Stai visualizzando l'archivio dei tag per il tag ‘tv’ .

Ora di cena. Il telegiornale. Prima notizia: Danni, catastrofi e distruzioni dell’uragano Irene. Seconda notizia: Bossi e Berlusconi in piena depressione da manovra. Terza notizia: l’economia va sempre più giù e la disoccupazione che va sempre più su. Quarta notizia: l’effetto serra minaccia la sopravvivenza del Pianeta. Stop al Tg, arrivano i mini spot.

Primo spot: fatti coccolare dalle nostre favolose crociere, perche tu vali. Secondo spot: non cambiare mai il tuo detersivo che lava più bianco che più bianco non si può. Terzo Spot: pochi sanno che per il tuo adorato micio castrato serve un cibo preparato apposta per il suo speciale miao. Quarto spot: per chi ama il gusto d’arancia ma è sensibile alla sua acidità arriva il succo BA, a bassa acidità. Fine dei minispot, ripartono le notizie.

Uno strano senso di angoscia alla bocca dello stomaco. Forse è la sensazione che provarono i passeggeri del Titanic ascoltando l’orchestrina suonare. O forse è il retrogusto amaro di quello “strano godimento a sentirsi inutili” che avvolge nel suo caldo abbraccio l’uomo moderno.

Chissà quale dei due è il destino peggiore.

Pubblicato su Giornalettismo

Il direttorissimodel Tg1 Augusto Minzolini, quello che ha brillantemente portato il telegiornale più seguito d’Italia oltre vette che neppure Emilio Fede avrebbe osato scalare, continua a stupire con effetti speciali. Dando corso a voci che si sentivano da un po’, ha deciso – subito dopo la vittoria del PdL alle regionali (una semplice coincidenza) – di rimuovere dalla conduzione tre volti noti: Tiziana Ferrario (edizione delle 20), Paolo Di Giannantonio (13,30) e Piero Damosso (mattino). Sempre per una curiosa coincidenza, sono 3 di quelli che non hanno firmato la famosa lettera di sostegno al direttorissmo, quando esplose lo scandalo delle intercettazioni. Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, consiglieri di minoranza, parlano di epurazione e chiedono un intervento del presidente della Rai Paolo Garimberti. Anche il MInzolini Fede Minzolini, direttorissimo che epura benissimocomitato di redazione del Tg1 definisce la decisione di Minzolini come “un precedente molto grave“, un provvedimento che “sembra confermare la volontà del direttore di penalizzare i colleghi che non si sono schierati al suo fianco nella raccolta di firme sul caso Mills“. Certo, l’avvicendamento alla conduzione rientra tra i normali esercizi del potere del direttore, ma “cambi così massicci nella proposizione del principale telegiornale del servizio pubblico e che riguardano tre colleghi autorevoli che, guarda caso, appena poche settimane fa non firmarono un documento di sostegno al direttore  suscitano più di un dubbio” dice Franco Siddi, segretario Fnsi, il sindacato dei giornalisti.

Alle critiche risponde il direttorissimo Minzolini stesso: nessuna epurazione, “sono stati assunti diciotto precari, e per dare un segnale di cambiamento al Tg1 bisogna mostrare volti nuovi.” Il nesso sfugge, ma non importa. Il cambiamento è sempre importante. E infatti eccolo il cambiamento, ecco i volti nuovi: Francesco Giorgino (ore 20), fratello di Nicola, neosindaco del Pdl nel comune di Andria, e – ma che coincidenza – avvocato del direttorissimo Minzolini. Quello che era con lui mentre era al telefono a Trani e – secondo le indagini – dicono stesse rivelando il contenuto del suo interrogatorio. Francesco Giorgino, che fu rimosso dalla conduzione del Tg1 dal direttore Cleemnte Mimum, che non aveva gradito certe sue affermazioni ai tempi del panino, dei servizi con gli applausi taroccati: ha imparato la lezione, si vede. E poi, ecco altri due volti nuovi: Laura Chimenti al Tg1 delle 13,30 e Francesca Grimaldi alle edizioni del mattino. Tutte e due anche questa una semplice coincidenza, dichiaratamente di centro destra. Perché condurre il Tg1 non è cosa che si può lasciar fare ai “comunisti”.

