La gente è stufa. Tutto va male, e la crisi terribile distrugge anche la meritata serenità di questi giorni di festa. Dalle Alpi alla Sicilia, è un fiorire di lamenti, rabbia, sconcerto. Siamo andati in giro per le strade, nelle piazze, negli aeroporti e nelle case dei nostri connazionali. Tutti si lamentano.
JollyViola e Rosi, stamattina in Piazza Duomo a Milano, hanno fermato un signore con i suoi figli. La maggiore, 14enne, smanettava con aria insoddisfatta sul suo cellulare super high-tech ultima generazione mentre il piccolo giocava con il suo Nintendo portatile. Si lamentavano perché non era quello che desideravano. Il padre – che aveva fatto ore di coda a Torino alle casse per comprarli, aveva la faccia davvero stanca, e borbottava.
“Cosa c’è che non va, signore?”
“Guardi, non ne posso più. E’ tutto uno schifo. Sono 3 ore che giro in cerca di una farmacia, ma è tutto chiuso, alla faccia delle liberalizzazioni…”
“Ma che Le è successo?”
“Ma, guardi, abbiamo fatto Vigilia con mia moglie al Savini. Ostriche, champagne, Orate e Branzini. Abbiamo speso 140 euro a testa. Il giorno dopo mia suocera ci ha invitato a pranzo, e giù timballi, pasticci, Barolo…Insomma, a mia moglie è venuto un attacco di dissenteria. Ci ha rovinato il Natale, lo ha passato chiusa in bagno, uno schifo guardi, veramente uno schifo!”
E se ne andato, allontanando due mendicanti che chiedevano l’elemosina e smoccolando contro Prodi e Berlusconi.
Nin@ e Biccio, invece, sono andati a Roma, all’aeroporto. Dopo aver fatto 2 ore di coda sul raccordo anulare intasato di auto in viaggio, arrivati alla zona dell’imbarco, hanno incontrato orde di gente inferocita. C’erano centinaia e centinaia di persone in fila per le carte d’imbarco, il computer, sovraccarico, era andato in tilt. Una signora in pelliccia era veramente disperata.
“Signora, che è successo?”
“Per carità, guardi, in questo paese davvero non si riesce più a vivere! Sono 3 ore che aspetto il volo che mi porterà al meritato riposo nei miei Caraibi. Solo che vede che confusione, che inefficienza? Non vedevo l’ora di rilassarmi al sole dopo mesi di fatiche tra briefing, meeting, lunches & brunches. Il mio Enzo, che mi ha regalato un bikini D&G, e non vede l’ora di vedermelo addosso, ma non lo vede che è distrutto dallo stress? Io non lo so dove andremo a finire”
“Ai Caraibi!” ha risposto pronto Enzo, con la faccia annoiata, mentre la signora lo guardava con aria di sufficienza.
Rick è finito a Cortina, voleva sciare. Dopo qualche ora in coda sulla strada, ha dovuto rinunciare oggi. Proverà domani. Gli ski-lift sono pieni come le pance di signori, signore e bambini, che  brontolano nelle code con la faccia ancora stravolta da pacchetti, tacchini, brasati e cotillon
Mister X invece, doveva andare a Firenze. Ma non ha potuto, perché c’era una coda di 15 km al casello di Firenze Sud. Dopo un ora di coda, in cui avrà fatto si e no 750 metri, al primo casello utile è uscito, mentre un uomo brontolava
“Che seccatura, vero?
“Non me ne parli, guardi…La benzina che aumenta sempre più, e uno che non può neppure andare un  giorno a vedere se in Via de’ Calzaiuoli e dintorni Gucci, Ferragamo e compagnia fanno dei saldi interessanti. Sa, la vita è sempre più cara, e mia moglie ci teneva tanto a quella borsa presentata alle ultime sfilate autunno-inverno”
Mentre diceva così, uno zingarello fermo al casello si è avvicinato, e lui lo ha cacciato in malo modo, dicendomi “In Italia non si può davvero andare avanti!”
Ora sono qui, in casa, e vedo le vedove degli operai di Torino intervistate da un Telegiornale, quelle dei carabinieri e poliziotti caduti per mano della mafia che si lamentano perchè sono state dimenticate da tutti.
Credo che le persone che abbiamo intervistato stamattina a MIlano, Firenze, Fiumicino e Cortina abbiano ragione. L’Italia è davvero mal ridotta.
Buon tutto!
Ti è piaciuto l’articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
http://oknotizie.alice.it/go_frametop.html.php?us=102002d073b24492
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Tra poche ore arriva Natale. Comunque la si pensi, laici o credenti, Gesù bambino o Babbo Natale, presepio o albero di Natale, è la festa più importante per questa fetta di terra dove ci è capitato di camminare lungo quel sentiero che chiamiamo vita. Ed è difficile scrivere qualcosa che non sia già stato detto, pensato, scritto.. Si potrebbe pensare a chi lo passerà in una mangiatoia, scaldato dal fiato di un bue o di un asinello, in qualche parte sperduta dell’Africa, o dell’Asia con poco da bere e da mangiare. Oppure a chi sta appeso a una flebo di chemio in un grande ospedale. Ma anche a chi s’incolonna nel traffico di città illuminate da migliaia di colori rappresi per cercare l’ultimo indispensabile regalo per domani. Oggi, come in tutti i giorni dell’anno, ci saranno bambini che s’affacciano alla vita, raggi di sole che illuminano la strada verso il futuro, e ci saranno persone che se ne vanno, in silenzio, come fiocchi di neve che si sciolgono nel pallido sole d’inverno. Ci sarà chi grida per un bacio non dato, chi aspetta un regalo da qualcuno che non arriverà, chi s’annoierà ad un cenone strafatto di cibo ma senza l’amore. E ci saranno quelli che lo passeranno tranquilli e sereni, senza pretendere altro che una banale carezza da chi vuole loro bene. Sono proprio occasioni in cui si rischia di essere banali. Per fortuna, ci soccorrono i grandi del passato. E tra le più grandi interpretazioni di questo giorno che sta per arrivare c’è il Natale in casa Cupiello di Eduardo de Filippo. Ecco, sembra di stare in quella casa, dove gente che sta assieme da anni non ha più nulla da dirsi, dove tutto è sommerso dalle ipocriti apparenze, e i sentimenti veri restano sempre sullo sfondo, come dentro a un presepe, troppe volte nascosti sotto il tappeto di storie di piccoli uomini e donne. Una casa, grande, immensa, quasi una città, una nazione, un continente, dove ognuno prova a sfuggire la realtà costruendosi un mondo candido, di pace e di armonia artificiali, in cui rifugiarsi anche se solo per poche ore. Senza la voglia di guardare davvero cosa accade nelle proprie famiglie e nel mondo intorno a noi. Fuggire in un mondo di apparente serenità, che forse esiste solo nella mente dei Luca Cupiello. Sembra di stare lì dentro, mentre gli eventi della commedia scorrono sotto i nostri occhi, in quella casa umile in cui la dignità ha lasciato piano piano il posto ad una sottile amarezza. In cui l’unica luce è quella delle stelle di natale. Triste? Forse sì, ma forse anche no. Dipende da noi. Eduardo, nelle note a margine del copione ha scritto una frase che ci piace ricordare: "La realtà dei fatti ha piegato come un giunco il provato fisico di Luca Cupiello che per anni aveva vissuto nell’ingenuo candore della sua ignoranza. Egli è andato a cercare fra le immote e rassicuranti figure dei pastori del presepe quella pace che aveva tanto agognato". Ecco, oggi ricordiamo i tanti Luca Cupiello nascosti in ognuno di noi. E sarebbe bello – anche solo per il tempo di un post – che quell’ingenuo candore si facesse strada tra pacchi, pacchetti, cenoni, dolci, auguri, sorrisi veri e falsi. E che fossimo tutti veramente d’accordo nel pensare che sarà davvero un Buon Natale il giorno che sarà davvero Natale in tutte le case Cupiello, per tutti coloro che, in Europa, in Africa, in Asia e ovunque nel mondo, si trovano a passare per un attimo breve come un sorriso, in questo pazzo mondo, pieno di tante meraviglie e di tante cose da cambiare. Perché cosi com’è, a me, O’ presepe nun me piace!
Buon tutto!

