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Non sappiamo se l’abbiate mai sentita nominare, ma la Corte dei Conti è l’ente che deve vigilare sulla pubblica amministrazione, prevenire sprechi e cattive gestioni. Insomma, personcine a cui bisognerebbe fare un monumento…magistrati che, con le loro toghe rosse (ahi…), s’affannano a correr dietro agli sprechi di tutte le pubbliche amministrazioni italiane, Comuni, Provincie, Regioni, ministeri, ecc..poveretti, ci vorrebbe la prestanza e la resistenza di Abebe Bikila. Impresa impossibile. E, infatti, nonostante ci siano una caterva di magistrati, sezioni, sottosezioni disseminate per l’Italia, questa povera Corte non riesce a star dietro alle malefatte e gli sprechi proseguono. Ma non è mica colpa loro…si sa, questi politici furbi si fanno le leggi su misura (ma no?) per fregare noi e anche la Corte dei Conti, e spendere e spandere allegramente. Ma qualche cosa di nuovo è successo. La Finanziaria 2007 infatti contiene una norma che prevede forti tagli alle spese per tutte le amminstrazioni pubbliche. Tagli a consulenze, missioni, autoblu, ecc…che vanno applicate a tutte le amministrazioni pubbliche. Anche, questa volta, alla Corte dei Conti. E che ti fanno i magistrati della Corte? Aprono prontamente un contenzioso con il Governo. Perché il bilancio deve essere rigoroso, certo. Gli sprechi vanno tagliati, certo. Ma, debbono avere pensato gli austeri magistrati, le grida di dolore dei cittadini qualcuno le dovrà pure ascoltare. E chi meglio di noi, austeri e rigorosi difensori della virtù pubblica? E allora, avanti, prodi Magistrati. Siamo tutti con voi. Scioperate per le vostre autoblu, fino a che giustizia la trionferà!  Viva l’Italia!
Buon tutto
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Un nuovo grande film prossimamente sugli schermi italiani. “Il marito democratico” verrà lanciato dagli studios di Cinecittà, in una mega conferenza stampa che si terrà dal 20 al 22 aprile. Il film, prodotto dal salone Margherita e distribuito da Mediaset, narra delle nozze tormentate tra Donna Rutella e Mastro Frassino, celebrate da monsignor Brodo De Brodis, (questa anticipazione si deve ai potentissimi agganci con il tabaccaio di casa nostra) e contrastate dal sinistro Angiuso Mussy, detto il cosacco. Nonostante la trama un po’confusa (molti attori affollano lo schermo cercando di rubarsi la scena), gli attori spesso senza smalto (a parte Brodo De Brodis, da Oscar la sua interpretazione del cartello stradale di via Silvio Pellico 7 lato destro interno B) e la mancanza del lieto fine (i due non si sposano, al momento del sì la pudica sposa, con improvvisa devozione, fugge ricordandosi che due uomini non possono unirsi nel sacro vincolo e grida: “I Pacs, mai e poi mai!”) noi speriamo che ne uscirà qualcosa di buono (Ci speriamo veramente…) E già confortanti sembrano le risposte del pubblico…Al Botteghino, infatti, c’è la fila…in uscita.
Buon tutto!
P.s: l’idea dei capi della Margherita di lanciare il nuovo Partito democratico dagli studios di Cinecittà nel congresso del 20-22 aprile è un segnale potentissimo di rinnovamento italiano. Se proprio la politica  deve essere avanspettacolo, in Italia c’è un ottimo impresario, un tale di nome Silvio…fategli prendere la tessera del nuovo parito, e il gioco è fatto! Noi, molto modestamente, proporremmo in alternativa uno spettacolo teatrale da portare per l’Italia, in mezzo alla gente dal titolo "Libertà è partecipazione"…magari funziona

Aggiornamento del 27 gennaio 2007: oggi è la giornata della memoria. Noi ne abbiamo parlato, a modo nostro. Se vi interessa, qui.

