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Ieri ci siamo immersi in una delle cose che amiamo di più. Siamo andati ad un convegno. I convegni sono luoghi dell’anima. In alcuni – rai – casi una straordinaria occasione di crescita personale. Ma, molto, molto più spesso, il posto peggiore in cui perdere tempo. Noi ci andiamo per lavoro. Sì, per lavoro. Perché è in queste occasioni che buon parte degli esseri umani esprime il meglio di sé, e noi riusciamo a ricavare buona parte del materiale che poi utilizziamo in questi piccoli scarabocchi. Diciamocelo francamente: se i convegni, le conferenze stampa e questo mondo di varia umanità che popola il nostro quotidiano non ci fosse, bisognerebbe inventarlo! Ieri poi, c’era un parterre ineguagliabile. Un ministro, molti amministratori locali, due famosissimi imprenditori, un pezzo grosso di Confindustria e un leader sindacale. Una platea talmente ricca che ci ha dato spunti per almeno 10 settimane! Alcune perle di saggezza le teniamo per noi, altre verranno fuori alla chetichella, giorno dopo giorno. Ma altre non riusciamo davvero a non condividerle, subito. Considerazioni profondissime, e significative. Che cambiano il senso del nostro esistere. E’ stato detto, tra l’altro che “Non c’è più la mezza stagione” (e, infatti, ieri a Roma pioveva a dirotto, ci siamo bagnati come pulcini ed oggi abbiamo la tosse…), che “I giovani vogliono un mondo migliore” di fronte ad un pubblico attento, che prendeva appunti in rigorosissimo silenzio. Quando uno dei dotti relatori ha brillantemente affermato che “Di mamma c’è né una sola!” sono piovuti applausi scroscianti per oltre 10 minuti. Un vero trionfo. Il convegno, che si occupava di economia, impresa, efficienza, progresso scientifico e tecnico, innovazione, formazione professionale, ha avuto qualche momento di panico quando è stato detto da un relatore che “I periti sono scomparsi” (e qui moltissimi hanno fatto un gesto di scongiuro un po’ volgarotto). Ma la sala è piombata in un silenzio assorto, denso di fertili pensieri, quando nell’intervento conclusivo è stato spiegato con chiarezza e con esempi pratici che “Uno dei requisiti indispensabili per un incremento di produttività dipende dall’azione tempestiva e soprattutto dalla puntualità”. Un’affermazione davvero storica. E infatti, il convegno era iniziato con due ore di ritardo.
Buon tutto!

