Stai visualizzando l'archivio dei tag per il tag ‘tv’ .
Ora di cena. Il telegiornale. Prima notizia: Danni, catastrofi e distruzioni dell’uragano Irene. Seconda notizia: Bossi e Berlusconi in piena depressione da manovra. Terza notizia: l’economia va sempre più giù e la disoccupazione che va sempre più su. Quarta notizia: l’effetto serra minaccia la sopravvivenza del Pianeta. Stop al Tg, arrivano i mini spot.
Primo spot: fatti coccolare dalle nostre favolose crociere, perche tu vali. Secondo spot: non cambiare mai il tuo detersivo che lava più bianco che più bianco non si può. Terzo Spot: pochi sanno che per il tuo adorato micio castrato serve un cibo preparato apposta per il suo speciale miao. Quarto spot: per chi ama il gusto d’arancia ma è sensibile alla sua acidità arriva il succo BA, a bassa acidità. Fine dei minispot, ripartono le notizie.
Uno strano senso di angoscia alla bocca dello stomaco. Forse è la sensazione che provarono i passeggeri del Titanic ascoltando l’orchestrina suonare. O forse è il retrogusto amaro di quello “strano godimento a sentirsi inutili” che avvolge nel suo caldo abbraccio l’uomo moderno.
Chissà quale dei due è il destino peggiore.
Pubblicato su Giornalettismo
Il direttorissimodel Tg1 Augusto Minzolini, quello che ha brillantemente portato il telegiornale più seguito d’Italia oltre vette che neppure Emilio Fede avrebbe osato scalare, continua a stupire con effetti speciali. Dando corso a voci che si sentivano da un po’, ha deciso – subito dopo la vittoria del PdL alle regionali (una semplice coincidenza) – di rimuovere dalla conduzione tre volti noti: Tiziana Ferrario (edizione delle 20), Paolo Di Giannantonio (13,30) e Piero Damosso (mattino). Sempre per una curiosa coincidenza, sono 3 di quelli che non hanno firmato la famosa lettera di sostegno al direttorissmo, quando esplose lo scandalo delle intercettazioni. Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, consiglieri di minoranza, parlano di epurazione e chiedono un intervento del presidente della Rai Paolo Garimberti. Anche il
comitato di redazione del Tg1 definisce la decisione di Minzolini come “un precedente molto grave“, un provvedimento che “sembra confermare la volontà del direttore di penalizzare i colleghi che non si sono schierati al suo fianco nella raccolta di firme sul caso Mills“. Certo, l’avvicendamento alla conduzione rientra tra i normali esercizi del potere del direttore, ma “cambi così massicci nella proposizione del principale telegiornale del servizio pubblico e che riguardano tre colleghi autorevoli che, guarda caso, appena poche settimane fa non firmarono un documento di sostegno al direttore suscitano più di un dubbio” dice Franco Siddi, segretario Fnsi, il sindacato dei giornalisti.
Alle critiche risponde il direttorissimo Minzolini stesso: nessuna epurazione, “sono stati assunti diciotto precari, e per dare un segnale di cambiamento al Tg1 bisogna mostrare volti nuovi.” Il nesso sfugge, ma non importa. Il cambiamento è sempre importante. E infatti eccolo il cambiamento, ecco i volti nuovi: Francesco Giorgino (ore 20), fratello di Nicola, neosindaco del Pdl nel comune di Andria, e – ma che coincidenza – avvocato del direttorissimo Minzolini. Quello che era con lui mentre era al telefono a Trani e – secondo le indagini – dicono stesse rivelando il contenuto del suo interrogatorio. Francesco Giorgino, che fu rimosso dalla conduzione del Tg1 dal direttore Cleemnte Mimum, che non aveva gradito certe sue affermazioni ai tempi del panino, dei servizi con gli applausi taroccati: ha imparato la lezione, si vede. E poi, ecco altri due volti nuovi: Laura Chimenti al Tg1 delle 13,30 e Francesca Grimaldi alle edizioni del mattino. Tutte e due anche questa una semplice coincidenza, dichiaratamente di centro destra. Perché condurre il Tg1 non è cosa che si può lasciar fare ai “comunisti”.