E’ sempre on line su Comicomix una nuova avventura, ispirata al Natale, della nostra serie a fumetti Venti. Se vi va, naturalmente…
Ti è piaciuto l’articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
http://oknotizie.alice.it/go_frametop.html.php?us=39b00259cab198ac
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Mi chiamo Luca, e ho 7 anni. Vivo nella mia città con mamma, papà, la mia sorellina Giada e il mio fratello Marco. La nostra vita è sempre stata tranquilla. La mattina a scuola, mentre papà e mamma vanno al lavoro. Poi a casa, il pomeriggio i compiti, poi o si va a nuoto o un po’ in giro, per compere. Io e Marco andiamo nella stessa scuola, lui ha due anni più di me. Spesso giochiamo insieme, ogni tanto si litiga un po’, ma poi si fa pace. Lui è sempre stato allegro, mi fa tanto ridere.Ha una bella voce, e gli piace tanto cantare. Soprattutto Eminem, i Green day, e Caparezza. Strani cantanti che a lui piacciono tanto, non so perché…Un po’ di tempo fa Marco è diventato strano. Sempre triste, non ha mai voglia di giocare. A volte anche aggressivo. E ha smesso di cantare. E’ successo a partire da un giorno che è rimasto chiuso per un po’ nell’appartamento di Mario, un signore che abita al terzo piano, che è sempre tanto gentile, riempiendoci di caramelle, sorrisi e qualche carezza. Spesso lo si incontrava giù al parco. E’ stato quella volta che quando siamo risaliti per tornare a casa lui ci ha fermato sulle scale, e ci ha chiesto di salire a casa sua, che aveva un bel giocattolo da farci vedere. Io avevo da fare, la maestra ci aveva dato un tema, e poi c’è sempre stato negli occhi di Mario qualcosa che non sono riuscito a capire, e che non mi piace. Ma Marco non se ne cura, Marco è forte, è coraggioso, è il mio fratello maggiore. E da allora, ogni volta che incontriamo Mario, abbassa gli occhi e mi dice “Corri a casa!” e io non capisco perché, ma in quel momento sembra che sia arrabbiato con me…Chissà, forse hanno un loro segreto, qualche magnifico gioco che Marco non mi vuole far sapere che cos’è. Non è che sarà stato invidioso di me? A tavola, a volte, mamma e papà gli hanno chiesto cosa è successo, che cosa c’è che non va. Anche le maestre hanno detto che a scuola non sembra più lo stesso. Disattento, svogliato. Mamma gli ha fatto delle strane domande, ma Marco è sempre rimasto in silenzio e con gli occhi spenti. Papà ha detto che sembra un usignolo a cui hanno spento la voce, come una bambola rotta senza parole, accantucciata in un angolo buio dell’armadio. Ogni tanto, di notte, l’ho sentito piangere. E, una sera che ci avevano messo a letto ma io – non so perché – non avevo sonno, ho sentito mamma e papà discutere ad alta voce. Mamma piangeva, e diceva qualcosa di brutto che non ho ben capito. Ho capito solo che ce l’aveva con Mario. Dopo qualche giorno, ricordo che Marco aveva ormai quasi smesso di mangiare, sono venuti dei signori vestiti da poliziotti, e hanno fatto un sacco di domande in giro. E poi sono entrati in casa di Mario, hanno portato via il suo computer e un sacco di altra roba. E poi, hanno portato via anche Mario. Ma non è stato via a lungo: dopo qualche settimana, è tornato a casa. Papà e mamma non lo salutano più, e non ci lasciano più uscire da soli nel parco. Mamma spesso piange di rabbia, la sento dire che non è possibile che non si creda alla parola di un bambino mentre un maiale gira indisturbato. Io non ho mai visto maiali in giro, a parte una volta in campagna. Chissà che vuol dire…..