Oggi parliamo di casa nostra….C’è un grande fermento a Perugia, finalmente anche nella nostra città c’è la speranza di un futuro migliore. Il popolo, oppresso da circa 1550 anni di dittatura rossa (confermatasi elezione dopo elezione) respira sollevato. La scintilla della libertà si è accesa a causa dell’odioso provvediemento dell’assessore al traffico, noto divoratore di bambini, che ha fatto impiantare nei semafori della città un apparecchio che rileva il passaggio con il rosso e scatta una foto (un sorriso, please!). Giustissima sollevazione popolare. Si narra di oltre 15 mila multe recapitate in tre mesi a ignari e bravi cittadini, rei solo di non aver rispettato il codice della strada. La polemica politica impazza. Grandi proteste contro l’odioso balzello, ennesimo prelievo nelle tasche del buon cittadino contribuente. Si mobilitano associazioni di consumatori, il garante della privacy, la minoranza in Comune. Per fortuna, tanta rabbia sta dando i suoi frutti. Recenti sondaggi indicano un crollo dei consensi elettorali, e la prospettiva (concreta) di perdere il Comune sta smuovendo i cuori anche di quei cattivi amministratori che avevano pensato di far rispettare la legge. Sono disperati, poverini; non riescono a trovare il sistema per fare marcia indietro. Lanciamo un’appello al popolo del web: voi cittadini del mondo, diteci come possono fare, e noi gireremo il messaggio. Così la libertà trionferà.
Buon tutto!
A proposito…Un pensiero ammirato ad un nostro concittadino che pare sia riuscito ad accumulare 97 multe in circa 100 giorni, e che si lamenta (giustamente, perbacco!) con veemenza di non poter pagare. Lo proponiamo, novello William Wallace (Braveheart), eroe cittadino e difensore degli oppressi: subito sindaco.

L’America è un grande paese. Con tanti pregi e tanti difetti. Il New Deal di Roosvelt, la guerra contro il nazismo, i Diritti umani, Woodstock, il Melting pot, il progresso scentifico e tecnologico. Ma anche: lo sterminio dei nativi americani, il Maccartismo, il Vietnam, il Golpe in Cile, un modello economico basato sul consumismo sfrenato. Ognuno, insomma, ne ha una sua idea peculiare. Lo stesso mito del sogno americano, nato come la speranza che duro lavoro, coraggio e determinazione possano permettere di realizzare il benessere individuale e collettivo, secondo alcuni è divenuto una caricatura, in cui la misura del successo e/o della felicità è data solo dal benessere materiale. Ma in estrema sintesi quello che l’America dovrebbe essere sta scritto nel preambolo della Dichiarazione di indipendenza, in quella frase che dice "Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità".
Nella bellissima idea di Vegekuu di un incontro tra George Bush e il Mahatma Gandhi, noi di Comicomix, nella nostra fanciullesca visione, immaginiamo Bush che prospetta a Gandhi la sua idea di un nuovo ordine mondiale, in cui ci sarà Più pace, più prosperità, più benzina e Coca Cola per tutti (suggerimento del "My best friend Silvio, Mr Gandhi.."). Ci sembra di vedere il Mahatma, con il suo stupefacente sorriso, che gli dice "Mr. President, ma lei ha letto il preambolo della Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti?" e Coondoleza, lì vicino, con la sua proverbiale simpatia, che a quel punto interviene dicendo "Mr Gandhi, lei non è all’altezza della sua fama. Perchè offende Mr. President? Lo sanno tutti non sa leggere!"
Buon tutto!

P. s.:Questo è il primo di una (speriamo) lunga serie di post che, di tanto in tanto, saranno il frutto di una collaborazione con il bellissimo sito di Vegekuu, Pensierofilia. come abbiamo già scritto venerdì, esso è collegato ad un altro inserito sul sito di pensierofilia, che potete trovare qui.