Ieri mattina a Brescello, in provincia di Reggio Emilia. Il bar sotto i portici, le case tutt’intorno, il grande fiume, la Piazza, la chiesa. La chiesa di Don Camillo. Siamo entrati. E, sorpresa, c’era proprio lui. Don Camillo. Lo avevamo incontrato tempo fa in sogno, ve lo ricordate? Ma stavolta ce l’avevamo davanti. Era molto pallido e sembrava sofferente. Lo sentivamo parlare all’uomo sulla croce. Brontolava,  la voce lontana, come se venisse da un altro mondo. “Signore, che state nei cieli e da lassù tutto sapete e tutto vedete, parlate al cuore di questo povero prete” Che tenerezza, caro, vecchio Don Camillo! “Ma mi spiegate perché ce l’avete tanto con quei…come li chiamano? Ghei, mo’ sì, insomma…quegli omosessuali! Mo’ che vanno fatto, Signore?” Abbiamo sorriso…ma chi poteva rispondergli? E invece, una voce gentile ma ferma ha risposto: “Camillo, ma non lo sai che io amo tutte le creature, senza eccezione alcuna? Ti pare che potrei mai avercela con qualcuno, io?” Don Camillo è sembrato ancora più stranito “Mo’ allora, perché dal Vaticano ce l’hanno tanto con loro? “Sono uomini, Camillo. E gli uomini spesso si fanno guidare dalle loro paure, dai loro pregiudizi. Possono sbagliare. A volte sono in buonafede. Altre volte meno.” Don Camillo era un po’ perplesso. “Io ci capisco poco, Signore. Ma se li avete creati tutti voi, certo devono avere anche loro qualcosa di speciale.” L’uomo in croce ha sorriso. Don Camillo, rinfrancato, ha proseguito: “E gli altri Signore? Quelli che fanno l’amore senza sposarsi? E fanno pure i figli. Sono dei peccatori?”  “Don Camillo! Da quando in qua l’amore è un peccato? Ma non ti ricordi nulla di quello che ti hanno insegnato in seminario?” Don Camillo ha piegato la testa e ha sussurrato: “Mo’ quelli del Vaticano…” “Basta, Camillo!” La voce dell’uomo in croce si è fatta severa “Ricordati che molto spesso chi dice di parlare in mio nome si macchia di uno dei più grandi peccati, la superbia.” Don Camillo è rimasto a lungo in silenzio. Poi è sbottato: “Mo’ sì, Signore, certo. Avete ragione Voi, come sempre. Il Vaticano, certe volte, non lo capisco neanche io. E poi Signore, con quella storia dei preti pedofili, ci sono rimasto male, ecco” Ci è sembrato che l’uomo in croce abbia fatto una smorfia. Un tuono ha squarciato il silenzio, e una pioggia copiosa ha cominciato a battere sul selciato. La voce si è fatta più fioca e dolente. “Camillo, vedrai. Verrà il giorno del giudizio di Dio!” Don Camillo però non era soddisfatto. “Sì, Signore, avete ragione. Verrà il giorno del Vostro giudizio, e chi ha sbagliato pagherà…Mo’ io non capisco più nulla di questo mondo, Signore…Ai miei tempi c’erano i contadini, la battitura, la passeggiata al Grande fiume. Si litigava e si faceva pace, anche con quel miscredente di Peppone, che comunque in fondo era un brav’uomo! Oggi invece, il mondo è pieno di guerre, ammazzamenti, odio, violenza, bambini soldato…aiutatemi Voi Signore, fatemi capire. Come potete tollerare tutto il male di questo mondo, Signore?” Un tuono enorme ha risuonato tutt’intorno, un fulmine è caduto praticamente dentro la Chiesa, facendoci uscire spaventati. Fuori c’erano nuvole nere che accarezzavano il cielo. Siamo rientrati. Non c’era nessuno, la Chiesa era vuota. Ci siamo avvicinati all’uomo sulla croce, la testa piegata, la smorfia del viso. Siamo rimasti lì, in silenzio, inebetiti. Alle fine, siamo usciti fuori. Il cielo pioveva lacrime.
Buon tutto!