Ora è passato un altro po’ di tempo. Siamo andati a vivere in un’altra città. Una nuova scuola, un’altra piscina, altri negozi. Di nuovo c’è che Marco va spesso con mamma da un signore simpatico e da un bella ragazza. Papà dice che sono due bravi dottori. Devono davvero essere bravi, perchè Marco da qualche tempo ha ricominciato a mangiare, anche se è ancora molto magro. La notte riesce a dormire quasi sempre, e ogni tanto s’affaccia alla finestra, i suoi occhi s’illuminano e, sfiorando le fronde degli alberi, accennano il sorriso di allora, in quel tempo che adesso forse non mi sembra più così lontano. Ieri sera, a tavola, ha anche canticchiato una di quelle canzoni che gli piacevano tanto. Fuori dal Tunnel. E, non so perché,  mamma lo ha abbracciato, papà si è commosso, lo so come fa quando inizia a tossire e si volta per non farsi vedere. Forse chissà, uno di questi giorni, se non è troppo freddo, chissà, andremo a giocare nel parco qui fuori. Magari ci sarà pure un usignolo. Ma niente bambole. Solo bambini.
Buon tutto!

Comicomix aderisce incondizionatamente e senza riserve alla campagna lanciata da Psiche & Soma per informare e sensibilizzare quante più persone possibile al tema degli abusi sessuali verso i bambini. Vi chiediamo di aderire all’iniziativa, secondo le modalità indicate in questo post e di inserire il banner da questo post.
Perché la voce di Marco non venga più spenta. Perché la voce di Marco non venga mai spenta. Perché la voce di un bambino non sia mai spenta. Perché quando incontri gli occhi di un bambino, il mondo s’illumina dei suoi colori più belli.
I bambini non sono bambole. Lasciateli liberi. Lasciateli stare.

On line su Comicomix una nuova avventura, ispirata al Natale, della nostra serie a fumetti Venti. Se vi va, naturalmente…

Ti è piaciuto l’articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! http://oknotizie.alice.it/go_frametop.html.php?us=11910248b96b07f8 Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