Un Tg1 che anche ieri sera era in splendida forma. 12 secondi e un cartello veloce per raccontare che i dati Istat dicono che in Italia la disoccupazione resta molto alta, e che è cresciuta enormemente quella dei giovani tra 15 e 24 anni, pari al 28%, molto al di sopra di quella europea. Ma c’erano dei validi motivi. In scaletta, 4 servizi fondamentali, di 2 minuti ciascuno: sulla rinascita di Via Montenapoleone, il salotto di Milano, con ben tre interviste a passanti e commercianti della zona; i francesi che impazziscono per la pizza, ne mangiano ben 10 kg a testa all’anno, il doppio di noi italiani, con servizio del corrispondente da Parigi; l’importanza di lavarsi bene le mani, con commento di due medici dell’igiene; e infine, last but not least, la rimozione della statua di Manuela Arcuri sul lungomare di Porto Cesareo in provincia di Lecce, dopo 8 anni di polemiche delle mogli dei pescatori, con tanto di intervista all’Arcuri, affranta. Purtroppo, per una pura coincidenza, erano in scaletta da tempo. E non avanzava tempo per parlare di sciocchezze come la disoccupazione. Questa si che si chiama informazione, ragazzi!
L’articolo è stato originariamente pubblicato su Giornalettismo
Normal
0
14
false
false
false
MicrosoftInternetExplorer4
st1:*{behavior:url(#ieooui) }
/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:”Tabella normale”;
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-parent:”";
mso-padding-alt:0pt 5.4pt 0pt 5.4pt;
mso-para-margin:0pt;
mso-para-margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:10.0pt;
font-family:”Times New Roman”;
mso-ansi-language:#0400;
mso-fareast-language:#0400;
mso-bidi-language:#0400;}
L’Italia ha una vera emergenza da affrontare. Non è la crisi economica: quella, come ricorda giustamente il nostro premier, non esiste, è un’invenzione dei giornali, tutti schierati contro di lui. E non è neppure il terremoto in Abruzzo. Quello è già stato risolto, un vero miracolo, come ricorda giustamente il nostro premier. La vera emergenza nazionale è la Rai. Nonostante la stoica opera del suo Presidente, del suo Consiglio di Amministrazione (nominati dal presidente del Consiglio) del Direttore generale (nominato da Berlusconi) dei direttori di Rai uno e Rai due (nominati dal Proprietario di Mediaset), dell’eroico Augusto Minzolini (nominato dal Presidente del Milan) e dei baldi giovanotti del Tg1, e dell’eroe degli eroi, Bruno Vespa (nominato dall’ex marito di Veronica Lario), la Rai trama contro il destino della nazione, del governo e del presidente del consiglio).
Pietra dello scandalo, Michele Santoro, che nella sua trasmissione Annozero ha osato fare ciò che nessuno aveva mai osato fare in tv da quando l’ordine berlusconiano è stato ristabilito: dare le notizie senza nascondere ciò che tutto il mondo legge tutti i giorni. E intervistare la protagonista di uno scandalo che vede coinvolto il fratello dell’editore del Giornale, la signora D’addario.
Uno scandalo intollerabile: il governo guidato dal papà di Marina Berlusconi ha giustamente chiesto l’apertura di un’istruttoria per valutare se richiedere l’intervento dell’Autorità garante nelle Comunicazioni per l’applicazione delle sanzioni. Ma perché sta accadendo tutto questo? Lo ha spiegato l’uomo più intelligente del mondo, la prova vivente dell’esistenza del dio dei creti, l’antico popolo che abitava la nota isola. Fabrizio Cicchitto. Il capogruppo Pdl alla Camera, in una lettera, ha chiesto l’intervento del CdA Rai: Il presidente, il direttore generale, i membri del consiglio di amministrazione (quelli nominati dal presidente del Consiglio, da Berlusconi e dal presidente del Milan) sono di fronte a un problema a cui hanno dato risposte largamente insoddisfacenti. Ci sono trasmissioni faziose in Rai, una serie di talk show e di cosiddetta satira politica che fannno capire che la rai è di sinistra. Trasmissioni come Ballarò, Parla con me, Annozero, Report, Che tempo che fa, In 1/2h. E pure quella maledetta L’Infedele, che va in onda su La7, ma solo per scherzo, perché è anch’essa una trasmissione della Rai.