Un Tg1 che anche ieri sera era in splendida forma. 12 secondi e un cartello veloce per raccontare che i dati Istat dicono che in Italia la disoccupazione resta molto alta, e che è cresciuta enormemente quella dei giovani tra 15 e 24 anni, pari al 28%, molto al di sopra di quella europea. Ma c’erano dei validi motivi. In scaletta, 4 servizi fondamentali, di 2 minuti ciascuno: sulla rinascita di Via Montenapoleone, il salotto di Milano, con ben tre interviste a passanti e commercianti della zona; i francesi che impazziscono per la pizza, ne mangiano ben 10 kg a testa all’anno, il doppio di noi italiani, con servizio del corrispondente da Parigi; l’importanza di lavarsi bene le mani, con commento di due medici dell’igiene; e infine, last but not least, la rimozione della statua di Manuela Arcuri sul lungomare di Porto Cesareo in provincia di Lecce, dopo 8 anni di polemiche delle mogli dei pescatori, con tanto di intervista all’Arcuri, affranta. Purtroppo, per una pura coincidenza, erano in scaletta da tempo. E non avanzava tempo per parlare di sciocchezze come la disoccupazione. Questa si che si chiama informazione, ragazzi!

L’articolo è stato originariamente pubblicato su Giornalettismo

Normal
0
14

false
false
false

MicrosoftInternetExplorer4

st1:*{behavior:url(#ieooui) }

/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:”Tabella normale”;
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-parent:”";
mso-padding-alt:0pt 5.4pt 0pt 5.4pt;
mso-para-margin:0pt;
mso-para-margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:10.0pt;
font-family:”Times New Roman”;
mso-ansi-language:#0400;
mso-fareast-language:#0400;
mso-bidi-language:#0400;}

L’Italia ha una vera emergenza da affrontare. Non è la crisi economica: quella, come ricorda giustamente il nostro premier, non esiste, è un’invenzione dei giornali, tutti schierati contro di lui. E non è neppure il terremoto in Abruzzo. Quello è già stato risolto, un vero miracolo, come ricorda giustamente il nostro premier. La vera emergenza nazionale è la Rai. Nonostante la stoica opera del suo Presidente, del suo Consiglio di Amministrazione (nominati dal presidente del Consiglio) del Direttore generale (nominato da Berlusconi) dei direttori di Rai uno e Rai due (nominati dal Proprietario di Mediaset), dell’eroico Augusto Minzolini (nominato dal Presidente del Milan) e dei baldi giovanotti del Tg1, e dell’eroe degli eroi, Bruno Vespa (nominato dall’ex marito di Veronica Lario), la Rai trama contro il destino della nazione, del governo e del presidente del consiglio).

 

Pietra dello scandalo, Michele Santoro, che nella sua trasmissione Annozero ha osato fare ciò che nessuno aveva mai osato fare in tv da quando l’ordine berlusconiano è stato ristabilito: dare le notizie senza nascondere ciò che tutto il mondo legge tutti i giorni. E intervistare la protagonista di uno scandalo che vede coinvolto il fratello dell’editore del Giornale, la signora D’addario.

 

Uno scandalo intollerabile: il governo guidato dal papà di Marina Berlusconi ha giustamente chiesto l’apertura di un’istruttoria per valutare se richiedere l’intervento dell’Autorità garante nelle Comunicazioni per l’applicazione delle sanzioni. Ma perché sta accadendo tutto questo? Lo ha spiegato l’uomo più intelligente del mondo, la prova vivente dell’esistenza del dio dei creti, l’antico popolo che abitava la nota isola. Fabrizio Cicchitto. Il capogruppo Pdl alla Camera, in una lettera, ha chiesto l’intervento del CdA Rai: Il presidente, il direttore generale, i membri del consiglio di amministrazione (quelli nominati dal presidente del Consiglio, da Berlusconi e dal presidente del Milan) sono di fronte a un problema a cui hanno dato  risposte largamente insoddisfacenti. Ci sono trasmissioni faziose in Rai, una serie di talk show e di cosiddetta satira politica che fannno capire che la rai è di sinistra. Trasmissioni come Ballarò, Parla con me, Annozero, Report, Che tempo che fa, In 1/2h. E pure quella maledetta L’Infedele, che va in onda su La7, ma solo per scherzo, perché è anch’essa una trasmissione della Rai.

 

Basta con questa occupazione della sinistra sulla Rai! Cacciate il Presidente, il Consiglio di Amministrazione, i Direttori di rete, quelli di telegiornale, tutta gente che la sinistra ha messo in quei posti e che occupa la Rai. Mettete al loro posto Topo Gigio, Emilio Fede e Il Gabibbo! E fate Fabrizio Cicchitto presidente della Rai.