Ultimamente abbiamo accusato qualche malessere: affaticamento, nausea, stanchezza. Un senso di sperimento generale, della serie: ma che ci faccio io qui? E dolori di pancia. Forti e persistenti, specie quando leggiamo il giornale o guardiamo il telegiornale. Il nostro medico, che è molto bravo (pensate, ha pure la Laurea in medicina!), ci ha diagnosticato una nuova malattia, che sta colpendo fasce sempre più ampie di popolazione. La SAP,  ovvero la Sindrome da Affaticamento dalla Politica. Pare sia contagiosissima. Come rimediare? Il nostro medico ci ha detto che purtroppo non è curabile – almeno in Italia – ma ci ha consigliato di andare in villeggiatura. Pare faccia miracoli. Abbiamo pensato che, tutto sommato, cambiare aria non potesse che farci bene. Ma dove andare? In Francia, alle terme Sarkozy? Troppo caro, e poi avremmo difficoltà con la lingua. In Germania alla locanda Merkel? No, la birra ci gonfia lo stomaco, peggioreremmo. Pensa che ti ripensa, abbiamo deciso di andare in un amena località, che negli ultimi tempi pare stia andando di moda. Il Monte Zemolo. Abbiamo prenotato all’Hotel Confindustria, scegliendo la sistemazione Cordero Superior De Luxe. Con qualche sacrificio ce lo possiamo permettere….Il programma era davvero allettante. Pasti a buffet, sauna, aria condizionata, corsi di management avanzato e, last but not least (wow!) lezioni di meritocrazia. In più, anche  l’opportunità di vedere, tutte le mattine dalla finestra, “uno spettacolo di grande effetto”. Convinti da queste belle promesse, siamo partiti contenti. Ed eravamo pure in tanti. C’era la fila. Appena arrivati era davvero tutto molto bello, nuovo, trendy. Però, dopo un po’ sono (ri)cominciati i dolori. Al Buffet un sacco di facce conosciute: De Benedetti, Marzotto, Merloni, Berlusconi, Rutelli. E, credeteci, si abbuffettavano proprio tutti, come sempre. L’aria condizionata aveva uno strano  Profumo di Geronzi, nella nuova versione Unicredit group, un po’ stantio. I Corsi in management erano davvero avanzati, li teneva nientepopodimenoche Marco Tronchetti Provera (non immaginate che gioia rivederlo!) reduce dall’ultimo grande fallimento. Le lezioni sulla meritocrazia, poi, erano a cura di Lapo Elkann, che qualche indubbio merito ce l’ha. Ad esempio, essere nipote di Agnelli. Mah, che dire…Siamo andati a dormire sconsolati, ma la mattina ci attendeva lo spettacolo promesso: il padrone del vapore, Luca in persona,  che si allenava alla discesa in campo. Abbiamo fatto in fretta le valigie, e prenotato per un weekend da Peppe e Rossella a Cesenatico. Il Monte Zemolo sembra una copia del Monte Citorio.
Buon tutto!
A chi interessa, è on line su Comicomix una vignetta del nostro Eros, nella sua Galleria: Micio miao.

Oggi c’è uno scarabocchio un po’ diverso dai soliti. Ce ne scusiamo fin d’ora, con i nostri abituali 34 lettori, e con chi dovesse capitare da queste parti per caso, portato dal vento del web. Oggi vi parliamo di noi. Della nostra lotta al neuroblastoma, il terribile tumore dell’infanzia, prima causa di morte in età prescolare. Oggi vi parliamo di Alessandro, un bambino straordinario (come solo i bambini sanno esserlo). Lui ora non cammina più per le strade del mondo, anche se è sempre qui, insieme a chi lo amava tanto. Il neuroblastoma ce lo ha portato via. No, non andatevene…questo è un sito allegro, qui si ride, e anche oggi non vogliamo rattristare nessuno. Alessandro non ce lo perdonerebbe…..ci guarderebbe, con quei suoi occhi severi, rimproverandoci in silenzio. Alessandro ci ha insegnato – perché i bambini sanno insegnare molto, a chi ha la pazienza e l’umiltà di starli a sentire – che bisogna combattere sempre, nella vita, senza arrendersi mai. Ma anche che bisogna farlo con il sorriso sulle labbra. E dai tanti bellissimi sorrisi che ci ha regalato è nata l’idea di fare qualcosa, perchè vogliamo che un giorno nessuno debba provare più quello che è toccato a noi. E lottiamo, fianco a fianco con l’Associazione per la lotta al neuroblastoma e l’Istituto Gaslini di Genova, che si occupano di finanziare la ricerca scientifica per vincere la guerra contro questa terribile malattia.
Una nostra iniziativa, che va avanti da un anno, si chiama Regala un sorriso. E’ semplice. Chiunque lo vuole ci invia un disegno. Nient’altro. Noi lo pubblichiamo sul nostro sito, e per ogni disegno arrivato noi di Comicomix facciamo una donazione di due euro alla Associazione per la lotta al neuroblastoma. Insomma, non dovete darci dei soldi. I soldi li mettiamo noi. Ci sono arrivati circa 600 disegni, che potete ammirare anche voi. Se volete saperne di più, basta cliccare
qui.
Poi c’è un’altra iniziativa che va avanti in parallelo, Raccontami una storia e che dipende da un famoso multiblog,
Più Blog. Questa riguarda proprio i blogger. Alcuni di voi già la conoscono e vi hanno partecipato. Si tratta di scrivere un breve racconto, come se si raccontasse una favola ad un bimbo. Più Blog li seleziona, e poi li raccoglierà in un libro, il cui ricavato sarà interamente devoluto all’Associazione per la Lotta al Neuroblastoma. Per chi è interessato e vuole saperne di più, basta andare qui. Anche in questo caso, non vi costa assolutamente niente. Solo un po’ di tempo per scrivere.
In molti ci chiedono: perché lo facciamo? Boh, chissà. Niente ci riporterà indietro ai tempi della nostra serenità. Però, ci piace pensare che forse Alessandro ne sarebbe contento. O, più semplicemente, perché spesso ci tornano in mente quei visi di bambini, di mamme e di papà, che ci è capitato di conoscere nel corso della sua malattia. E perché vogliamo con tutto il cuore che venga un giorno (speriamo presto) in cui nessuno debba più soffrire.
Per oggi basta. Da venerdì, torniamo ai nostri soliti Scarabocchi comicomici, che cercano di farvi sorridere e – magari – anche un po’riflettere. Ma oggi, scusateci ancora, volevamo parlarvi del neuroblastoma. Senza paura. Perché lo sconfiggeremo, prima o poi. E volevamo parlarvi del sorriso di Alessandro. Alessandro, il mio (il nostro) piccolo grande guerriero combattente. Ciao, amore. Ovunque tu sia, sempre con noi…
Buon tutto!

