"La storia siamo noi", canta Francesco De Gregori. In questi giorni abbiamo letto alcune storie, forse piccole e poco conosciute. Sono storie che ci ricordano di persone, spesso ragazzini e ragazzine di 18-20 anni, che hanno lottato e spesso pagato con la vita per regalarci una libertà che troppo spesso oggi pensiamo scontata e dovuta. Giovani menti e giovani cuori in lotta per la libertà. E ci sono tornate in mente due piccole storie familiari, per fortuna a lieto fine. Abbiamo pensato a Giovanni, il nonno di Mister X, un capomastro che finisce in galera perché decide di non fare la tessera del Fascio (che allora era obbligatoria). E la sua moglie e i suoi tre figli piccoli che fanno, assieme a lui la fame. E le botte, le umiliazioni. Alla fine, per fortuna, lo fanno uscire. Poi abbiamo pensato a Federico, il nonno di Nin@ e di JollyViola, che a 17 anni segue per oltre un anno l’esercito inglese che risale l’Italia, combattendo per la libertà. Dato per morto, torna una mattina d’estate nel 1945 in una Perugia quasi distrutta e incontra per caso suo padre, che non riesce a parlare dalla commozione, e poi fa quasi venire un colpo alla sua mamma, che se lo trova davanti sull’uscio di casa. Lui è ancora qui, lo possiamo abbracciare. E vogliamo, che nessuno si senta offeso, ringraziarli, loro e gli altri migliaia, milioni di italiani che silenziosamente e senza che nessuno li celebri o ricordi, hanno lottato per la libertà. Speriamo di essere degni di loro e di meritarci il regalo che ci hanno fatto, e un po’ del loro patrimonio genetico. E un buon 25 aprile a tutti gli italiani, perchè "La Storia siamo noi, siamo noi padri e figli, siamo noi Bella Ciao che partiamo, la Storia non ha nascondigli, la Storia non passa la mano. La Storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano."
Buon tutto!
Questo post è ispirato anche dalla lettura della storia di Aldo Gastaldi, partigiano illustre di Genova, raccontata nel blog di Angela la maratoneta. La storia della medaglia d’oro al valore Nicola Monaco, da Salerno, raccontata da Marzia nel suo Alchimie. La storia di Augusto Paroli da Roma, narrata da Gregorj, su Il Giornalettismo
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