In Italia accadono cose veramente vergognose.. Delitti, soprusi, le puntate di Porta a Porta, insomma cose indegne di un paese civile e moderno. Ma questa che vi raccontiamo è addirittura raccapricciante. Un’ingiustizia così grande che non si riesce quasi a crederci. Una cosa talmente grave che tutti i partiti, senza nessuna eccezione, destra e sinistra, dimenticano le divergenze su sicurezza, welfare, tasse, e si ritrovano uniti nella lotta, come figli di…scusate, contro questa vergogna. La vera, unica, grande emergenza nazionale. La rivolta che vede uniti tutti i partiti parte dal Consiglio Comunale di Roma, dove tutti i Consiglieri hanno lanciato un’iniziativa per protestare contro una norma della Finanziaria di Prodi e Padoa Schioppa. Non perché destina poche risorse per la ricerca scientifica, non diciamo sciocchezze, ci vuole ben altro per sollevare l’indignazione popolare. E neppure perche non prevede soldi sufficienti alla prevenzione degli incidenti sul lavoro. In Italia accade di peggio. La causa non è neppure la carenza di fondi per il welfare, o la mancata lotta contro la precarietà, e neppure perchè non si fa abbastanza per le strade e per le ferrovie. I Consiglieri comunali di Roma non hanno tempo da perdere con queste sciocchezze. Il motivo di quest’indignazione è che la Legge Finanziaria in corso di approvazione prevede un taglio ai compensi percepiti dei Consiglieri Comunali. Da gennaio 2008 i Consiglieri della città eterna, prenderanno appena 1.700 euro al mese, contro il 2.100 finora previsti. I Consiglieri municipali, invece, scenderanno dagli attuali 910 euro alla misera cifra di 740. La cosa più vergognosa, come ha dichiarato a La Repubblica Pino Battaglia, capogruppo del partito Democratico in Consiglio comunale, è che “Stiamo parlando di gettoni di presenza, non di uno stipendio. Significa che ad agosto, o se uno si ammala e non può partecipare alle sedute, quella somma si dimezza o si annulla!” Poverini questi Consiglieri. Pino Battaglia è modesto e non lo vuole dire, ma non hanno nemmeno previsto la cassa mutua! Ma vi rendete conto dell’immensa tragedia? Il cuore generoso degli italiani non può restare insensibile al grido di dolore che si leva dalle aule dei Municipi, dei Consigli comunali, delle Circoscrizioni. Ed ecco che gli operai della Acciaierie di Torino, appena prima di finire arrostiti dopo 10 ore di turno, hanno immediatamente versato una lacrima sul povero Pino Battaglia e sul suo collega di AN, Marco Marsilio, indignato perché con questa riduzione di compensi “Occuparsi dei cittadini diventerà un mestiere da ricchi”. E i precari che lavorano nei call center hanno urlato la loro rabbia per il sopruso fatto ai Consiglieri comunali, sfruttati e senza alcun diritto. I braccianti del Casertano e gli edili di Borgo a Buggiano si strappavano le vesti per l’indignazione. C’è stato un bambino di Pescara che ha fatto gioiosamente notare che per un Consigliere Comunale non è proibito di lavorare,  e che quindi, a parte le sedute (che comunque, gli vengono retribuite e che non impegnano 24 ore al giorno) può fare quello che fanno milioni di suoi concittadini. La mamma ha subito rimproverato quel bambino impertinente. dicendogli che se non impara a rispettare chi lavora sodo, potrebbe ritrovarsi un giorno a fare il Consigliere comunale. Noi siamo così addolorati per l’incresciosa vicenda, per il torto subito, che vogliamo aiutare gli sfortunati consiglieri comunali di Roma e di tutta Italia, così vigliaccamente colpiti in ciò in cui credono con tanta passione. Non possiamo vederli con le facce tristi e devastate dal dolore. E abbiamo deciso di lanciare la campagna “ADOTTA UN CONSIGLIERE”. Chiunque può aderire. E’ semplice. Chiunque lo vuole scelga semplicemente un Consigliere comunale della propria città. Lo fermi, lo coccoli, lo riempia di buone parole, pacche sulle spalle (non picchiate troppo forte, potreste farvi male) carezze, strette di mano. E poi, baci e sorrisi. Tanti sorrisi. Insomma, quello che fanno di solito i politici nelle occasioni di circostanza, ad esempio al funerale di un operaio morto sul lavoro. Vedrete che il viso rabbuiato e triste dei rappresentanti comunali, s’illuminerà d’immenso.
Buon tutto!
Se volete aderire alla campagna scrivetelo nei vostri commenti.
Alla fine invieremo una mail a tutti i Consiglieri comunali della Capitale, per far sapere loro quanto siamo vicini al loro dramma. E se il post vi è piaciuto, potete votarlo ciccando su OK nella finestra qui sotto. Grazie!