 

Così, finalmente, l’Italia sarà davvero all’ anno zero. O meglio, al 1922. il 28 di ottobre, per l’esattezza.

Buon tutto!

Anche gli ultimi ostacoli sulla strada del Governo più bello che ci sia stanno per essere spazzati via. Dopo aver confinato nell’ombra Walter Veltroni, che gli aveva fatto una durissima opposizione, Silvio Berlusconi ha visto cadere una degli ultimi contrattempi  nel suo trionfale cammino verso l’impero. Il Consiglio di Stato ha infatti respinto il ricorso in appello di Europa 7 contro la sentenza del Tar del Lazio, che aveva già dichiarato inammissibile e irricevibile il ricorso di quella emittente volto all’annullamento dell’autorizzazione alla radiodiffusione tv di Rete 4. Secondo il Presidente di Mediaset la battaglia parlamentare tuttora aperta sulla questione diviene quindi un’inutile contesa. Infatti, Fedele Confalonieri ha detto che Rete 4 va avanti a  tutta, anche perché in fondo Berlusconi è proprietario solo di un terzo di Mediaset che per due terzi è dei fondi di investimento. Il buon Fedele ha ragione. Lo sanno tutti che Mediaset non è di Berlusconi, ma dei suoi figli e dello spirito santo. Mentre stappavano lo champagne, Confalonieri e Berlusconi hanno però scoperto che il Consiglio di Stato ha anche  richiamato una sentenza della Corte europea di giustizia del 31 gennaio 2008, che dichiarava illegittime le norme italiane sulle frequenze e riconosceva a Europa 7 il suo diritto ad avere le frequenze per trasmettere: Europa 7 può trasmettere, Rete 4 (forse) no. Ma i giudici del Consiglio di Stato sono dei buontemponi, e hanno una gran voglia di scherzare. Così, hanno detto che non possono essere loro ad imporre al Governo la distribuzione corretta delle frequenze: a doversi pronunciare sull’assegnazione delle frequenze tra Rete 4 ed Europa 7 deve essere il Governo, cioè Silvio Berlusconi. A questa notizia tutti gli allevamenti di polli italiani sono stati sommersi dalle risate. Perchè chiunque conosce Silvio Berlusconi, la sua imparzialità, il suo senso dello Stato, sa che deciderà per il meglio. E infatti sta già studiando il nuovo palinsesto, pardon, i nuovi assetti istituzionalie i relativi provvedimenti. Il Consiglio dei ministri si svolgerà negli studi di Media shopping, il Quirinale verrà spostato direttamente negli studi del TG4, con Emilio Fede che intervisterà ogni sera il presidente Napolitano che parlerà compiaciuto del nuovo clima di collaborazione che si respira e benedice la destra e la manca (la sinistra). Negli studi di Stranamore, si svolgeranno le riunioni del Consiglio Superiore della Magistratura, e si varerà un nuovo ordinamento giudiziario finalmente semplificato, una sola legge con 2 articoli: Art.1 Berlusconi ha sempre ragione, Art.2 Qualora accada che Berlusconi non ha ragione, vale l’Art.1. Il Ministero dell’Economia si sposterà in Quella Casa nella prateria, proprio sotto i 3 monti e si farà il Federalismo fiscale, con ricchi premi e cotillons mentre Bossi e Calderoli suonano musiche celtiche davanti alla sorgente del Po. All’interno della serie Walker Texas Rangers verranno decise le nuove norme per la sicurezza nazionale, con Chuck Norris che coordinerà i 3 responsabili territoriali, Bobo Maroni per il Nord, il Cardinale Ruini per il centro e Bernardo Provenzano per il sud. E, a tempo perso, si penserà anche a riformare l’assetto radio televisivo: finalmente, non ci sarà più conflitto, ma solo interessi. E per i pochi avversari rimasti, quelli davvero ostinati ed irriducibili, saranno previsti corsi di rieducazione a cura di Davide Mengacci e Cesare Cadeo. Le riunioni del Parlamento saranno sostituite dagli incontri di Wrestling, dove tutti fanno finta di darsele di santa ragione e poi vanno insieme a mangiare da “Er Patata”. E in questo dolce clima dittatoriale l’Italia sarà finalmente pacificata, tranquilla, e potrà addormentarsi serena ogni sera, davanti a un magnifico TV color al plasma. Tutto questo, e molto altro, lo vedrete prossimamente su questi schermi. Naturalmente su Rete 4!
Buon tutto!