Questa pigra mattina di metà maggio stava passando sonnacchiosa. Poi, improvvisa come i temporali estivi, un agenzia di stampa rilancia una notizia: “Clamorosa dichiarazione di Fassino: ci piace il rosso”. Apriamo subito il link e leggiamo: “Roma, ore 10.33. Il Segretario dei DS e futuro possibile leader del Partito Democratico, ha rilasciato una dichiarazione in cui ha categoricamente affermato di preferire il Rosso Sangiovese al Pinot grigio. Altri particolari tra poco” Siamo saltati sulla sedia, mentre il cellulare ha iniziato a squillare freneticamente e la mail si è intasata. Fioccano le dichiarazioni. Mussi, commosso all’inverosimile, ha detto: “Preferisco il Chianti, ma se ne può discutere. Forse torniamo insieme” Bertinotti, assieme a Giordano, ha precisato “Non ci siamo. Per noi è meglio il Barolo.” Il leader dei Comunisti italiani, Diliberto, a sua volta: “Hanno perso il contatto con la gente. Viva il Barbera!”  Si stanno diffondendo voci incontrollate su manipoli di sediziosi che, sventolando le bandiere arcobaleno, avrebbero occupato le case del popolo a Brescello (RE), Sesto Fiorentino (FI) e Corciano (PG). Polizia ed esercito vigilano ed invitano la popolazione a non uscire di casa. Telefonate continue tra i leader del centrosinistra. Dopo una prima reazione improntata alla cautela, tutti si stanno rendendo conto che è successo qualcosa di grave. Alcuni pensano che il povero Tafazzino sia impazzito, e hanno deciso di spedire Letta (novelloAstolfo) sulla luna per recuperare il suo senno. Ma gli eventi incalzano, e il segretario dei DS è incontenibile. Alle 11.07 ha dichiarato “ Nanni Moretti è bravo, Luca Barbareschi quando recita sembra una trota”, Alle 11.29 ha affermato: “Viva le Pizzerie, abbasso i Ristoranti” Alle 11.49 ha detto: “Il primo punto del nuovo programma sarà l’abolizione delle svolte a destra in autostrada. Per evitare problemi alle famiglie, non faremo una legge ad hoc, ma cambieremo il codice civile” (o quello della strada, qui il discorso si è fatto confuso…) Lo sconcerto è al Massimo (D’Alema). Si vocifera di scioperi spontanei a Sesto San Giovanni (MI). Poi, il colpo di grazia. Alle 12.08 (appuntiamoci quest’ora, perché passerà alla storia), ormai completamente fuori di senno, il buon Tafazzino ha dichiarato: “L’amore è una cosa meravigliosa!”. Il panico. Sua santità Benedetto XVI ha subito chiesto asilo politico a Silvio Berlusconi, e sembra sia già in viaggio verso il bunker di Arcore. Intanto, mentre il cielo si fa livido, una lunga fila di Mercedes classe E decappottabili, piene di Cosacchi, armati di completo Armani e cravatta Prada, sta arrivando a San Pietro cantando il noto inno rivoluzionario “La balalaika” . Povera patria nostra….
Buon tutto!
Ieri sera, un bel cielo stellato e  fresco. Sono fuori di casa, in auto. Aspetto una persona. La radio canta Gaber, indimenticato maestro e ispiratore. La luna, immobile e bianca, disegna ombre allungate e drittissime. Non importa. Non siamo mica qui per fare le fotografie…E penso alla vita, che passa veloce. A questa fragile e bellissima condizione umana. A come tutto scivola piano e svanisce, prima nei ricordi e poi nell’oblio. Mentre la canzone continua, penso alle persone che ho incontrato. A quelle che ho amato. E perduto. Le stelle in cielo mi sussurrano i loro nomi, nomi di persone che non vedo più. Inizio a ricordare. Ripenso ai miei amori, consumati e finiti. All’amore. La luna continua a brillare, immobile e bianca, come ai tempi in cui c’erano ancora le notti d’amore. E ora? Stasera, dovrò chiudere questa storia, che non va. Non più. E’ finita, ormai. E sono triste e stanco. Anche per lei. Ma per celebrare degnamente la fine di un amore, cosa si può fare? Peppino di Capri, penso, berrebbe Champagne. Troppo caro, e poi ormai scontato, risaputo. Ci vorrebbe uno scatto, un’innovazione, qualcosa di veramente originale. D’improvviso, un lampo. Ci sono. Ho letto dal barbiere di una formidabile idea, che arriva dagli USA. Dopo aver esportato i chewing-gum,  dopo aver esportato la democrazia in Iraq, una tipa, di nome Jill Testa (che testa!), che ha proposto al suo adorato maritino (ex), prima del divorzio, di fare un degno funerale al loro amore. Detto, fatto. Una bella bara, in cui rinchiudere le fedi nuziali e seppellirle. Che ideona! E funziona. L’ha brevettata e sta facendo un sacco di soldi! Per poco più di 29 dollari,  milioni di coppie americane concludono così la loro storia d’amore. E perché no? Mi domando…Lei sta arrivando, l’aspetto, le sorrido. E penso che glielo proporrò. Chissà come sarà contenta! Gaber, intanto, conclude il suo brano. La luna, immobile e bianca, continua a brillare. Come ai tempi in cui c’era ancora l’uomo.
Buon tutto!
Sono on line su Comicomix due nuove illustrazioni: Morgana nella galleria di Alice e Marilù nella galleria di Anna. Sempre, se vi interessa…