Ti è piaciuto l’articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! http://oknotizie.alice.it/go_frametop.html.php?us=39a0009065b50ad2 Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Ci sono giornate  in cui mentre passeggi per le strade gelate e il cielo ti spruzza in faccia la neve, ti viene in mente una canzone di Giorgio Gaber, “Io non mi sento italiano”. Per esempio succede quando leggi che il TAR del Lazio ha giudicato illegittima la revoca dell’incarico di Comandante della Guardia di Finanza al generale Roberto Speciale. Il TAR del Lazio dice che c’è stato un eccesso di potere, perché il Governo non ha motivato il provvedimento di revoca dell’incarico, tenendo per di più un atteggiamento contraddittorio. Dice il TAR del Lazio nella sua sentenza che “L’eccesso di potere si può dedurre dal fatto che il Governo prima ha proposto il Generale Speciale alla nomina ad altissimo incarico giudiziario (per la precisione, presso la Corte dei Conti) e immediatamente dopo lo ha rimosso dall’incarico di comandante della Guardia di Finanza per ragioni di seria se non grave inidoneità al posto”. Cosa c’è che ti fa sentire il freddo nelle ossa più pungente, nel leggere questa sentenza? Il TAR ha sbagliato? No, il TAR ha ragione: Il generale Speciale non doveva essere rimosso dall’incarico senza motivazione, e soprattutto non si capisce perché rimuoverlo dall’incarico perché “non idoneo al suo compito” e al tempo stesso proporgli un incarico ben più importante. Il TAR ha ragione, ha agito secondo la legge. Ma Roberto Speciale forse non ha ragione,  perché di motivi per rimuoverlo sembra ce ne fossero, eccome. Lo dice sempre la sentenza del TAR, quando afferma che “….I documenti forniti dal Ministero potrebbero configurare un’inidoneità di Speciale agli uffici del grado” Quindi, secondo il TAR del Lazio, forse il nostro Roberto Speciale non è quel generale integerrimo dalla schiena dritta che dice di essere. Infatti sul suo capo pendono un accusa di Peculato del Tribunale militare e un indagine per danno erariale della Corte dei Conti. Il Generale, come molti sapranno, ha un vizietto speciale. Gli piace volare. E allora pensi che anche a te piace volare: con le ali della fantasia, o con gli aerei di linea, magari low cost, per risparmiare. Ma il Generale aveva un mezzo davvero Speciale: l’elicottero della Guardia di Finanza. Che usava come un auto di servizio. Secondo i piani di volo della Finanza, l’integerrimo  onesto generale ha usato l’elicottero anche per viaggi tipo Roma-Ostia (38 Km) Roma – Pratica di mare (32 km) e Palermo – Corleone (59 km). E tu stai lì, rimirando le colline bianche di neve, e pensi che per queste siderali distanze poteva bastare l’auto di servizio. Per te, che sei un comune mortale. Ma per un Generale “Speciale”  le cose, evidentemente, cambiano. Vuoi mettere la libidine di viaggiare a spese del contribuente che nel frattempo è in coda sul Raccordo Anulare? E mentre un vento gelido spazza le colline, ti resta l’amarezza di vedere un uomo su cui pendono accuse gravi – se verranno provate – di comportamento indegno di un servitore dello Stato, al quale un Tribunale del tuo paese dà ragione perché (è la legge) un provvedimento di rimozione da un incarico va motivato. E chi doveva motivarlo ha scelto di non farlo, chissà per quali motivi (stupidità, superficialità, ricatti?). Ma quello che ti fa sentire ancora più freddo, quello che ti inumidisce anche gli occhi, non è la tramontana che soffia forte per strada; ma è l’amore per il tuo paese, per l’onestà e per la giustizia, mentre leggi che ora questo signore strepita di voler essere reintegrato al suo posto, anche se sa che non è possibile – lo dicono i suoi avvocati – perché nel frattempo è andato in pensione (quindi, non può essere reintegrato al lavoro). E pensi che forse dovrebbe essere davvero impossibile rivederlo a capo della Finanza, perché l’incarico di Comandante della Guardia di Finanza è un incarico di grande fiducia, ed è difficile avere fiducia in un tale su cui pendono accuse gravi; pensi anche che sarebbe davvero buffo vedere il comandante della Finanza reintegrato da un tribunale italiano ed essere contemporaneamente processato e magari condannato per peculato e danno erariale da un altro tribunale italiano. Lui invece, mentre in molti gli danno pure ragione, si può permettere di dire che se fosse stato un mascalzone, se ne sarebbe andato da solo. E tu, che non hai mai rubato neppure una mela al supermercato, o un grappolo d’uva a un contadino, pensi che in questo magnifico paese il cortocircuito tra ciò che giusto e ciò che è legittimo (o legale) per un tribunale è arrivato forse a un punto di non ritorno. E mentre sorridi, per strada, alla gente che passa, o sul web a chi capita dalle tue parti per caso, il freddo diventa sempre più forte. E mentre le luci colorate di Natale ti distolgono dalle tue riflessioni, oggi, in questa giornata fredda di dicembre, fai davvero un po’ fatica a sentirti italiano.
Buon tutto!