Basta con questa occupazione della sinistra sulla Rai! Cacciate il Presidente, il Consiglio di Amministrazione, i Direttori di rete, quelli di telegiornale, tutta gente che la sinistra ha messo in quei posti e che occupa la Rai. Mettete al loro posto Topo Gigio, Emilio Fede e Il Gabibbo! E fate Fabrizio Cicchitto presidente della Rai.
Così, finalmente, l’Italia sarà davvero all’ anno zero. O meglio, al 1922. il 28 di ottobre, per l’esattezza.
Buon tutto!
Anche gli ultimi ostacoli sulla strada del Governo più bello che ci sia stanno per essere spazzati via. Dopo aver confinato nell’ombra Walter Veltroni, che gli aveva fatto una durissima opposizione, Silvio Berlusconi ha visto cadere una degli ultimi contrattempi nel suo trionfale cammino verso l’impero. Il Consiglio di Stato ha infatti respinto il ricorso in appello di Europa 7 contro la sentenza del Tar del Lazio, che aveva già dichiarato inammissibile e irricevibile il ricorso di quella emittente volto all’annullamento dell’autorizzazione alla radiodiffusione tv di Rete 4. Secondo il Presidente di Mediaset la battaglia parlamentare tuttora aperta sulla questione diviene quindi un’inutile contesa. Infatti, Fedele Confalonieri ha detto che Rete 4 va avanti a tutta, anche perché in fondo Berlusconi è proprietario solo di un terzo di Mediaset che per due terzi è dei fondi di investimento. Il buon Fedele ha ragione. Lo sanno tutti che Mediaset non è di Berlusconi, ma dei suoi figli e dello spirito santo. Mentre stappavano lo champagne, Confalonieri e Berlusconi hanno però scoperto che il Consiglio di Stato ha anche richiamato una sentenza della Corte europea di giustizia del 31 gennaio 2008, che dichiarava illegittime le norme italiane sulle frequenze e riconosceva a Europa 7 il suo diritto ad avere le frequenze per trasmettere: Europa 7 può trasmettere, Rete 4 (forse) no. Ma i giudici del Consiglio di Stato sono dei buontemponi, e hanno una gran voglia di scherzare. Così, hanno detto che non possono essere loro ad imporre al Governo la distribuzione corretta delle frequenze: a doversi pronunciare sull’assegnazione delle frequenze tra Rete 4 ed Europa 7 deve essere il Governo, cioè Silvio Berlusconi. A questa notizia tutti gli allevamenti di polli italiani sono stati sommersi dalle risate. Perchè chiunque conosce Silvio Berlusconi, la sua imparzialità, il suo senso dello Stato, sa che deciderà per il meglio. E infatti sta già studiando il nuovo palinsesto, pardon, i nuovi assetti istituzionalie i relativi provvedimenti. Il Consiglio dei ministri si svolgerà negli studi di Media shopping, il Quirinale verrà spostato direttamente negli studi del TG4, con Emilio Fede che intervisterà ogni sera il presidente Napolitano che parlerà compiaciuto del nuovo clima di collaborazione che si respira e benedice la destra e la manca (la sinistra). Negli studi di Stranamore, si svolgeranno le riunioni del Consiglio Superiore della Magistratura, e si varerà un nuovo ordinamento giudiziario finalmente semplificato, una sola legge con 2 articoli: Art.1 Berlusconi ha sempre ragione, Art.2 Qualora accada che Berlusconi non ha ragione, vale l’Art.1. Il Ministero dell’Economia si sposterà in Quella Casa nella prateria, proprio sotto i 3 monti e si farà il Federalismo fiscale, con ricchi premi e cotillons mentre Bossi e Calderoli suonano musiche celtiche davanti alla sorgente del Po. All’interno della serie Walker Texas Rangers verranno decise le nuove norme per la sicurezza nazionale, con Chuck Norris che coordinerà i 3 responsabili territoriali, Bobo Maroni per il Nord, il Cardinale Ruini per il centro e Bernardo Provenzano per il sud. E, a tempo perso, si penserà anche a riformare l’assetto radio televisivo: finalmente, non ci sarà più conflitto, ma solo interessi. E per i pochi avversari rimasti, quelli davvero ostinati ed irriducibili, saranno previsti corsi di rieducazione a cura di Davide Mengacci e Cesare Cadeo. Le riunioni del Parlamento saranno sostituite dagli incontri di Wrestling, dove tutti fanno finta di darsele di santa ragione e poi vanno insieme a mangiare da “Er Patata”. E in questo dolce clima dittatoriale l’Italia sarà finalmente pacificata, tranquilla, e potrà addormentarsi serena ogni sera, davanti a un magnifico TV color al plasma. Tutto questo, e molto altro, lo vedrete prossimamente su questi schermi. Naturalmente su Rete 4!