India e Cina avanzano rapidamente verso i modelli di vita dei paesi dell’occidente. Più auto, più negozi, più, più, più. Quel genio di Giorgio Gaber cantava "Com’é bella la città", qualcuno lo ricorda? Finalmente anche i cinesi potranno godere dell’essenziale come accade a noi ogni giorno. Acquistare ogni mese l’ultimo modello di cellulare, cambiare auto una volta all’anno, svuotare il guardaroba ad ogni stagione. Potremo fare tutti festa. L’economista Giorgio Ruffolo ha affermato di recente in un articolo su Repubblica (un giornaletto a bassa tiratura che viene distribuito clandestinamente nelle asettiche stanze degli "economisti anonimi") che diventerà presto impossibile per il pianeta sostenere i modelli di sviluppo "capitalistici". La Terra non reggerebbe. Questa tesi ha scosso le coscienze degli italiani. Negli ultimi giorni infatti non si è parlato d’altro, nei Tg, nei giornali, a Porta a Porta, per strada…tutti a parlare di questa "crescita insostenibile", della necessità di un nuovo modello economico, basato sulla stabilizzazione dei consumi planetari e sulla redistribuzione dai ricchi verso i poveri delle risorse complessive. D’altronde, tutto il mondo dibatte sul tema dopo l’uscita di "An inqury into the human prospect" dell’economista Heibroner, che ha concluso il suo libro dicendo che la svolta verso un nuovo tipo di sviluppo, antropologica più che economica, ci sarà, e presto, con le buone o con le cattive. Vedendo quanta attenzione c’è da parte di tutti, ne siamo sicuri. A proposito, Ruffolo conclude il suo articolo con una bella storiella, che vi riportiamo: Un casellante si accorge che, per un errore, due treni sono destinati a scontrarsi di lì a poco…Fa di tutto, poveretto, per evitare lo scontro. Telefonate, fuochi, piccioni viaggiatori, e-mail..niente, non gli danno retta. Alla fine, quando non c’è proprio più niente da fare, chiama la moglie: "A Nina, viett’a vedé sti du treni che se scontreno…"
Buon tutto!

A proposito delle risorse di tutti: unendoci ad altri blog, sosteniamo anche noi la raccolta di firme per l’acqua bene comune

On line da sabato 20 gennaio, su Comicomix, la nuova storia di 20, una generazione tutta da ridere con protagonista il Biccio! E c’è anche un nuovo ritratto nella Galleria di Jolly!

Aggiornamento del 20 gennaio: da oggi inzia una collaborazione "sperimentale" con l’amico Vegekuu di Pensierofilia. Oggi un post sull’incontro tra Bush e Ghandi. Lunedì, anche sullo Scarabocchio, il seguito…

La malinconia che ci attanagliava da ormai un anno sta lasciando il posto ad una fremente eccitazione…tra poco più di 24 ore, finalmente, torna il Grande Fratello. Per molti molti giorni, basta stare ore a lavorare, scrivere, pensare (che orrore!), guardare film, ascoltare musica, fare passeggiate. 24 ore su 24, senza perderci una battuta, con almeno 5 televisori sintonizzati simultaneamente, staremo lì a gustarci le performance dei nuovi eroi del reality show. Ah, lo straordinario spettacolo della fila mattutina nel bagno, delle battute argute a tavola sugli effetti dei legumi, delle prove di cultura generale con difficilissime domande (tipo: come ti chiami? ed altri quiz analoghi). E chi si perderà i dibattiti in salotto, anche se certo non all’altezza di quelli di Porta a porta (non ci sono Crepet e Sgarbi, purtroppo, ma con il tempo, chissà…). Ah, che meraviglia. Perdersi il Grande Fratello, magari per guardare un film, o peggio che mai per essere costretti a uscire di casa, sarebbe una vera sciagura. Un po’ come andare in vacanza due settimane in un magnifico posto di mare o di montagna (quel genere di posti con aria pulita, brava gente, paesaggi incantevoli, un po’ di sana attività fisica, ecc…) invece di passare quindici, indimenticabili, giornate seduti a rimirare una discarica abusiva in qualche anfratto sperduto del nostro straordinario, meraviglioso paese.
Buon tutto!