E’ proprio vero che le disgrazie non vengono mai da sole. Non ci siamo ancora ripresi da una terribile notizia, che già ne arriva un’altra. No, non preoccupatevi, non stiamo parlando per l’ennesima volta della batosta elettorale della sinistra. Ma di qualcosa di molto molto più importante. La conclusione di Amici, una notizia che ci ha gettato nello sconforto più totale. Non siamo riusciti a mangiare per giorni e giorni, e non è servita a consolarci la magnifica festa di Piazza del popolo, dove abbiamo potuto rivedere, purtroppo per l’ultima volta, i nostri eroi della squadra blu e della squadra bianca. Come resistere alle splendide esibizioni dei protagonisti della fortunata trasmissione: le riflessioni filosofiche di Platinette, le analisi raffinate della De Filippi, le terribili angosce per i grandi problemi dell’umanità che affliggevano i concorrenti? Ed ecco che, apunto, una nuova tegola ci cade sulla testa. Mandandoci definitivamente al tappeto. Il colpo di grazia: anche il Grande Fratello chiude i battenti. Come riusciremo ad andare avanti adesso? Di cosa parleremo la sera, mentre sul telegiornale passano le tranquillizzanti immagini di guerra e le dichiarazioni di politici di bassa Lega? Come potremo restare senza le interessanti discussioni della casa, i colpi di scena davanti al gabinetto, le strepitose performance amatorie di Tizio o di Caia? E chi sostituirà gli appassionanti dibattiti quotidiani nel salotto della Casa, conferme dell’indissolubile legame esistente tra l’uomo e le scimmie? Quanto saranno lunghe le azzurre giornate della primavera e dell’estate, che trascorreremo nella trepidante attesa della prossima stagione televisiva, delle prossime edizioni di questi due splendidi esempi di Tv intelligente? E riusciranno, i responsabili di queste trasmissioni, a trovare personaggi dello stesso spessore intellettuale, della stessa elegante raffinatezza, magnifici esemplari dell’Italia di cielo di sole e di mare che ci rende così orgogliosi di essere italiani? Mentre aspettiamo, tormentandoci tra queste domande, e nel frattempo facciamo la fila per pagare le bollette; e mentre trepidiamo per il destino che attende i protagonisti di questa edizione dei bellissimi programmi, destinati sicuramente – come i loro predecessori – a brillantissime carriere nel mondo dello spettacolo, della politica, della società, e nel frattempo ci sbattiamo nei nostri lavori ed occupazioni, ci restano pochi motivi di consolazione. Ad esempio, fino alle nuove edizioni di queste trasmissioni, potremo intrattenerci con le dichiarazioni di Borghezio, con la nomina di un indiscusso genio come Roberto Calderoli a vice presidente del Consiglio, con le giocose esternazioni di Alessandra Mussolini. E soprattutto, almeno fino all’estate, Porta a porta, la casa di Bruno Vespa, resiste. Ecco l’ultimo eroico baluardo della Tv intelligente. Spossiamo restare tranquilli: lui e Emilio Fede, per un bel pezzo non ce li leva nessuno di torno. E allora, mentre aspettiamo con il cuore gonfio di dolore l’ultima puntata di stasera, lasciamoci con un po’ di ottimismo: al pensiero di Calderoli e La Russa da vespa tutte le sere, non siete anche voi un po’ meno tristi?
Buon tutto!