“Lei è un paziente che non ha pazienza e se non ha pazienza che paziente è…abbia pazienza!” La battuta di un vecchio film del grande Totò? Anche. Ma soprattutto lo spot di lancio di un nuovo, divertentissimo, reality-show, al quale saremo chiamati a partecipare tutti. L’idea è venuta ad un brillante autore Tv, stimolata dai trionfi di audience di ER, Dr. House, e via ospedalizzando, che si è ispirato al recente Rapporto di Cittadinanza attiva sulla sanità. Il nuovo reality, che è stato annunciato ieri durante la presentazione del Rapporto annuale sull’attività di ricovero ospedaliero,  si chiamerà “Il perfetto paziente”. Come accade in questo tipo di trasmissioni i concorrenti si sottoporranno a simpatiche prove: “4 mesi per un’ecografia nel primo trimestre di gravidanza”, “300 giorni per un intervento per frattura del femore” ed altri test di abilità. Per i più bravi, anche la prova “1000 giorni per un intervento alla spalla”, da realizzare con sottofondo della quasi omonima canzone di Claudio Baglioni. Un gioco divertente: si scherza, si ride, e lo si fa tutti insieme. Beh, quasi tutti. C’è già pronto il format concorrente, sul canale privato. Si chiamerà: “Ma in fondo a cosa servono i soldi?” dove chi partecipa si toglierà la soddisfazione di pagare di tasca propria visite ed esami, tipo fino a 660 euro per una TAC, tra 100 e 120 euro per un’ecografia nel primo trimestre di gravidanza, almeno 150 euro per una visita specialistica. Rigorosamente con il sorriso sulle labbra. Ma torniamo al "Perfetto Paziente". La prova più spassosa, quella per gli eletti alle finali, sarà “Aspetta l’esame! Ora tocca a me!”, dove i concorrenti si cimenteranno in attese di almeno 3 ore per un esame del sangue, o in quasi 6 ore di fila per una radiografia. Saranno happening, vere e proprie feste: si ballerà, si canterà, si faranno nuove amicizie. Gli autori tramano per qualche innamoramento e magari matrimonio, tanto per ammazzare il tempo. Meglio, molto meglio di una chat room. Da non perdere la prova finale, “Caccia al medico”, riservata solo ai nominati dal pubblico, dove dopo una simpatica gara a indovinelli (cosa significa psoriasi? Che cos’è una biopsia endometriale? ecc…) si vincerà un colloquio di circa 15 secondi con il primario o l’aiuto-primario del reality, da fermare mentre si allenano per la maratona di New York, e che comunicheranno al concorrente, in aramaico antico, se ti salverai o se sarai eliminato, ovviamente in base al televoto con sms al modico costo di 5 euro l’uno. Il format vanta già diversi tentativi di imitazione. Ci sarà forse anche la versione old style, “Il Paziente inglese”. Ricercatissima, molto British.
Buon tutto!