Un ringraziamento va all’amico Penna che graffia, per la collaborazione e per l’amicizia e la stima davvero commoventi che sempre ci riserva

Ti è piaciuto l’articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
http://oknotizie.alice.it/go_frametop.html.php?us=18900099af95eb56
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Caro Mr. Bush, gentile Presidente degli USA. Le scrivo, dal mio umile punto di osservazione del mondo per farle i miei auguri di Natale. Le confesso di trovarla cordialmente antipatico. E di aver sempre pensato che Lei non fosse degno di essere il capo della nazione dei miei sogni di bambino, quella della dichiarazione d’indipendenza , dei diritti civili, di Luther King, di Woodstock. Perché, ad esempio, penso che la Guerra in Iraq sia stata un fallimento. A parte il fastidioso dettaglio dei danni collaterali (si chiamano così le migliaia di civili iracheni morti di cui non importa assolutamente niente a nessuno, giusto?) questa guerra ha aumentato l’odio verso gli Usa e l’Occidente, ha fatto proliferare il terrorismo internazionale e ha provocato la morte di quasi 4 mila soldati americani (dati aggiornati alla fine di novembre 2007). Insomma, l’ho sempre creduta un incapace, un figlio di papà messo in un posto troppo grande per lui, fondamentalmente manovrato dalle lobby del petrolio e dell’industria militare. Oggi Le devo chiedere scusa, mi ero sbagliato. Infatti, ieri, leggendo il mio aggregatore di notizie preferito ho letto una cosa che mi ha fatto cambiare idea. Come si dice, “solo i cretini non cambiano mai idea!”  Non so Lei che ne pensa, ma io, da cretino non vorrei proprio passarci. La notizia, curiosamente, ha avuto pochissima eco sui mezzi d’informazione italiani. Frutto, questo, senza dubbio, della campagna denigratoria orchestrata della forze del male contro di lei e il suo governo. Forse i mezzi d’informazione italiani  hanno paura che in tanti si rendano conto di che razza è veramente fatto il Presidente degli USA, di quanto egli rappresenti quei valori di libertà, giustizia, equità, amore per il prossimo che sono il fondamento della nazione americana e i valori essenziali del nostro modo di vivere “occidentale” Ma io, invece, voglio  far sapere ai miei 36 piccoli lettori che Lei, Mr. Bush, è un Presidente dall’animo sensibile, e ha voluto far risparmiare al contribuente americano l’ennesimo ingiustificato prelievo fiscale. Infatti Lei, dopo aver chiesto agli americani 150 miliardi di dollari per il finanziamento della guerra in Iraq, si è opposto (per la seconda volta in poche settimane) ad una legge che prevede, per una spesa di 35 miliardi di dollari in 5 anni, l’estensione del programma di assistenza sanitaria gratis per i tutti i bambini poveri degli USA. La notizia è stata invece ampiamente trattata (chissà perché?) dai mezzi d’informazione USA, e con un po’ di pazienza ho letto – grazie alle poche nozioni di inglese – le fonti provenienti dal suo paese e ho capito le profonde ragioni che l’hanno spinta a bloccare di nuovo questa legge votata da un ampia maggioranza del parlamento americano, e anche da diversi esponenti del suo partito. Lei lo ha fatto perché – sono Sue parole – questa legge porterebbe il sistema sanitario americano nella direzione sbagliata. Insomma, Lei dice di aver difeso i valori della sua nazione, come Suo preciso dovere. Questo programma aggiuntivo avrebbe portato ad un’ulteriore estensione dei programmi di assistenza sanitaria gratuita alla popolazione povera  degli USA.  Come molti sapranno, in USA la tutela della salute non è garantita dallo stato, come in Europa, e 43 milioni di americani sono senza assistenza sanitaria, tra cui 10 milioni di bambini (il 9% dei bimbi USA); se prendiamo le statistiche di morbilità e mortalità, di questi 10 milioni di bimbi, nei prossimi anni 20 mila si ammaleranno, ad esempio, di tumore (e moriranno, in assenza di cure). Ma questa enorme spesa aggiuntiva non poteva essere sostenuta. Ci sono tante cose da fare. L’Iran, l’Afghanistan, l’Iraq, forse anche la Repubblica di San Marino, chissà, la lista degli “stati canaglia” è sempre più lunga, le minacce per la nostra civiltà crescono di giorno in giorno. Lei ha motivato il suo veto anche in opposizione alla scelta del parlamento di coprire parte delle spese per la sanità per i bambini poveri con un aumento della tassa sulle sigarette, sul tabacco. Sembra di vedere Lei, pensoso nello studio ovale, mentre pone il suo veto per questa clamorosa violazione della libertà individuale, e sorride compiaciuto per aver difeso così strenuamente i valori basilari della civiltà. Il Parlamento americano ha infatti comunicato che non ripresenterà una terza volta la legge. A questo punto sarebbe inutile. Per questo, assieme ai 10 milioni di bambini poveri americani, le auguriamo un sereno Natale. E si vergogni, se ne è ancora capace.
Buon tutto!