Uno spettro si aggira per l’Europa.Le libertà fondamentali che ci siamo faticosamente conquistati potrebbero essere cancellate. I cosacchi potrebbero entrare in San Pietro, i lanzichenecchi potrebbero arrivare alle porte di Milano, i Borboni tornerebbero a Napoli. La colpa di tutto questo? Di quei bolscevichi dell’ Unione. No, non i comunisti come Prodi, Rutelli e Padoa Schioppa (volevamo scrivere anche il nome di D’Alema, ma ci ha fatto sapere che ci avrebbe querelato per l’offesa e abbiamo preferito rinunciare…). Quelli di Bruxelles L’Unione Europea. La Commissione europea ha infatti proposto l’apertura di una “procedura di infrazione” contro la legge sull’assetto televisivo dell’Italia, quella scritta dall’ex ministro Gasparri, sotto l’amorevole e disinteressata dettatura di Silvio Berlusconi. Secondo quei dannati comunisti dell’Unione (europea) la nostra legge non rispetterebbe la direttiva “Tv senza frontiere”. Gli spot pubblicitari sono troppo frequenti: più di 12 minuti in un ora di trasmissione, con intervalli di meno di 20 minuti tra un blocco pubblicitario e l’altro. E poi, dicono a Bruxelles, contrariamente a quanto prevede la norma europea, non vengono considerati come pubblicità quei simpatici siparietti delle televendite e le autopromozioni dei propri programmi. Insomma, facendo due calcoli, in Italia circa 25 minuti in un ora di trasmissione sono occupati dalla pubblicità. Se la procedura finirà con una condanna all’Italia, il Governo dovrà pagare una salatissima multa, oppure approvare una nuova legge, più  rispettosa delle norme adottate in USA e in Europa. Si potrebbe, ad esempio, approvare il disegno di legge Gentiloni che, per qualche oscuro motivo, giace sepolto in qualche scaffale del Senato, sommerso da una valanga di emendamenti proposti (ma guarda il caso) da Forza Italia. Come osservano molti senatori e deputati, che si preoccupano sempre del nostro bene, quella legge non va bene, sarebbe un attentato alla nostra libertà di romperci le palle guardando la pubblicità. Per questo, contro questo provvedimento liberticida sono già partite manifestazioni spontanee di migliaia (migliaia, anzi milioni, anzi miliardi!!!) di onesti cittadini. Nelle case si stanno consumando dei veri e propri drammi: casalinghe disperate all’idea di non poter più vedere le telepromozioni di Antonella Clerici o di Mike Bongiorno, signori inviperiti al pensiero di perdersi quei distensivi spot che interrompono la visione del rigore decisivo della finale di Coppa campioni. Per fortuna, le forze del bene si stanno organizzando. Renato Schifani ed Elisabetta Gardini, si sono incatenati davanti a Palazzo Chigi, chiedendo l’intervento del Governo perché non cambi la legge e – se quei maledetti insistono – dichiari guerra a Bruxelles, o almeno al principato del Liechtestein. Emilio Fede ha lanciato dal suo Tg4 (un attimo primo di mandare uno spot sui cetriolini, comunque più informativo di una sua notizia) una petizione per far uscire l’Italia dalla Ue, dalla Nato e anche dal consesso dei paesi civili. L’ex ministro Gasparri, raggiunto per un commento, ha puntato il dito contro i responsabili di questa situazione: la legge che (per motivi non ancora chiariti) porta il suo nome è infatti un vergognoso regalo fatto dal Governo a Berlusconi, quindi è tutta colpa di Prodi e dei comunisti, con cui tra l’altro ormai Berlusconi è pappa e ciccia, un vero compagno (oops..) di merende, mangia i bambini assieme a Veltroni tutte i pomeriggi. Ma il prode Gasparri ha assicurato che si batterà con tutte le sue forze per far abrogare questa legge vergognosa (la sua), fatta – dice sempre Gasparri – ad esclusivo beneficio di un cittadino e che ora verrà fatta pagare a tutti i contribuenti italiani. Si perché se non si cambia la legge la multa sarà pagata con una nuova tassa che si potrebbe chiamare “Tassa Tv”, o “Tassa Spot”, o “Imposta conflitto d’interessi” o, più semplicemente, “Tassa Berlusconi”. Sulla scelta del nome si potrebbero fare le primarie. Le organizzerebbero Bondi e Cicchitto, al grido di “La pubblicità val bene una tassa”. E, siccome le disgrazie non vengono mai da sole, per giunta ci dovremo rassegnare anche a rinunciare a un po’ di pubblicità in tv! Già vediamo la gente disperata in lacrime. Le crisi di astinenza potrebbero provocare terribili controindicazioni. L’idea di assistere ad un bel film senza interruzioni pubblicitarie fa già venire l’orticaria a più di un marketing manager. La vita, a volte, è davvero ingiusta.
Buon tutto!