Avevamo programmato un’altro scarabocchio, ma dobbiamo rispettare le leggi. Un amico ci ha fatto notare che, in nome della Par condicio, dopo avere parlato (male) del centrosinistra abbiamo il dovere di parlare (bene) del centrodestra, adeguandoci a quanto fanno il 99% dei telegiornali e il 70 % dei giornali italiani. Tranquilli, non per entrare nel merito delle questioni e dei problemi (non ne siamo all’altezza, ci sono tanti nostri colleghi comici a Montecitorio che lo sanno fare meglio di noi), ma solo per unirci al rimpianto, comune a quasi tutti gli italiani, del bel tempo che fu. Ci fu un tempo, lontanissimo, in cui un fine intellettuale come Calderoli, giurista di chiara fama, riformava la costituzione italiana. Ci fu un tempo in cui lo sguardo straordinariamente intelligente di Gasparri, ci spiegava la riforma dell’assetto radiotelevisivo. Ci fu un tempo in cui la rara sensibilità di Claudio Scajola ci faceva sapere che un uomo ucciso dalla BR era un rompico…oni perché chiedeva la scorta. Ci fu un tempo in cui la profonda conoscenza giuridica di Roberto Castelli faceva scoppiare la guerra tra il governo e la magistratura. Che bei tempi lontani…che malinconia, che tristezza oggi. Quanto si rideva, si scherzava, si era felici allora! Il rimpianto più grande, però è il non vedere più il divino Tremonti sfasciare allegramente i conti dello stato (L’Italia è una penisola bagnata da tre mari e asciugata da Tremonti, ricordate? Quand’era? 70 anni fa o 7 mesi fa, non ricordiamo bene…)….l’idea di nominare Ministro delle finanze – quello che governa il fisco – un commercialista, è stata probabilmente la più grande invenzione comica degli ultimi 70 anni. Grazie, S. B. Torna presto..ti aspettiamo per sorridere allegramente insieme, fino alla fine dei nostri giorni.
Buon tutto!

Un sospiro di sollievo attraversa la penisola…è stata firmata la Pax di Caserta. Il conclave in cui le 300-400 anime che agitano il governo italiano hanno discusso di tutto…e hanno trovato la pacs. E sì che si era partiti sotto i peggiori auspici. George W., l’amico americano – che quando sente la parola Pax si irrita subito e allerta un paio di contingenti militari – voleva bombardare la città, ma è stato fermato da Condoleeza, che tenendo fede al suo nome, gli ha detto: "Non puoi distruggere un monumento di quella portata storica" "Qual’ è?" "Il centro commerciale di Caserta, idiota, ci sono anche due Mc Donald’s!" Superata questa crisi, tutto è corso via (quasi) liscio. C’erano Mastella e Rutelli che ogni tanto uscivano, portando due ossa a Casini e Volonté (i Prodi difensori della famiglia) acquattati nel parco, travestiti per non farsi riconoscere. Si è rischiata anche l’invasione di Calderoli, ma mentre il nostro si trovava nel profondo sud (più o meno, a Cassano Magnago) l’ex ministro ha deciso di dichiarare la secessione dal suo neurone che, come la particella di sodio dell’acqua Lete, ha sorpreso a intonare "O sole mio". Ma tutto è bene quel che finisce bene. Pacs chiari e amicizia lunga, (o forse no, si vedrà). L’attuazione del programma è salva. I nostri hanno dichiarato: non ci sono dissapori tra di noi, restiamo fermi all’unico vero punto del nostro programma: riportare il prima possibile a Palazzo Chigi Silvio Berlusconi. Quindi, bella foto di gruppo finale, tutti sorridenti e soddisfatti. C’era anche un tizio, lungo lungo e magro magro, travestito da segretario del più grande partito della sinistra italiana, che si guardava intorno, mormorando a chi gli si avvicinava: "Sono stanco. Ho bisogno di un po’ di pacs. Sono fuori fase..due".
Buon tutto
P.s.: Lo scarabocchio di oggi è dovuto alle "cattive compagnie" di Pennarossa. In particolare, ringraziamo valtergallo per averci permesso di utilizzare e rielaborare una sua fantastica creazione riguardante il magnifico difensore della famiglia, l’ex Presidente della Camera,  in un suo riuscitissimo travestimanto..

