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Basta sacrifici! Sono troppi e troppo duri. Gli italiani sono costretti a ridurre drasticamente (-18%) la spesa per il cibo durante le festività natalizie: è stato, secondo la Coldiretti, il peggior Natale dal 2000. La conferma che non bisogna tirare troppo la corda, che la gente è stufa e sfibrata.
Però, sempre secondo le stime della Coldiretti la spesa è stata complessivamente di circa 2,3 miliardi di euro. Che sono una cifra niente male: ad esempio, più dell’ammontare dell’intero Fondo nazionale Trasporti, su cui Regioni e Governo si sono accapigliate per mesi.
Grandi sacrifici, che non hanno però impedito che – sono sempre stime della Coldiretti – circa un quarto di quel cibo sia finito nella spazzatura. Insomma, se anzichè spendere 2,3 miliardi gli italiani ne avessero spesi di meno, 1,8 miliardi, nessuno ci avrebbe fatto caso, a parte gli operatori ecologici.
Forse servono più sacrifici. Specialmente pensando che in tanti, troppi, durante il Natale hanno seguitato a fare la fame.
Pubblicato anche su Giornalettismo
Alice ha gli occhi grandi e guarda verso il mare mentre il sole scivola lento oltre l’orizzonte. Pensa ai giorni del suo Natale: l’albero, i pacchi, il cibo, i regali. Anche quest’anno non le è andata male, nonostante la crisi: una borsa, un vestito, un bracciale, un cd e altre piccole cose.
Alice ha gli occhi stanchi nella sera senza parole. Pensa che il suo amico Nicola ha avuto un regalo più bello del suo: alla vigilia il suo datore di lavoro gli ha detto che da gennaio avrà il contratto a tempo indeterminato. Per lei, che vaga da un precariato all’altro, praticamente un sogno.
Alice ha gli occhi asciutti nella notte scura, e il freddo nella pelle per un domani senza futuro. E allora stringe quella coperta che sua nonna le ha regalato per Natale. L’ha fatta lei, con le sue mani, “che così ti ricorderai di me”. Quelle cose stupide che dicono i vecchi.
Alice stringe a sé la coperta. Ha il calore antico di un amore che non conosce la fretta del mondo, e attende paziente lo scorrere dei giorni di noia moschina dell’estate e i brividi bianchi dell’inverno. Alice la stringe più forte e nel buio si accendono le stelle. E non è più freddo.
Alice ha gli occhi pieni di rugiada, mentre un po’ di nebbia annuncia il sole.

Come ogni anno, è la viglia di Natale. Una delle occasioni in cui è più facile essere banali. Tra le tante banalità, quella degli auguri di Buon natale a tutti, ai buoni come ai cattivi ai belli come ai brutti. Di solito ci viene in soccorso il Natale in casa Cupiello del grandissimo Eduardo De Filippo.
Stavolta, senza prendere a prestito le sue parole, nel salutare i nostri 36 piccoli lettori nell’imminenza di quel momento in cui si accavallano serenità, ipocrisie, consumismo (quest’anno forse meno sfrenato), buoni sentimenti e banalità, basta ricordare una frase semplice: per essere davvero felici, o almeno sereni, ci piacerebbe che lo fossero anche tutti gli altri che transitano di questo pazzo, meraviglioso, terribile mondo. Purtroppo, non è così. Forse non lo sarà mai.
Ma ci piace pensare che – noi e anche molti altri – faremo tutto il nostro possibile perché questo accada.
Buon tutto.
E’ ormai banale ripetere che ci sono tanti che l’hanno trascorso in qualche parte sperduta dell’Africa, o dell’Asia con poco da bere e da mangiare. E’ inutile parlare di chi lo ha trascorso appeso a una flebo di chemio in un grande ospedale. A chi può interessare, dopo la grande abbuffata di doni, regali, vivande di questi due giorni? Per fortuna, come sempre, possiamo fare appello al bellssimo Natale in casa Cupiello di Eduardo de Filippo. Quella casa dove padri e figli, moglie e marito, fratello e sorella non anno più nulla da dirsi, dove tutto è nascosto in una melma di apparenza ed ipocrisia. Dove tutto è inautentico. Come in un teatro, o se si vuole in un presepe. Un piccolo sogno dove rifugiarsi dalla realtà, anche se solo per poche ore.
A noi piace però pensare ad un mondo dove il sogno non è la fuga da una realtà brutta ed immodificabile, ma la proiezione verso l’utopia, magari irraggiungibile. un progetto per il quale vale comunque la pena di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Un sogno in cui non rifugiarsi, ma in cui credere, combattere, anche sporcandosi le mani con quella realtà così inguardabile, fatta di guerre, sangue innocente, indifferenza e ipocrisia.