Se questo post ti piace, votalo. Basta andare QUI e cliccare OK

Da stamattina c’è un aria nuova in giro. Strana. Festosa. S’incontra un sacco di gente allegra. L’ottimismo invade le strade, le piazze, gli autobus, gli uffici, le fabbriche. Tutti si sorridono, tutti si salutano. Bello. I malati in ospedale non hanno più dolori, le persone in cerca di lavoro guardano al futuro con fiducia. Prodi ha trovato i soldi per risanare il debito ed è pronto a distribuirli ai cittadini italiani? No, molto meglio. Berlusconi ha finalmente ritrovato la bacchetta magica smarrita in 5 anni di governo, ed è pronto a promettere il paese di bengodi per tutti? Di più, di più…Beppe Grillo ha rotto gli indugi ed è pronto a liberare l’Italia dai partiti fondando un partito? Niente affatto. Una cosa veramente sensazionale. Sì, perché, oggi, finalmente, dopo tanti mesi di assenza, ritorna l’Isola dei famosi. Il programma Tv più bello, interessante, intelligente che ci sia. E senti quest’eccitazione che invade l’intero paese, da Colico a Capo Passero, da Cormons a Bordighera, da Cesenatico a Punta Ala, da Leuca a Cantù. Ma tu ti senti escluso; questa festa non è per te. E te ne stai triste e in disparte, in un cantuccio solitario. Escluso da questo evento memorabile. Purtroppo stasera non potrai guardare la Tv, perché devi uscire con un tuo amico, che non vedi da tanto tempo. E non potrai neppure vedere le altre puntate: la prossima settimana, proprio quel giorno, dovrai andare al cinema con il tuo partner; glielo hai promesso. E anche la settimana successiva, niente da fare, hai giusto prenotato 3 giorni in vacanza a Metanopoli. E quella ancora dopo sarai costretto ad andare a teatro, a vedere la compagnia di Gabriele Lavia. E così, di settimana in settimana, non mai una sera per poter seguire le gesta dei nuovi Vip impegnati nelle emozionanti gare di sopravvivenza. Niente Alessandro Cecchi Paone, niente Cristiano Malgioglio, niente Francesco Coco e niente Debora Caprioglio. Come riuscire a sopravvivere a questo dramma? Sarà davvero difficile. Per sicurezza, controlli freneticamente sull’agenda, e ti accorgi di avere una serata libera. Senza nessun impegno. Vuota. E’ la sera del 24 novembre, proprio in occasione dell’ultima puntata. L’ansia ti assale, per un attimo, solo un attimo. Poi dopo, il viso si distende. Un tuo amico ti ha prestato sei mesi fa un Dvd con tutte le interviste rilasciate da Prodi e da Berlusconi negli ultimi 12 mesi. Non puoi deluderlo, ci tiene tanto ad un tuo parere. Anche quella sera, sarai costretto a perderti l’Isola dei Famosi. Peccato!
Buon tutto!

Se questo post ti piace, votalo. Basta andare QUI e cliccare OK

Clemente J Mimum è un grande personaggio; anzi, di più: è un caso clinico. Figlio di una famiglia di commercianti in generi alimentari, fa da sempre il venditore di panini ad Ostia (bagno 47), ma è affetto sin da bambino da una sindrome, peraltro piuttosto diffusa: crede di essere un giornalista. Il suo caso però è tra i più gravi segnalati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: Clemente, poveraccio, è convinto di essere un direttore di giornale. Anzi, il migliore direttore di telegiornale. Ne è così convinto, che Silvio Berlusconi (che non perde occasione di dimostrare la sua  generosità e il suo altruismo) quando divenne Presidente del Consiglio decise di fare un’opera buona, nominandolo direttore del TG1. Alle rimostranze di qualche suo consigliere (per quel posto erano in lizza anche qualificati professionisti come Pietro Gambadilegno e Lex Luthor) Silvio ricordava che la Rai, essendo un servizio pubblico, ha tra i suoi compiti l’assistenza sociale. Il povero Clemente ha svolto il compito affidatogli, nonostante ripetute crisi d’identità e confusioni mentali (tipici effetti collaterali della sua sindrome)  gli abbiano fatto spesso scambiare realtà e fantasia, facendogli confezionare panini al posto di servizi giornalistici. Ed è stato anche, diciamolo francamente, un po’ ingrato con chi lo aveva generosamente aiutato: Clemente ha lodato nel suo TG, secondo i dati dell’Osservatorio di Pavia (o di Sin city?) il suo benefattore solo per l’85% del tempo, mentre nel restante 15% (per doverosa par condicio) criticava il centrosinistra. Ma Silvio è un uomo dal cuore d’oro e, quando Mimum è stato ingiustamente spodestato, lo ha aiutato ancora, nominandolo direttore del TG5, battendo la concorrenza di Mr. Bean. Ma non aveva fatto i conti con l’aggravarsi della malattia. Clemente ha infatti perso completamente la testa e l’altra sera ha fatto una cosa gravissima. Davvero imperdonabile. Dopo aver trasmesso il servizio sul caso di sospetti abusi pedofili di Rignano (che ha probabilmente affossato ogni residua speranza di dare giustizia a quelle creature e ha violato tutti i codici di deontologia professionale, ricevendo immediatamente rimostranze e citazioni in giudizio degli avvocati delle parti in causa), il poveretto è uscito dalla redazione e, sull’uscio del Tg5, ha esclamato davanti al portiere e un paio di passanti testimoni: “Silvio Berlusconi si è trapiantato i capelli!” Di fronte ad un tale scempio della verità, ad un abuso così evidente della sua professione, anche il generoso Silvio si è visto costretto a chiedergli di dimettersi. In una burrascosa telefonata pare che Silvio abbia detto a Clemente: “E poi, cribbio! Lo sanno tutti che ho il tupè”.  Ma Mimum, ormai impazzito, si è asserragliato nel suo ufficio, ha preso in ostaggio l’unico giornalista in servizio al TG5 (gli altri sono tutte comparse di Cinecittà…), e sta trasmettendo non stop 24 ore su 24 un video in cui ripete: “Sono il giornalista più bravo del mondo! Sono il giornalista più bravo del mondo!” mentre, sorridendo, si addenta l’ultimo panino.
Buon tutto!