Se questo post ti piace, votalo. Basta andare QUI e cliccare OK

Uno spettro si aggira per l’Europa.Le libertà fondamentali che ci siamo faticosamente conquistati potrebbero essere cancellate. I cosacchi potrebbero entrare in San Pietro, i lanzichenecchi potrebbero arrivare alle porte di Milano, i Borboni tornerebbero a Napoli. La colpa di tutto questo? Di quei bolscevichi dell’ Unione. No, non i comunisti come Prodi, Rutelli e Padoa Schioppa (volevamo scrivere anche il nome di D’Alema, ma ci ha fatto sapere che ci avrebbe querelato per l’offesa e abbiamo preferito rinunciare…). Quelli di Bruxelles L’Unione Europea. La Commissione europea ha infatti proposto l’apertura di una “procedura di infrazione” contro la legge sull’assetto televisivo dell’Italia, quella scritta dall’ex ministro Gasparri, sotto l’amorevole e disinteressata dettatura di Silvio Berlusconi. Secondo quei dannati comunisti dell’Unione (europea) la nostra legge non rispetterebbe la direttiva “Tv senza frontiere”. Gli spot pubblicitari sono troppo frequenti: più di 12 minuti in un ora di trasmissione, con intervalli di meno di 20 minuti tra un blocco pubblicitario e l’altro. E poi, dicono a Bruxelles, contrariamente a quanto prevede la norma europea, non vengono considerati come pubblicità quei simpatici siparietti delle televendite e le autopromozioni dei propri programmi. Insomma, facendo due calcoli, in Italia circa 25 minuti in un ora di trasmissione sono occupati dalla pubblicità. Se la procedura finirà con una condanna all’Italia, il Governo dovrà pagare una salatissima multa, oppure approvare una nuova legge, più  rispettosa delle norme adottate in USA e in Europa. Si potrebbe, ad esempio, approvare il disegno di legge Gentiloni che, per qualche oscuro motivo, giace sepolto in qualche scaffale del Senato, sommerso da una valanga di emendamenti proposti (ma guarda il caso) da Forza Italia. Come osservano molti senatori e deputati, che si preoccupano sempre del nostro bene, quella legge non va bene, sarebbe un attentato alla nostra libertà di romperci le palle guardando la pubblicità. Per questo, contro questo provvedimento liberticida sono già partite manifestazioni spontanee di migliaia (migliaia, anzi milioni, anzi miliardi!!!) di onesti cittadini. Nelle case si stanno consumando dei veri e propri drammi: casalinghe disperate all’idea di non poter più vedere le telepromozioni di Antonella Clerici o di Mike Bongiorno, signori inviperiti al pensiero di perdersi quei distensivi spot che interrompono la visione del rigore decisivo della finale di Coppa campioni. Per fortuna, le forze del bene si stanno organizzando. Renato Schifani ed Elisabetta Gardini, si sono incatenati davanti a Palazzo Chigi, chiedendo l’intervento del Governo perché non cambi la legge e – se quei maledetti insistono – dichiari guerra a Bruxelles, o almeno al principato del Liechtestein. Emilio Fede ha lanciato dal suo Tg4 (un attimo primo di mandare uno spot sui cetriolini, comunque più informativo di una sua notizia) una petizione per far uscire l’Italia dalla Ue, dalla Nato e anche dal consesso dei paesi civili. L’ex ministro Gasparri, raggiunto per un commento, ha puntato il dito contro i responsabili di questa situazione: la legge che (per motivi non ancora chiariti) porta il suo nome è infatti un vergognoso regalo fatto dal Governo a Berlusconi, quindi è tutta colpa di Prodi e dei comunisti, con cui tra l’altro ormai Berlusconi è pappa e ciccia, un vero compagno (oops..) di merende, mangia i bambini assieme a Veltroni tutte i pomeriggi. Ma il prode Gasparri ha assicurato che si batterà con tutte le sue forze per far abrogare questa legge vergognosa (la sua), fatta – dice sempre Gasparri – ad esclusivo beneficio di un cittadino e che ora verrà fatta pagare a tutti i contribuenti italiani. Si perché se non si cambia la legge la multa sarà pagata con una nuova tassa che si potrebbe chiamare “Tassa Tv”, o “Tassa Spot”, o “Imposta conflitto d’interessi” o, più semplicemente, “Tassa Berlusconi”. Sulla scelta del nome si potrebbero fare le primarie. Le organizzerebbero Bondi e Cicchitto, al grido di “La pubblicità val bene una tassa”. E, siccome le disgrazie non vengono mai da sole, per giunta ci dovremo rassegnare anche a rinunciare a un po’ di pubblicità in tv! Già vediamo la gente disperata in lacrime. Le crisi di astinenza potrebbero provocare terribili controindicazioni. L’idea di assistere ad un bel film senza interruzioni pubblicitarie fa già venire l’orticaria a più di un marketing manager. La vita, a volte, è davvero ingiusta.
Buon tutto!