Un sogno che può diventare progetto. Che deve diventare progetto. Ed è più facile se al nostro fianco camminano amici, persone. Angeli. Non quelli che alcuni sognano volare nel cielo. Quelli che camminano al nostro fianco ogni giorno. Il padre a cui non rivolgiamo mai un sorriso, il figlio che ignoriamo mentre diventa grande, i nostri affetti che quasi dimentichiamo, persi dal nostro correre quotidiano verso un nulla che prima o poi ci raggiugne e ci sotterra per sempre.
Sì, questo sogno è possibile: anche adesso che il natale è passato, anzi soprattutto adesso. Pensare che è il nostro dovere di uomini e di donne che camminano a tentoni su questo mondo far sì che ci sia un giorno in cui sarà davvero Natale in tutte le case Cupiello, per tutti coloro che, in Europa, in Africa, in Asia e ovunque nel mondo, si trovano a passare per un attimo breve come un sorriso, in questo pazzo mondo, pieno di tante meraviglie e di tante cose da cambiare.
Un sorriso per tutti gli angeli che, sporcandosi le mani e camminando controvento, rendono questo cammino più bello da fare.
Buon tutto!

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L’Italia è un paese straordinario, fatto di gente, gli italiani, davvero meravigliosa: generosi, solari ottimisti. Purtroppo però qualche volta anche gli italiani deludono le aspettative. L’anno 2009 è infatti iniziato con una grande delusione. Gli italiani non hanno voluto dare ascolto alle sagge parole del nostro adorato presidente Berlusconi: L’importante è essere ottimisti per far sì che questa annunciata crisi non sia terribile. E per fare questo dobbiamo avere fiducia e dobbiamo continuare nel nostro stile di vita. Sì, purtroppo dobbiamo dirlo: gli italiani hanno tradito la fiducia che il Presidente aveva in loro. Secondo le associazioni dei consumatori infatti i consumi natalizi sono stati circa 6 miliardi e mezzo, con una caduta di oltre 2 miliardi di euro, , il 20% in meno rispetto al 2007. E’ calato un po’ tutto, soprattutto gli acquisti per abbigliamento e calzature, ma anche mobili e giocattoli. Gli italiani hanno obbedito a Berlusconi solo sugli alimentari, forse perché ancora hanno conservato il vizietto di mangiare. Ma complessivamente, questo natale è stato un disastro: nonostante i generosi servizi da tutti i centri commerciali che il prode Gianni Riotta del Tg1 si è sforzato di trasmettere 12 volte al giorno, la spesa pro capite a Natale non ha superato i 200 euro. E’ davvero triste vedere l’ingratitudine di un popolo che non ascolta i consigli del suo padrone (pardon, del suo capo del governo); e naturalmente Berlusconi c’è rimasto molto male. Come ci informa la nostra riservatissima fonte d’informazioni, il tabaccaio di Ferro di Cavallo, all’inizio si è arrabbiato e ha pensato di licenziare tutti gli italiani. Poi dissuaso da Gianni Letta, ha deciso di soprassedere, cadendo però in un profondo stato di prostrazione, e perdendo addirittura qualche capello dal parrucchino. Sono state chiamate al suo capezzale le ministre Carfagna e Gelmini, che hanno provato a tirarlo su come solo a loro riesce (non siate maligni, stiamo parlando di politica, di cui le due sono espertissime). Quando sembrava, dopo l’arrivo di Italo Bocchino (stiamo sempre parlando di politica, non fate i maliziosi) e con l’aiuto un’iniezione di “Via grà la depressione se ne và” concentrato, che il capo cominciasse a riprendersi, è arrivata la mazzata finale: nonostante le amorevoli previsioni dei suoi sondaggisti di fiducia (e delle le associazioni dei commercianti), sembra che neanche gli imminenti saldi di fine stagione risolleveranno i consumi delle famiglie. Infatti secondo il Codacons appena il 50% delle famiglie acquisterà con i saldi, e la spesa procapite sarà di appena 120 euro a persona, con un calo fino al 30%. Berlusconi l’ha presa male, voleva fare subito un decreto legge per la spendi card, che prevedeva l’acquisto obbligatorio di almeno un nuovo guardaroba per ogni famiglia (il decreto Si saldi chi può) ma i ministri Brunetta e Tremonti si sono opposti perché non hanno fatto ancora acquisti nelle boutique e non intendono entrare nei negozi di via Montenapoleone con troppa gente attorno. Questo ultimo rifiuto ha gettato Berlusconi davvero a terra. Peccato perché – tra un’intercettazione e l’altra di una sua conversazione privata con la sottosegretario Brambilla (tema, naturalmente, lo sviluppo del Turismo) – si accingeva a cominciare anche nel 2009 praticando il suo sport preferito: mettere il cittadino italiano allegramente inclinato a 90 gradi, togliersi i pantaloni e lasciare poi che gli animal spirits del capitalismo facciano il loro corso (magari se serve con un pizzico di “Via grà la depressione se ne và”). Ma se non si risolleva l’ottimismo, non ci riuscirà. E saranno guai seri.