Se questo post ti piace, votalo. Basta andare QUI e cliccare OK

On line su Comicomix Juri e Kail, una Fant Art dedicata a Chie Shinohara  nella Galleria di Jolly

Cosa c’è di meglio, in queste calde sere d’estate, per passare il tempo? Ovvio: sedersi in poltrona, 40 gradi più o meno, accendere il condizionatore a zero gradi (il ventilatore per i meno abbienti), e guardare lei.  Dolce, sensuale, accattivante. Nostra signora dei tempi moderni. La TV. Cullati dalla luce azzurrina dell’abat-jour del 2000, che bello sprofondarsi nel rutilante mondo dei quiz preserali, dei giochini post telegiornali! E poi, subito dopo, gustarsi qualche film americano di quart’ordine; gettonatissimi Mamma ho perso l’aereo 13 – e chissenefrega oppure Porky’s 42 o anche Scuola di Polizia 12 – Manganelli for president! Oppure, ma bisogna essere davvero fortunati, un cult movie come “Vieni c’è una strada nel bosco”, con Cappuccetto Rosso, nella parte del Lupo mannaro. Oppure, se proprio non c’è nulla di meglio nei 999 canali a disposizione, si mette su un DVD con “Il Meglio di  Bruno Vespa – Porta a porta special edition: Cogne, Erba e altri omicidi. Dacci oggi il nostro scannamento quotidiano” e..il gioco è fatto! Che bello essere avvolti dal sonnacchioso ronzio, catturati dal mondo televisivo, dove tutto è possibile, tutto a portata di mano, insomma: nostro! E diventiamo (anzi, siamo) tutti Tony Blair che si converte, Nina Moric e Fabrizio Corona che si separano (o forse no, chissà..), mezzibusti dei telegiornali che ci raccontano quante volte Pecoraro Scanio è andato al gabinetto, o cosa ha mangiato a colazione Ignazio La Russa. La nostra TV non ci tradisce mai: lo spettacolo televisivo è la vera, sacra, indissolubile unione dei nostri tempi. Una TV è per sempre. A lei affidiamo noi stessi, e anche i nostri figli. Sì, pare che quasi tutti  i bambini sotto i 2 anni e poco meno della metà dei neonati al di sotto dei tre mesi guardino la TV regolarmente, anche per ore.  Davanti alla TV siamo in pace, soli con noi stessi, chiusi nella splendida solitudine delle nostre camere. La TV secondo molti genitori è anche educativa, anche se secondo l’Associazione dei pediatri americani (nemici del progresso e dell’umanità, senza dubbio) i ragazzi che consumano fra le tre e le quattro ore al giorno di TV rischiano più degli altri difficoltà nell’apprendimento e un abbassamento della soglia dell’attenzione. Fandonie, sciocchezze. La TV è una stupenda baby-sitter di cui ci fidiamo, come un estraneo che lasciamo entrare in casa e poi mettiamo da solo a tu per tu col nostro bambino per ore e ore. Comprensiva, accomodante, allegra, colorata. Che meraviglia la TV. Così, ieri sera, stravaccati anche noi in poltrona, un po’ accaldati e assonnati, giocando con il telecomando scoviamo un vecchio film in bianco e nero su uno di quei canali semiclandestini, una tv privata tipo Televacca. Un film datato, ingenuo, di un grande regista del passato: Frank Capra. “La vita è meravigliosa”. Ipnotizzati dalla luce azzurrina, pensando nel dormiveglia al titolo del Film, quando è apparsa la parola fine sullo schermo (ancora un po’intontiti dal caldo umido) abbiamo spento la nostra TV, le abbiamo dato un affettuoso bacino sulla punta dello schermo e siamo usciti di casa. Camminando per la città semideserta, nel silenzio e nel semibuio delle strade bollenti, accarezzati da un bel venticello abbiamo incontrato un paio di amici. Ci siamo seduti su una panchina. La luna brillava e, poco lontano, una coppia di giovani rideva di niente, rompendo il silenzio. Ci siamo messi a chiacchierare, e in un lampo si sono fatte le tre. Mentre sorseggiavamo una birra, un poster con la foto di Mike Bongiorno è volato via, portato dal vento che insisteva a soffiare.
Buon tutto!