Sabato pomeriggio, Family day. Una piazza colorata e gioiosa con tantissima gente sorridente e felice in piazza, per la famiglia, è un bel messaggio positivo. Siamo d’accordo: viva la famiglia. Un momento. Gli organizzatori e i manifestanti parlavano della Famiglia, con la F maiuscola. La “Famiglia perfetta”, quella – per capirci – formata da un uomo e una donna che si sposano (in chiesa) e poi mettono al mondo dei figli. L’unica sana guida, il punto di riferimento per questi tempi difficili. Guardando quelle foto di gente festosa abbiamo pensato che possano aver ragione. E siamo stati tutta la domenica  a riflettere, pensando alle persone che conosciamo bene e che ci vivono accanto. A Claudio e Cecilia, sposati giovanissimi, in chiesa, che vivono insieme da una vita e hanno 2 splendidi figli cresciuti nell’amore e nella tolleranza, uno si è fatto prete, l’altro convive con la sua ragazza. Poi ci sono Luisa e Francesca, che hanno scoperto di amarsi 10 anni fa, hanno un locale frequentatissimo, fanno volontariato e aiutano anche il parroco del loro quartiere nella dura fatica quotidiana contro la droga che spopola in quella zona. E come dimenticarsi di Giovanni e Letizia, due vedovi, entrambi nonni felici, che da 15 anni vivono assieme in serenità la loro vecchiaia nella loro casa alla periferia di Perugia. O di Luca e Luisa, che si sono innamorati da 2 anni, e hanno deciso di andare a vivere insieme a casa di lei, e che forse faranno un bambino appena riusciranno a sistemarsi e chissà, forse finiranno per sposarsi. Scelte diverse, ma che trasmettono pure loro un bel messaggio positivo. Siamo confusi. Ah, e poi c’è anche un’altra famiglia, molto famosa: quella del falegname Giuseppe e della giovane Maria, sua promessa. Che resta misteriosamente incinta. Ma Giuseppe – dopo qualche tentennamento – la sposa lo stesso, e cresce come suo, con tanto amore quel bambino mandato da Dio. E i due fanno un buon lavoro, perché quel bimbo crescendo diventa un uomo che cambia la storia dell’umanità, trasmettendoci un messaggio di amore, tolleranza, comprensione e rispetto. E ci dice “Ama il prossimo tuo come te stesso” “Chi è senza peccato scagli la prima pietra” “Perdonali perché non sanno quello che fanno” e altre perle di saggezza. Anche questa è una famiglia, forse non “perfetta”, forse non con la F maiuscola, ma che anch’essa con un messaggio – e che messaggio! – positivo da dare. Allora, per scioglierci i dubbi, ci permettiamo di  chiedere consiglio a Joseph Ratzinger, nella sua veste di filosofo, teologo e studioso. Esiste la famiglia perfetta, quella con la F maiuscola?  E qual è? Avremmo un gran bisogno di saperlo….
Buon tutto!