Buon tutto!
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E’ una notte di dicembre. La città è ferma, sotto una pioggia sporca che cade nei viali luccicanti di auto e una nebbiolina sottile che scivola silenziosa tra i passi svelti e distratti dei passanti. Un angelo vola silenzioso sopra i tetti, passando sopra i cuori di migliaia di persone, ognuna persa nei fatti suoi. Vola nelle vie del centro, tra gente frettolosa che rincorre gli ultimi pacchetti stanchi per la festa ormai imminente, nelle case lucide e tirate a festa dove si preparano cenoni da consumare di fretta. Anch’io cammino ignaro a passi lenti, trascinando il mio malumore avvizzito, mentre guardo la gente infreddolita. Chissà se anche stanotte il mio pensiero vagherà tra i mille ricordi di felicità che ho perduto, o se il mio sguardo si poserà, come sempre, nel silenzio della notte, su quell’albero pieno di luci che recita in un angolo, di fronte al caminetto di casa. Chissà…L’angelo intanto continua a volare, passa nelle vie più spente e vuote, quelle dove le luci di natale non entrano mai, in mezzo a chi vive in case di cartone, o in chi passa la notte in ospedale a masticare il veleno della vita che va via, nei manifesti strappati di una vecchia stagione di gioventù volata via come un pallido raggio di sole nella nebbia dei pensieri. L’angelo allarga il suo sguardo e vola veloce come il vento impetuoso, anche là dove non piove mai, e la gente muore in un momento senza neppure sapere perché, per una guerra, una miseria, un niente insensato che tutto avvolge e sembra portare via. Vola, come volano i cuori del mondo, anestetizzati dalle ipocrite promesse di chi pensa solo a sé, mentre le nuvole piangono nebbia sopra di me, che continuo a vagare a tentoni in questo buio freddo, con il passato che resta a farmi una dolce e malinconica compagnia. Ma ecco che all’improvviso, quell’Angelo mi vede, raccoglie in un momento tutti i miei pensieri di un tempo, il mio freddo cinismo, le notti passate invano a cercare un senso che non c’è. Si ferma, e non visto comincia a guardare quaggiù verso di me. All’improvviso, mentre vado verso il punto in cui tutto si confonde e la voglia di chiudere gli occhi e dormire, forse per sempre, si fa più profonda, me lo trovo davanti. Mi guarda dritto negli occhi e mi regala un sorriso. Uno splendido, semplice, illuminante sorriso di bambino. E capisco che non posso interrompere questo sforzo forse inutile, che devo continuare a correre controvento perché quel sogno irraggiungibile di un natale sereno per tutti i cuori che battono assieme su questa terra sembri ancora a portata di mano. E rivedo Luca, Noemi, Eleonora, e ripenso a Yusuf, a Kalem, a Dolores, ai corridoi del Gaslini, ai paesi del Congo e del Darfur assetati dal sole e dalla cupidigia della belva umana, alle favelas di Rio. E improvvisamente sorrido.
Forse non è tempo di dormire, ma di continuare il faticoso cammino che mi porterà fino a te.
Ai 36 piccoli lettori, silenziosi o parlanti, di questo piccolo scarabocchio senza importanza. E pure a tutti i non lettori
A Roby e Lory, Angela e Maurizio e tutti gli C. e affini, Mirella, Lucio e anche altri.
Ad Alberto, Bruno, Filippo, Elisa, e tanti tanti altri che non posso nominare
A Franca, Massimo e il resto, Riccardo (che ha ispirato questo Canto di natale con un suo splendido racconto), Lisa e tribù , Maria Teresa e le sue sorelle, Annuska & C., Ciro, Maddalena, Mauro, Lodovica, Alessandro, Audrey, Nonno Adriano, Donatella, Milena, Carlo, Pietro e a tutti quelli che non sono citati ma sono comunque qui dentro di me.
