“E una mattina mi son svegliato e non ho trovato più il color” canta da qualche giorno JollyViola, la coloratrice ufficiale dei Comicomix. Tiene sul tavolo una vecchia storia di Lupo Alberto, del grande Silver (che si intitola “Il proprietario dei Colori”). Dice che è profetica, come sanno esserlo solo quei pazzi dei fumetti. Stavo per telefonare alla neurodeliri, ma lei mi ha spiegato che si tratta, invece, di una storia molto seria. Due grandi aziende, la Deutsche Telekom e la Red Bull, hanno brevettato dei colori. Per la precisione, il Rosso Magenta e il Blu Silver. Purtroppo però, contro questa grande passo dell’umanità verso un mondo a intelligenza zero, si è messa di traverso l’Unione europea, con i suoi funzionari poco colorati e molto cattivi – sempre pronti a limitare la libertà e lo spirito d’iniziativa dei cittadini e delle imprese – che sostengono che il Regolamento Ue sui marchi registrati permette di registrare e di brevettare un sacco di cose, ma i colori proprio no. E meno male che c’è una legge, altrimenti, in un aula di tribunale (di questi tempi usare la parola Giustizia sembra eccessivo) la ragione sarebbe andata certamente alle due aziende. Che però sono agguerritissime e  hanno avviato – accompagnate da una schiera di avvocati, avvocatoni e azzeccagarbugli vari  – una furibonda battaglia legale per difendere i loro “legittimi” interessi. Sostengono che il colore è parte integrante del loro marchio, e non ne possono fare a meno. E nessuna legge, dicono loro, in realtà vieta esplicitamente di brevettare un colore. L’amministratore delegato della Deutsche Telekom ha detto: “Il colore è mio e lo gestisco io”, proibendo a tutti i tedeschi di usarlo (anche nell’intimità delle loro case: le mutandine sexy hanno avuto un crollo delle vendite). E sono già nate associazioni carbonare che urlano “Liberate il magenta”. Il Presidente della Red Bull, invece, vuole citare per danni Rino Gaetano e Domenico Modugno, perché hanno utilizzato, senza pagare le dovute royalities, il blu nelle loro canzoni. Nessuno osa spiegargli che non si può fare causa ad una persona deceduta, anche perché, in fondo in fondo, non c’è nessuna legge che esplicitamente lo vieta. Mentre il mondo attende attonito l’esito di questa battaglia legale, moltissimi altri sono sul piede di guerra. Carlo Lucarelli ha pronta la domanda di brevetto per il “Blu Notte”, Carlo Verdone si sta muovendo per ottenere le royalties per il Bianco e il Rosso (il verdone lo possiede già, dalla nascita). E poi, se passa il principio, sono in fiduciosa attesa anche gli avvocati di Giorgio Armani, che vogliono far valere i sacrosanti diritti di proprietà del loro assistito sull’Acqua (che tutti sanno essere di Giò) e quelli della compagnia di bandiera francese, che reclamano a gran voce i diritti sull’Aria (non fate finta di non sapere che esiste l’Air France, bricconcelli!). Gli eredi di Dostoevskij, già pronti per far causa al mondo intero per il possesso dell’idiozia (hanno calcolato che in diritti d’autore guadagnerebbero più soldi di Bill Gates e Steve Jobs messi insieme), sono stati sconsigliati dall’avvocato, che gli ha fatto notare come quella sia parte integrante del DNA di un sacco di gente, e lì non ci sarebbe proprio niente da fare. Vedremo come va a finire, la guerra legale è appena agli inizi. Entrambe le aziende, se riusciranno a spuntarla con l’Unione Europea, hanno già annunciato l’intenzione di fare causa anche a Madre Natura, a Dio, Allah, Buddha, Confucio e anche a Giove. Queste screanzate divinità che (senza rispetto per la proprietà di queste aziende), inopinatamente, dalla notte dei tempi, continuano ad usare quei colori per i crepuscoli, le rose, il cielo, e i laghi di montagna.
Buon tutto!

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