Se questo post ti piace, votalo. Basta andare QUI e cliccare OK

Mentre sonnecchiavo sul divano dopo l’abbondante pranzo della domenica, cullato dal fuoco scoppiettante del caminetto, il mio televisore si è acceso da solo. Lo squillo di tromba dell’edizione straordinaria del Tg mi ha fatto sobbalzare. Lo speaker, visibilmente eccitato, parlava di folle oceaniche che stavano riempiendo le piazze di tutta Italia, con centinaia di chilometri di auto disciplinatamente in coda sulle tangenziali e le autostrade. L’orgia natalizia per l’acquisto dei regali, diventata uno scoop sensazionale? Silvio Berlusconi alle prese con un’altra raccolta di firme per la nuova formazione politica, di cui ha scelto democraticamente il nome nella notte, chiamandola il Partito Viola (perfetto, secondo numerosi esperti di marketing, per prendere almeno il 65% dei voti)? M’interrogavo stiracchiandomi sul divano, attendendo una spiegazione dal Tg, ma gli inviati speciali ai caselli e nelle piazze continuavano a descrivere le file di gente, le acconciature delle signore, borbottii di mariti e fidanzati. Il mistero è stato infine svelato. La gente era in fila, sobbarcandosi ore di attesa, grazie ad un’iniziativa portata avanti da 52 donne, parlamentari di sinistra e di destra. Una campagna contro le vergognose cifre della violenza sulle donne? Di più. Un’iniziativa di legge per contrastare il fenomeno della discriminazione femminile in politica, nel lavoro, nelle famiglie? Meglio. Le 52 parlamentari hanno posato per un calendario, Antidive 2008. 32 esponenti del centrosinistra e 20 esponenti del centrodestra, tutte assieme, per una meritoria iniziativa in sostegno dell’ Associazione per la Ricerca su Cancro: 122 pagine, in cui si possono ammirare le nostre onorevoli, conoscere i loro gusti musicali, i loro libri preferiti, sfogliare il loro album di famiglia (il primo giorno di scuola e, per le più audaci, forse anche il primo bacio). La grandiosa idea, che ha avuto il plauso anche delle più alte cariche istituzionali (Presidente della Repubblica, Presidente della Camera, Presidente del Senato), è degnissima: la ricerca contro il cancro è importantissima, e nessuno più di noi ne è consapevole. Ma la gente in fila, purtroppo, è stata presto delusa. Le diecimila copie di tiratura previste non verranno infatti vendute al pubblico. Per mitigare la grande delusione che si diffondeva tra la folla, alcuni inservienti spiegavano che i calendari verranno distribuiti nelle istituzioni (Comuni, Province, Ministeri, Ambasciate, in Parlamento, e anche – udite udite – in Vaticano!) e quindi comunque “pagati” dai contribuenti. E il popolo, pur se privato dall’onore di poter ammirare le signore Santanchè, Carlucci, Bertolini e Chiaromonte ogni settimana per casa potrà comunque recarsi in appositi uffici pubblici e – dopo una regolare fila di due ore, sbirciare le canzoni preferite, le foto delle onorevoli da bambine ed essere così completamente soddisfatto. Qualcuno – subito zittito dagli inviati speciali dei TG –  faceva notare che, forse, sarebbe stato sufficiente che le 52 deputate e senatrici avessero presentato una bella iniziativa di legge per incrementare i ridicoli fondi destinati alla ricerca in Italia, magari accompagnata anch’essa dal plauso delle 3 alte cariche dello Stato, e magari anche approvata rapidamente all’unanimità dal Parlamento subito prima di Natale. Ma questo, ha fatto notare simpaticamente un altro signore a cui è stato immediatamente tolto l’audio (perché davvero disfattista), avrebbe potuto essere interpretato come un tentativo di fare politica, mentre in Italia di politica i politici non si occupano, hanno troppe cose da fare. Per consolare tutti della cocente delusione di non poter avere nelle proprie case  il calendario, è stato anticipato che a marzo saranno gli onorevoli uomini a darsi da fare: sfileranno in passerella. Succederà in prossimità dell’8 marzo 2008, alla seconda edizione dell’evento “All beautiful women”. Sfileranno tra gli altri il geniale Paolo Cento, il bellissimo Daniele Capezzone (uno, dieci, cento Capezzone…ai mercati generali!) e soprattutto Ignazio La Russa. Sfileranno indossando gli abiti di tre famosi stilisti. I fondi raccolti andranno a Telefono Rosa e Telefono Azzurro. La politica (Che bestemmia! Che turpiloquio! Per favore, amici de La7, censurateci!!) in favore dell’infanzia, aspetterà.
Buon tutto!

Se questo post ti piace, votalo. Basta andare QUI e cliccare OK

Venerdì siamo andati alla Fiera Più libri più Liberi per questa inizativa. Siccome alcuni amici ci hanno chiesto di far  sapere loro com’è andata, possono andare qui oppure qui. Grazie a tutti!

Regala un sorriso

Associazione per la lotta al Neuroblastoma

Scarabocchiamo anche su…

Archivi

Abbiamo vinto il z-blog awards 2007

Un sorriso lungo un anno

In ricordo di Libero 83