L’altra sera il Tg1 delle 20 parla di un film truculento, «Apocalypto» di Mel Gibson. L’Italia è l’unico paese al mondo che non lo ha vietato ai minori. Da noi è stato "quasi" censurato Lino Banfi «padre delle spose» (castissima storia d’amore tra due donne), segnalato prima della messa in onda in tv come per adulti (sic!). Da noi l’anno scorso fu vietato ai minori di 14 anni «I segreti di Brokeback Mountain» di Ang Lee (abbraccio fra una coppia di languidi cow-boy). Meglio impalamenti, cuori strappati, ossa spappolate, teste mozzate. Un nostro amico (prevenuto) ha insinuato che tanta indulgenza possa essere dovuta al finale del film, la visione di una croce imbracciata dagli spagnoli che scendono dalle caravelle, che sottrae finalmente gli indigeni alla barbarie (sterminandoli tutti, pazienza). Che tra gli scenenggiatori ci sia un Bush? Noi non vogliamo pensiar male. Per fortuna, la politica e la Rai sono attente. Il Ministro Rutelli non può bloccare la visione ai minori, ma invita i gestori dei cinema a non fare entrare i ragazzi se non accompagnati dai genitori. Bravo! Il Tg1 della Rai nel servizo citato sconsiglia i genitori di portare i propri figli a vedere il film. Bravi!
Soddisfatti, addentiamo il dolce (stiamo cenando). Termina il servizio del Tg1, sigla di coda, pubblicità. Il primo spot è…quello del film di Mel Gibson! Abbiamo due piccolissime domande:
Sig. Ministro, non potrebbe almeno rimuovere i componenti della Commissione censura (che hanno ritenuto il film per tutti) invece di scaricare il compito ai gestori, che – ci sembra di vederli – ubbidiranno tutti con entusiasmo, cacciando i loro potenziali clienti? Sig. Presidente della Rai, non potrebbe rinunciare a fare pubblicità a questo film, se è davvero così diseducativo?
Buon tutto!

P.s. segnaliamo un bel concorso, un premio organizzato da Piu blog, al quale abbiamo partecipato anche noi, Emozioni tra le righe. Si tratta, semplicemente, di raccontare in pochissime parole l’emozione suscitatavi dalla lettura di un libro. Se vi va, questo è il link per saperne di più…

Riflettori puntati ancora sulla sanità italiana. Dopo la pubblicazione delle inchieste di Espresso e Repubblica  sulle pietose condizioni igienico-sanitarie di alcune strutture e sulla scarsa igiene di alcuni dipendenti, indagini dei Nas dei carabinieri e inchieste a tappeto della magistratura in tutta Italia. Inchieste e duri provvedimenti si annunciano anche dal livello politico. Tutto bene? Mah…La figlia di un amico, che ha compiuto da poco 11 anni, ha osservato: ma questi signori non erano mai entrati in un ospedale? Questi bambini, che impertinenti! Però, ripensandoci…Ma davvero i carabinieri dei Nas, i magistrati, i giornalisti e gran parte dei politici negli ultimi anni non avevano mai messo piede in un ospedale italiano per visitare un parente o un amico? Magari sono fortunatissimi e non sono mai entrati in un ospedale. Ma se ci sono entrati, cosa guardavano? No, perché, pensandoci bene, facendo uno sforzino di memoria, ci pare di ricordare che ci è capitato di vedere gabinetti ridotti a latrine, ci è capitato di perderci per fare una lastra, o un esame del sangue, perché non c’è un cartello. E anche dell’altro. Ringraziamo Espresso e Repubblica, che stanno facendo il loro mestiere di giornalisti (di questi tempi, una cosa davvero inaudita). E anche coloro che aprono inchieste e prendono provvedimenti. Ma dove cavolo erano tutti quanti negli anni scorsi? Su Marte?
Buon tutto!

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