“Odio la televisione. La odio come le noccioline. Che però continuo a mangiare”

Orson Welles

Se questo post ti piace, votalo. Basta andare QUI e cliccare OK

C’era una volta…un re? diranno i nostri 34 piccoli e-lettori. No, gente, avete sbagliato. C’era una volta il comunismo. Brr, che paura! L’orco cattivo! No, tranquilli…non c’è pericolo, il post non esploderà al temine della lettura. Il comunismo era un ideale per cui milioni di uomini hanno sognato, sperato, lottato. Un sogno di libertà, uguaglianza, giustizia, per chi giustizia non aveva mai avuto, per chi non aveva neanche il pane da mangiare e vedeva magari gente benvestita, in panciolle, a mangiare pasticcini per le vie del centro la domenica pomeriggio. Ma in suo nome sono però state fatte anche tante nefandezze: persecuzioni, campi di lavoro, uccisioni. Forse, non era il paradiso. Adesso per molti (ma non per tutti…) tutto è passato, finito, distrutto, per il sollievo della brava gente, operosa e fattiva: Tutto quel brutto: i fallimenti, l’orrore, i Gulag. Ma certo, c’è anche un po’ di rimpianto per quel sogno di giustizia e libertà, che accendeva il sorriso di molta povera gente. Per fortuna, però, non siamo stati lasciati soli. Ci è rimasto il sistema perfetto, ideale: il capitalismo…un sistema in cui è a portata di mano ogni bene di dio: il mega albergo alle Maldive dove trascorri in completo relax le meritate vacanze, il satellitare che trova anche il più sperduto paesino di montagna, la tv al plasma, il SUV che sembra una casa, il Rolex, il DVD, e chi più ne ha più ne metta. Ah, che meraviglia. Un mondo davvero perfetto, dove tutti vivono allegri, felici e contenti, fino alla fine dei loro giorni senza fine. Certo, pensandoci bene, qualche piccolo “effetto collaterale” c’é. Tanta gente, che fatica ad arrivare alla fine del mese. Altri, che se riescono ad arrivare vivi al tramonto la considerano una giornata fortunata. Poi ci sono l’effetto serra, la siccità, le guerre insensate, la fame. Pochi Paperon de’Paperoni e miliardi di Paperini. Ma in fondo che importa, sono piccoli dettagli insignificanti, che non scalfiscono la perfezione perfetta di questo mondo perfetto; sono il prezzo da pagare alla felicità. Che dilaga, imperante, da tutti i mega schermi. Lo dice anche la televisione. Ma allora, perchè guardandosi intorno si vedono un sacco di facce tristi, gente incazzata contro tutto e contro tutti? Perchè ci sono gentilissimi signori e signore che ogni mattina escono di casa, nei loro comodi e bei vestiti, nelle loro auto incolonnate nel traffico, nei loro uffici riscaldati, ergonomici, con facce da funerale e pronti a mangiarsi l’uno con l’altro per mezzo euro? A questa domanda, la Tv non dà risposte. La risposta, amici cari, è volata nel vento…
Buon tutto!

A proposito della z- list. Sembra incredibile, ma siamo in lizza per vincere il premio per il migior Z – blog del 2007, categoria blog di gruppo…ma non vi fa ridere? Se vi va, di votare (per noi o per gli altri, non è importante…) fatelo: basta andare nel sito di Sw4n, scaricare la scheda di votazione, votare e spedire l’e-mail entro giovedì 10 maggio. Se non vi va, non fatelo! Questo è il link:

Regala un sorriso

Associazione per la lotta al Neuroblastoma

Scarabocchiamo anche su…

Abbiamo vinto il z-blog awards 2007

Un sorriso lungo un anno

In ricordo di Libero 83

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.