Buon tutto!
E’ proprio vero che le disgrazie non vengono mai da sole. Non ci siamo ancora ripresi da una terribile notizia, che già ne arriva un’altra. No, non preoccupatevi, non stiamo parlando per l’ennesima volta della batosta elettorale della sinistra. Ma di qualcosa di molto molto più importante. La conclusione di Amici, una notizia che ci ha gettato nello sconforto più totale. Non siamo riusciti a mangiare per giorni e giorni, e non è servita a consolarci la magnifica festa di Piazza del popolo, dove abbiamo potuto rivedere, purtroppo per l’ultima volta, i nostri eroi della squadra blu e della squadra bianca. Come resistere alle splendide esibizioni dei protagonisti della fortunata trasmissione: le riflessioni filosofiche di Platinette, le analisi raffinate della De Filippi, le terribili angosce per i grandi problemi dell’umanità che affliggevano i concorrenti? Ed ecco che, apunto, una nuova tegola ci cade sulla testa. Mandandoci definitivamente al tappeto. Il colpo di grazia: anche il Grande Fratello chiude i battenti. Come riusciremo ad andare avanti adesso? Di cosa parleremo la sera, mentre sul telegiornale passano le tranquillizzanti immagini di guerra e le dichiarazioni di politici di bassa Lega? Come potremo restare senza le interessanti discussioni della casa, i colpi di scena davanti al gabinetto, le strepitose performance amatorie di Tizio o di Caia? E chi sostituirà gli appassionanti dibattiti quotidiani nel salotto della Casa, conferme dell’indissolubile legame esistente tra l’uomo e le scimmie? Quanto saranno lunghe le azzurre giornate della primavera e dell’estate, che trascorreremo nella trepidante attesa della prossima stagione televisiva, delle prossime edizioni di questi due splendidi esempi di Tv intelligente? E riusciranno, i responsabili di queste trasmissioni, a trovare personaggi dello stesso spessore intellettuale, della stessa elegante raffinatezza, magnifici esemplari dell’Italia di cielo di sole e di mare che ci rende così orgogliosi di essere italiani? Mentre aspettiamo, tormentandoci tra queste domande, e nel frattempo facciamo la fila per pagare le bollette; e mentre trepidiamo per il destino che attende i protagonisti di questa edizione dei bellissimi programmi, destinati sicuramente – come i loro predecessori – a brillantissime carriere nel mondo dello spettacolo, della politica, della società, e nel frattempo ci sbattiamo nei nostri lavori ed occupazioni, ci restano pochi motivi di consolazione. Ad esempio, fino alle nuove edizioni di queste trasmissioni, potremo intrattenerci con le dichiarazioni di Borghezio, con la nomina di un indiscusso genio come Roberto Calderoli a vice presidente del Consiglio, con le giocose esternazioni di Alessandra Mussolini. E soprattutto, almeno fino all’estate, Porta a porta, la casa di Bruno Vespa, resiste. Ecco l’ultimo eroico baluardo della Tv intelligente. Spossiamo restare tranquilli: lui e Emilio Fede, per un bel pezzo non ce li leva nessuno di torno. E allora, mentre aspettiamo con il cuore gonfio di dolore l’ultima puntata di stasera, lasciamoci con un po’ di ottimismo: al pensiero di Calderoli e La Russa da vespa tutte le sere, non siete anche voi un po’ meno tristi?
Buon tutto!
Buon tutto!
Se questo post ti piace, votalo. Basta andare QUI e cliccare OK
Buon tutto!
Se questo post ti piace, votalo. Basta andare QUI e cliccare OK
Buon tutto!
Se questo post ti piace, votalo. Basta andare QUI e cliccare OK
On line su Comicomix Juri e Kail, una Fant Art dedicata a Chie Shinohara nella Galleria di Jolly
Buon tutto!
Orson Welles
Se questo post ti piace, votalo. Basta andare QUI e cliccare OK
Buon tutto!