Ah, un’altra domanda, questa facilissima, per quelle persone  che erano al Family Day, e quando è apparso il grande comico Silvio B, notoriamente ricco sfondato e plurisposato (e questa, di sicuro, non è una famiglia perfetta), vestendo i panni di custode dei sacri valori del mondo cattolico, si sono sperticate in applausi e incoraggiamenti (non tutte, ma ci dicono molte). La domanda è: chi fu a scacciare i mercanti del tempio, e disse “E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli” Vi vogliamo dare un aiuto: non era Carlo Marx….

"Caro Mister X, sono Hasana, abito in Niger. Sai dov’è? E un paese che sta in gran parte nel deserto del Sahara. Io abito vicino a Tahoua. Ho 21 anni, sono sposata e ho 3 figli (scusa, mi sono sbagliata, ne ho 2). Ogni mattina, da quando ero bambina, pesto il miglio per fare la farina, la impasto con acqua: è il nostro pasto. Ogni giorno faccio qualche chilometro e una lunga coda al pozzo (ce ne sono pochissimi) per raccogliere l’acqua e trasportarla, come capita, verso casa…La mia vita scorre così, sempre uguale, ogni giorno. Tempo fa sono venuti dei signori di un associazione, Save the children. So che fanno un rapporto sullo stato di salute delle madri e dei bambini nel mondo. Hanno fatto qualche domanda, delle foto, si sono interessati a noi. Mi ha fatto piacere, perché non capita tanto spesso. Loro sanno che qui da noi solo il 16% dei parti avviene con l’assistenza di personale specializzato, che le donne vivono in media 45 anni e vanno a scuola solo 3 anni. Qui da noi un bambino su 4 non arriva a 5 anni. Ognuna di noi sa cosa significa. A mia sorella è morto un figlio. Anche mio fratello morì da piccolo, me lo ricordo. Qui ogni mamma nel corso della vita deve affrontare questo dolore. Anch’io ho perso il mio ultimo figlio, la luce dei miei occhi, della mia casa. Scusami se ti scrivo, distraendoti dalle tue importantissime attività. Lo faccio perché so che tu puoi comprendermi, perfettamente. Volevo solo chiederti se il rapporto è stato pubblicato, e se qualche persona – di quelle importanti – ha detto qualcosa al riguardo. Mi sembrebbe che la perdita del mio piccolo sia servita a qualcosa. Fammi sapere, caro Mister X. Tua Hasana”
Cosa potevamo dirle? Abbiamo subito contattato, grazie ai nostri potentissimi mezzi (il nostro tabaccaio, ormai lo sapete, no?…) la segreteria di George Bush e quella di Valdimir Putin, che sappiamo essere tanto sensibili ai temi dell’uguaglianza, della libertà e della felicità di tutti coloro che popolano questo nostro mondo. Abbiamo ricevuto stamattina la risposta, che ci è sembrata molto incoraggiante: “Caro amico, grazie per averci contattato. Buona giornata e a presto. Scrivici ancora, quando vuoi: Auguri alla tua amica Hasana per l’imminente festa della mamma”. Insomma, cara Hasana, stai tranquilla. Sei in ottime mani.
Buon tutto!