A Cinzia, Alice, Anna e Alessandro, con amore inesauribile.
E a tutti gli angeli che, sporcandosi le mani e camminando controvento, rendono questo cammino più bello da fare.
Buon Tutto!
JollyViola e Rosi, stamattina in Piazza Duomo a Milano, hanno fermato un signore con i suoi figli. La maggiore, 14enne, smanettava con aria insoddisfatta sul suo cellulare super high-tech ultima generazione mentre il piccolo giocava con il suo Nintendo portatile. Si lamentavano perché non era quello che desideravano. Il padre – che aveva fatto ore di coda a Torino alle casse per comprarli, aveva la faccia davvero stanca, e borbottava.
“Cosa c’è che non va, signore?”
“Guardi, non ne posso più. E’ tutto uno schifo. Sono 3 ore che giro in cerca di una farmacia, ma è tutto chiuso, alla faccia delle liberalizzazioni…”
“Ma che Le è successo?”
“Ma, guardi, abbiamo fatto Vigilia con mia moglie al Savini. Ostriche, champagne, Orate e Branzini. Abbiamo speso 140 euro a testa. Il giorno dopo mia suocera ci ha invitato a pranzo, e giù timballi, pasticci, Barolo…Insomma, a mia moglie è venuto un attacco di dissenteria. Ci ha rovinato il Natale, lo ha passato chiusa in bagno, uno schifo guardi, veramente uno schifo!”
E se ne andato, allontanando due mendicanti che chiedevano l’elemosina e smoccolando contro Prodi e Berlusconi.
Nin@ e Biccio, invece, sono andati a Roma, all’aeroporto. Dopo aver fatto 2 ore di coda sul raccordo anulare intasato di auto in viaggio, arrivati alla zona dell’imbarco, hanno incontrato orde di gente inferocita. C’erano centinaia e centinaia di persone in fila per le carte d’imbarco, il computer, sovraccarico, era andato in tilt. Una signora in pelliccia era veramente disperata.
“Signora, che è successo?”
“Per carità, guardi, in questo paese davvero non si riesce più a vivere! Sono 3 ore che aspetto il volo che mi porterà al meritato riposo nei miei Caraibi. Solo che vede che confusione, che inefficienza? Non vedevo l’ora di rilassarmi al sole dopo mesi di fatiche tra briefing, meeting, lunches & brunches. Il mio Enzo, che mi ha regalato un bikini D&G, e non vede l’ora di vedermelo addosso, ma non lo vede che è distrutto dallo stress? Io non lo so dove andremo a finire”
“Ai Caraibi!” ha risposto pronto Enzo, con la faccia annoiata, mentre la signora lo guardava con aria di sufficienza.
Rick è finito a Cortina, voleva sciare. Dopo qualche ora in coda sulla strada, ha dovuto rinunciare oggi. Proverà domani. Gli ski-lift sono pieni come le pance di signori, signore e bambini, che brontolano nelle code con la faccia ancora stravolta da pacchetti, tacchini, brasati e cotillon
Mister X invece, doveva andare a Firenze. Ma non ha potuto, perché c’era una coda di 15 km al casello di Firenze Sud. Dopo un ora di coda, in cui avrà fatto si e no 750 metri, al primo casello utile è uscito, mentre un uomo brontolava
“Che seccatura, vero?
“Non me ne parli, guardi…La benzina che aumenta sempre più, e uno che non può neppure andare un giorno a vedere se in Via de’ Calzaiuoli e dintorni Gucci, Ferragamo e compagnia fanno dei saldi interessanti. Sa, la vita è sempre più cara, e mia moglie ci teneva tanto a quella borsa presentata alle ultime sfilate autunno-inverno”
Mentre diceva così, uno zingarello fermo al casello si è avvicinato, e lui lo ha cacciato in malo modo, dicendomi “In Italia non si può davvero andare avanti!”
Ora sono qui, in casa, e vedo le vedove degli operai di Torino intervistate da un Telegiornale, quelle dei carabinieri e poliziotti caduti per mano della mafia che si lamentano perchè sono state dimenticate da tutti.
Credo che le persone che abbiamo intervistato stamattina a MIlano, Firenze, Fiumicino e Cortina abbiano ragione. L’Italia è davvero mal ridotta.
Buon tutto!
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Buon tutto!
E’ sempre on line su Comicomix una nuova avventura, ispirata al Natale, della nostra serie a fumetti Venti. Se vi va, naturalmente…
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Buon tutto!