P.s. 1: Il 94% del totale delle morti infantili avviene nei paesi in via di sviluppo, dove oltre alle malattie neonatali si muore a causa di polmonite, diarrea e malaria. Il rapporto segnala che in alcuni paesi il tasso di mortalità infantile ha registrato un’impennata. Al primo posto l’Iraq (+150%). Chissà perché? Ci sarà stata una qualche epidemia?
P.s. 2: Per chi è interessato è on line su Comicomix una nuova storia della nostra striscia, Venti – una generazione tutta da ridere.
P.s. 3: Stasera, venerdì 11 maggio alle 21 e 30, accedente una candela..c’è il Family night! Cliccate qui sotto, se vi interessa

C’era una volta…un re? diranno i nostri 34 piccoli e-lettori. No, gente, avete sbagliato. C’era una volta il comunismo. Brr, che paura! L’orco cattivo! No, tranquilli…non c’è pericolo, il post non esploderà al temine della lettura. Il comunismo era un ideale per cui milioni di uomini hanno sognato, sperato, lottato. Un sogno di libertà, uguaglianza, giustizia, per chi giustizia non aveva mai avuto, per chi non aveva neanche il pane da mangiare e vedeva magari gente benvestita, in panciolle, a mangiare pasticcini per le vie del centro la domenica pomeriggio. Ma in suo nome sono però state fatte anche tante nefandezze: persecuzioni, campi di lavoro, uccisioni. Forse, non era il paradiso. Adesso per molti (ma non per tutti…) tutto è passato, finito, distrutto, per il sollievo della brava gente, operosa e fattiva: Tutto quel brutto: i fallimenti, l’orrore, i Gulag. Ma certo, c’è anche un po’ di rimpianto per quel sogno di giustizia e libertà, che accendeva il sorriso di molta povera gente. Per fortuna, però, non siamo stati lasciati soli. Ci è rimasto il sistema perfetto, ideale: il capitalismo…un sistema in cui è a portata di mano ogni bene di dio: il mega albergo alle Maldive dove trascorri in completo relax le meritate vacanze, il satellitare che trova anche il più sperduto paesino di montagna, la tv al plasma, il SUV che sembra una casa, il Rolex, il DVD, e chi più ne ha più ne metta. Ah, che meraviglia. Un mondo davvero perfetto, dove tutti vivono allegri, felici e contenti, fino alla fine dei loro giorni senza fine. Certo, pensandoci bene, qualche piccolo “effetto collaterale” c’é. Tanta gente, che fatica ad arrivare alla fine del mese. Altri, che se riescono ad arrivare vivi al tramonto la considerano una giornata fortunata. Poi ci sono l’effetto serra, la siccità, le guerre insensate, la fame. Pochi Paperon de’Paperoni e miliardi di Paperini. Ma in fondo che importa, sono piccoli dettagli insignificanti, che non scalfiscono la perfezione perfetta di questo mondo perfetto; sono il prezzo da pagare alla felicità. Che dilaga, imperante, da tutti i mega schermi. Lo dice anche la televisione. Ma allora, perchè guardandosi intorno si vedono un sacco di facce tristi, gente incazzata contro tutto e contro tutti? Perchè ci sono gentilissimi signori e signore che ogni mattina escono di casa, nei loro comodi e bei vestiti, nelle loro auto incolonnate nel traffico, nei loro uffici riscaldati, ergonomici, con facce da funerale e pronti a mangiarsi l’uno con l’altro per mezzo euro? A questa domanda, la Tv non dà risposte. La risposta, amici cari, è volata nel vento…
Buon tutto!

A proposito della z- list. Sembra incredibile, ma siamo in lizza per vincere il premio per il migior Z – blog del 2007, categoria blog di gruppo…ma non vi fa ridere? Se vi va, di votare (per noi o per gli altri, non è importante…) fatelo: basta andare nel sito di Sw4n, scaricare la scheda di votazione, votare e spedire l’e-mail entro giovedì 10 maggio. Se non vi va, non fatelo! Questo è il link:

Regala un sorriso

Associazione per la lotta al Neuroblastoma

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Abbiamo vinto il z-blog awards 2007

Un sorriso lungo un anno

In ricordo di Libero 83